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Culture
Alla XXIII Bmta a Paestum le assemblee nazionali dei soci Icomos e Icom

La XXIII Borsa mediterranea del turismo archeologico ospiterà nel suo ricco programma le assemblee annuali dei soci 2020 sia di Icomos Italia (sabato 21 novembre) che di Icom Italia (domenica 22 novembre). Icomos, consiglio internazionale dei monumenti e dei siti, è un’organizzazione non governativa advisory body dell’Unesco. La sua missione è quella di promuovere la conservazione, la protezione e la valorizzazione di monumenti, paesaggi e siti archeologici. Icom invece è il principale network italiano di musei e professionisti museali.  Parlano i due presidenti, Maurizio Di Stefano, ingegnere nonchè architetto napoletano esperto in Restauro dei monumenti, e Adele  Maresca Compagna, già responsabile del settore Ricerche e pubblicazioni dell'Ufficio Studi del Mibact.

Presidente Di Stefano quali sono le attività salienti di Icomos?                                                                     “L’organismo si dedica alla conservazione e alla tutela dei monumenti, degli edifici e dei siti del patrimonio culturale, operando attraverso i comitati nazionali, tra i quali l’Italia rappresenta uno dei comitati fondatori di Icomos sin dal 1965. Icomos Italia, negli ultimi anni, ha sviluppato la ricerca scientifica dei testi dottrinali fondando i primi comitati scientifici Internazionali oggi rappresentati da ben 28 tematismi a cui l’Italia, attraverso i propri esperti, continua ad offrire contributi innovativi.  A Paestum oltre l’assemblea si svolgerà la 1a Conferenza Nazionale dei Comitati Scientifici Italiani.

Qual è il suo ruolo nel campo specifico dell’archeologia?                                                                                 “Nell’ambito dei testi dottrinali Icomos ha promulgato le linee guida per la protezione e la gestione del patrimonio archeologico nel 1990, oltre alle linee guida Salalah per la gestione dei siti archeologici pubblici nel 2017 in occasione della 19a assemblea generale. I suoi comitati scientifici internazionali sono tra loro fortemente connessi nei programmi di ricerca teorica e applicata in ambito archeologico, oltre al costante riferimento al Comitato Theophilos, “Theory and Philosphy of Conservation and Restoration”, che approfondisce i principi guida di tutte le discipline della Conservazione del patrimonio culturale; l’ICAHM “International Scientific Committee on Archaeological Heritage Management” promuove l’istituzione di percorsi formativi per figure professionali esperte in tali settori, attività di ricerca nei due ambiti, pubblicazioni e dibattiti, utilizzando nel migliore dei modi i social network. Quest’anno alla XXIII Bmta per l’ICAHM sarà presente il presidente internazionale John A. Peterson, la vice presidente Nelly Robles Garcia, il segretario generale Adrian Olivier e amministrativo, Matthew Whincop”.   

La XXIII Borsa dedicherà una sessione a Sebastiano Tusa, a cui Icomos è chiamata a partecipare.                  “Tusa è stato un uomo di straordinario valore culturale, scientifico e soprattutto umano. La sua attività nel campo dell’archeologia subacquea ha rappresentato un contributo scientifico e di conoscenza di assoluto valore. Icomos nel corso della 11a Assemblea Generale nel 1996 ha ratificato la Carta sulla Tutela e Gestione di Patrimonio Culturale Subacqueo e, attraverso il Comitato ICUCH “Underwater Cultural Heritage”, è stato promotore della Convenzione dell’Unesco sulla protezione del Patrimonio Culturale subacqueo del 2001, che definisce l’ambito di applicazione riferito a qualsiasi traccia di vita umana avente carattere culturale, storico o archeologico che sia stata sott'acqua parzialmente o completamente, periodicamente o continuativamente, per almeno 100 anni. Tusa è stato tra i principali artefici, ma anche di azioni internazionali soprattutto nel Mediterraneo, tra cui nel 2018 di una ricerca internazionale dedicata all’“Hidden Cultural Heritage: protection, valorization and management” proposta insieme a Cicop Centro Internazionale per la Conservazione del Patrimonio Architettonico. Ico Italia ha elaborato il progetto “I-ATOM Innovation’s Antiquity TOday in Mediterranean” finalizzato proprio alla realizzazione di un itinerario dei siti archeologici del Mediterraneo, in linea con la strategia Europa 2020 per la crescita e l’occupazione, sia un modo consapevole di viaggiare, vivere e conoscere i luoghi evitando un turismo consumistico inconsapevole. Il Comitato ICUCH, che ho il piacere di coordinare per l’Italia, è tra i promotori della 1a Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo in memoria di “Sebastiano Tusa” promossa dalla Bmta”.

Presidente Maresca Compagna qual è il senso e il segnale della presenza di Icom Italia a Paestum?  “Abbiamo accettato con entusiasmo l’invito, perché riteniamo che la Borsa costituisca un’occasione importante di informazione e di scambio sulle potenzialità di sviluppo dei musei e siti archeologici dell’area mediterranea, un momento di confronto fra operatori culturali e operatori turistici, ma anche una sede di dibattito su nuovi strumenti utili per migliorare l’attrattività dei siti e la partecipazione dei cittadini italiani e del mondo alla loro conoscenza e interpretazione”.

Qual è l’impegno internazionale di Icom per l’archeologia?                                                                                 L’Icom international council of museums è la più grande organizzazione mondiale dei musei creata all’indomani della II guerra per ricostruire non solo le ferite materiali da essa causate, ma anche le lacerazioni politiche e le disuguaglianze culturali e umane, che purtroppo persistono ancora oggi. Lo testimoniano il suo impegno, al fianco e in collaborazione con l’Unesco e altre organizzazioni internazionali, per combattere il traffico illecito di beni culturali (dalla redazione delle Red List, le liste dei beni in pericolo in alcuni Paesi, alla lotta ai trafficanti) e la tutela del patrimonio identitario dei popoli, molti dei quali dilaniati ancora da guerre, rivoluzioni interne e distruzioni naturali. Gran parte di questo patrimonio, come ben sappiamo, è di natura etnografica e archeologica. La nostra organizzazione, autonoma rispetto ai governi, rappresenta istituzioni e professionisti museali che lavorano in istituzioni di differente proprietà, organizzazione e tipologia, dall’etnografia alle scienze naturali, dalla storia dell’arte all’archeologia, alla storia. L’attenzione è focalizzata soprattutto su ciò che li accomuna sul piano istituzionale, organizzativo, programmatico, al di là delle caratteristiche disciplinari specifiche, e quindi le visioni generali, le politiche di documentazione, comunicazione, mediazione ed educazione, le relazioni con le autorità di governo, con le istituzioni culturali e gli altri soggetti del territorio, con i pubblici e le comunità. Tuttavia, alcuni Comitati internazionali, tra i quali quello dei Musei di archeologia e di Storia (ICMAH), favoriscono il confronto museologico fra specialisti delle rispettive materie”.

Sebbene la platea dei musei e dei professionisti museali di Icom sia molto ampia, ci sembra che negli ultimi anni il Comitato italiano di Icom abbia dedicato maggiore attenzione ai musei archeologici.                          “Questo è vero, nel maggio 2017 abbiamo organizzato a Napoli in collaborazione con il Museo Archeologico e altri musei statali il Convegno dal titolo Musei archeologici e paesaggi culturali che riprendeva la riflessione generale sui rapporti tra musei-territorio-patrimonio diffuso che l’Italia aveva portato a livello internazionale nella Conferenza generale di Icom a Milano nel 2016 e declinava in più sessioni le problematiche legate alla ricerca, documentazione e gestione dei depositi, alla comunicazione, alle forme di gestione di musei e parchi archeologici, alle professionalità. Nel 2018 a Matera si è ripreso in una giornata di studi internazionale il tema dei depositi, che non riguarda solo i beni archeologici, ma che assume per essi particolare importanza ed è scaturita una proposta di Risoluzione internazionale che, con il concorso di altri Comitati nazionali e internazionali, è stata poi approvata da Icom nell’assemblea generale di Kyoto 2019”.

Che cosa avete programmato in occasione della Borsa?                                                                                         “Oltre all’assemblea annuale dei soci, avremo un convegno dal titolo Musei e parchi archeologici, nuove prospettive di partenariato pubblico-privato: responsabilità, professionalità, competenze. Alla luce della crisi nei musei per la pandemia, è opportuno ripensare le collaborazioni tra gli enti pubblici e i privati, che a diverso titolo interagiscono con le istituzioni museali. Icom Italia discuterà delle numerose esperienze degli ultimi decenni e delle prospettive future (anche in considerazione delle riforme del Terzo settore e del Codice degli appalti) con attitudine scevra da pregiudizi, tenendo conto soprattutto delle funzioni essenziali dei musei e degli altri luoghi della cultura e delle competenze necessarie per assolverle, in ultima analisi delle professionalità che, aldilà delle forme di governo, assicurano a nostro avviso progetti culturali e servizi di qualità”.

 

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