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Cronache
Toscana, indagato Ledo Gori Capo di Gabinetto del presidente Giani
A sinistra Ledo Gori, a destra Eugenio Giani

Ledo Gori, Capo di Gabinetto del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, è fra gli indagati nell'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze su presunti reati ambientali in cui sono indagati anche diversi imprenditori considerati vicini alle cosche della 'Ndrangheta. A Gori viene contestato il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio ma non di associazione a delinquere.

Secondo gli investigatori Gori si sarebbe reso disponibile a soddisfare alcune richieste dell'organizzazione, composta fra gli altri dai vertici dell'Associazione dei Conciatori di Santa Croce sull'Arno. In cambio avrebbe poi ottenuto l'impegno dell'organizzazione a chiedere a Giani (non indagato) la sua riconferma come Capo di Gabinetto. Fra gli indagati ci sono anche il consigliere del Partito Democratico Andrea Pieroni e il direttore del settore Ambiente ed Energia della Regione, Edo Bernini.

L'inchiesta potrebbe causare uno tsunami in Regione Toscana. A commentare l'accaduto sono intervenuti subito i consiglieri regionali della Lega. “Che la criminalità organizzata avesse, purtroppo, solide basi anche in Toscana era ormai noto – dicono dalla Lega - considerata anche la consueta relazione della Direzione Investigativa Antimafia e l'indagine emersa in tutta la sua gravità e capillarità in queste ore, conferma come non si debba abbassare minimamente abbassare la guardia. Quello che colpisce dalle prime informazioni è un'ipotizzata connivenza fra il comportamento illegale di alcune aziende del settore conciario ed il mondo politico regionale, stante le mirate accuse che investirebbero, tra gli altri, Ledo Gori, Capo di Gabinetto del Presidente Giani”.

Mario Lolini, commissario della Lega Toscana-Salvini Premier ha rincarato la dose e ha aggiunto: “ Chiarezza su quanto sta avvenendo in Toscana. Il presidente Giani non ha nulla da dire? Nella maxi inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze risulta indagato anche il suo capo di gabinetto, Ledo Gori. A differenza di altri partiti o movimenti, la Lega non e' per i processi di piazza e confidiamo sempre che la giustizia faccia serenamente il suo corso. Resta il fatto che il silenzio del governatore Giani sia tanto assordante quanto imbarazzante. I toscani meritano un presidente, non un fantasma”.

 

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