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Strage Stresa, "Giro di prova freni fatto con 12 turisti in cabina". L'ordine
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Strage Stresa, "Giro di prova freni fatto con 12 turisti in cabina". L'ordine

La tragedia del Mottarone resta avvolta nel mistero, gli indagati si rimpallano le responsabilità e ogni giorno spuntano nuovi elementi. Dopo l'iniziale silenzio, in seguito alla caduta della cabina della funivia costata la vita a quattordici persone sulla salita che da Stresa porta fino a 1500 metri di quota, ora parlano anche addetti e dipendenti. Per esempio, Pietro Tarizzo, l’operatore che il giorno del disastro controllò l’integrità delle funi, la racconta così: «Quella mattina, - si legge sul Corriere della Sera - per la corsa di prova, non sono salito da solo ma con altre 12 persone, oltre al mio collega Zurigo. Questa è stata la corsa di prova quella mattina». Il giro che dovrebbe testare l’impianto prima che la gente ci salga aveva dunque la gente a bordo. Possibile? Lo stesso Tarizzo critica la scelta. Per quale motivo l’ha fatta allora? «Perché Nerini ci ha detto “il gruppo sale con voi”. E a loro “salite”». Come dire, dovete portare anche loro. Tra l’altro, quella notte c'era stato un temporale che avrebbe dovuto suggerire prudenza a chi doveva aprire l’impianto. Ma Luigi Nerini è il titolare, proprietario della Ferrovie del Mottarone che gestisce la struttura, e per Tarizzo non è facile dire di no. Il patron era dunque lì quella mattina, il primo ad arrivare.

In fatto di formazione del personale, tema sul quale la Procura di Verbania insiste molto, Coppi, uno dei dipendenti - prosegue il Corriere - dice di non aver fatto corsi particolari: «Ho imparato sul campo, dal personale più esperto». Come del resto il suo collega Alessandro Zurigo, prima vetturino e poi bigliettaio: «Feci solo un affiancamento con Tadini per una settimana». Altri, qualcosa hanno fatto. È il caso del figlio del gestore, Federico Nerini, 22 anni, agente di stazione: «Ho effettuato un corso sulla sicurezza e antincendio qualche mese dopo la mia assunzione e un apprendistato in Dad di un mese». E della macchinista Bazzaro, la quale spiega che normalmente «per svolgere le mie mansioni si viene affiancati a un operatore per un periodo e dopo si effettuano delle prove tecniche: Io ho effettuato queste prove quasi subito».

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