Omicidio Varese, la disperazione del nonno di Daniele: “Inascoltati”
L’omicidio del piccolo Daniele a Varese poteva essere evitato. Questo è quello che risulta dalle dichiarazioni del nonno del bimbo di 7 anni, ucciso brutalmente dal padre, Davide Paitoni, e poi chiuso nell’armadio. Il 6 dicembre – si legge sul Corriere della Sera – era arrivato l’ok del giudice all’istanza dei difensori. Mezza pagina che aveva dato a Paitoni la possibilità di vedere moglie e figlio senza prescrizioni particolari. Era seguito un accordo tra gli avvocati della coppia per stabilire il calendario degli incontri. La famiglia materna oggi accusa: “Non ci hanno ascoltati“. Anche se l’avvocato della madre, Donatella Cicognani, è più cauta: “La vicenda è ancora aperta. Ma non mi erano stati segnalati pericoli per il piccolo”.
“Il bambino non voleva andare. Noi abbiamo sbagliato a portarlo dal papà. Ma lui aveva il permesso del giudice…”. Il nonno del piccolo Daniele – prosegue il Corriere – si affaccia sulla soglia della villetta di via Chiesa a Schianno. La figlia è appena uscita per dare l’ultimo saluto a Daniele all’obitorio di Varese prima che venga eseguita l’autopsia. Gli occhiali scuri e la mascherina chirurgica le coprono il viso, sul corpo i segni delle medicazioni per le coltellate ricevute. Si guarda intorno e non parla. “Sto sentendo adesso in televisione. Non so neanche cosa dire”, aggiunge il nonno che si volta e richiude la porta.
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