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Culture
Cuno Amiet in mostra a Mendrisio: colori, luce, gioia di vivere
Cuno Amiet: Autoritratto con la moglie, 1899

di Simonetta M. Rodinò

I grandi sconosciuti: ci sono pittori oscurati dai geni che hanno pieno diritto di residenza. Purtroppo il passare del tempo fa in modo che i geni diventino ancora più geni, a volte esageratamente, i meno geni cadano nella dimenticanza e in un ingiusto anonimato.

Ben vengano mostre dunque che li recuperano e che ci permettano di conseguenza di conoscere il substrato di artisti che hanno operato all’ombra dei grandi, di cui sono debitori.  Così per Amiet, valido esponente tra quegli artisti, che nel suo iter pittorico ha guardato a tutti, interiorizzandoli secondo il proprio pensiero e la propria poetica.

All’artista svizzero, mancato 93enne nel 1961, il Museo d’arte di Mendrisio, comune del Canton Ticino, dedica, da domenica, la rassegna “Il paradiso di Cuno Amiet da Gauguin a Hodler, da Kirchner a Matisse”: settanta dipinti e una sessantina di opere su carta ne ricostruiscono il lungo excursus.

Se nell’ampia e curata mostra è evidente che il dovere del critico è segnalare rimandi a Gauguin, Matisse, Redon, Hodler, Kirchner, Van Gogh…tuttavia la forza di Amiet consiste in una reinterpretazione del tutto personale; per cui, ad esempio, un richiamo a Matisse si trasforma nel fauvismo proprio di Amiet. O nel caso di Hodler - uno degli ispiratori e per un certo periodo amico - di cui il simbolismo quasi si dimentica presi dall’intensità e liricità pittorica, in Amiet invece il simbolismo si comprende maggiormente, proprio perché pur nella sua bravura non è sostenuto da una pregnanza.

Paesaggi, figure, ritratti, nature morte sono le tematiche ricorrenti nel suo linguaggio, sempre nell’ottica di pace e serenità. Quella gioia di vivere di un’esistenza trascorsa in armonia con il mondo esterno, pienamente appagata dalla bellezza della natura, dalle sue innumerevoli manifestazioni di luci e colori. Natura intesa non come componente decorativa, ma elemento fondamentale in cui lasciarsi perdere. Non a caso per gran parte della sua vita Amiet dipinge nella campagna bernese, a Oschwand, in un ambiente di totale tranquillità.

Per approfondire il contesto in cui si è articolata la sua carriera, in mostra sono presentati una decina di confronti con artisti del panorama contemporaneo europeo: da Paul Gauguin a Henri Matisse, da Giovanni Giacometti, Ḗmile Bernard e Ferdinand Hodler a Ernst Ludwig Kirchner, da Alexej von Jawslensky e Marianne Werefkin ad August Macke, da Gabriele Münter a Ernst Morgenthaler.

La rassegna si chiude con “Paradiso terrestre”, un vero inno alla luminosità cromatica.

Un plauso dunque a questi pittori che dobbiamo ammettere non erano né rivoluzionari, né innovatori, ma che nel loro insieme costituiscono il fil rouge della propria epoca.

In fondo, delle guerre, ci si ricorda il nome dei generali, ma la vera guerra l’hanno vissuta, magari morendoci, i soldati…

Museo d'arte Mendrisio

Piazzetta dei Serviti 1 – Mendrisio – Svizzera

22 ottobre 2017 - 28 gennaio 2018

“Il paradiso di Cuno Amiet da Gauguin a Hodler, da Kirchner a Matisse”

Orari:  ma – ve 10:00 - 12:00 / 14:00 - 17:00;  sa - do e festivi 10:00 - 18:00

Infoline: 0041 (0)58 688 33 50

Ingressi: intero chf/euro 10 – ridotto chf/euro 8

http://museo.mendrisio.ch

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