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Culture
Il teatro è... in viaggio

di Lucilla Noviello

L'opera di Arthur Miller, in scena fono al 20 dicembre al Teatro Argentina di Roma dopo lunga tournè, Morte di un commesso viaggiatore,  trova nella regia e nell'interpretazione di Elio De Capitani - che non perde mai il ritmo né la tensione del suo personaggio per le lunghe tre ore e mezzo dello spettacolo - un aspetto visionario e tragico che sottolinea la mancanza di possibilità felici nell'idea che della realtà aveva l'autore americano. Cristina Crippa nel ruolo di Linda - e soprattutto Angelo Di Genio e Marco Bonadei, gli attori che interpretano i figli di Willy, che hanno il compito di contenere la sua propensione al sogno ma contribuiscono, inevitabilmente, alle delusioni che l'esistenza ha in serbo per lui come per tutti, sono i personaggi che non ci permettono distrazioni. In una scena mutevole ma monocolore in cui gli oggetti sono a volte rappresentati e altre immaginati, in cui il passato e il presente si intrecciano, ritornano, sono motivo di dolore - sempre - e di speranza - mai, se non quando diventano illusione - gli attori coinvolgono il testo classico di Miller in una continua proposta di energia e di sconfitta; di crescita e di negazione; in un movimento in cui non è l'ansia a intervenire per stimolare lo spettatore, ma la consapevolezza dell'inevitabile discesa verso la fine - fisica - di un uomo buono, ma simile a tutti gli altri, che non ha vittorie da elencare né particolari motivi per essere eccezionale o eroico. Questa storia succedeva in un'America in crescita, in cui la classe media diventava ricca, ma succede ancora in un Paese come il nostro, qui e ora. Perché la mediocrità è la normalità, e l'essere se stessi - piccoli ma dignitosi e possibilmente felici - è una scelta difficile che comporta la consapevolezza del sé. Gli attori diretti da Elio De Capitani sono tutti bravi - anche se non si comprende perché microfonati - e sebbene talvolta le scelte sarcastiche della regia sfuggano verso un'area troppo farsesca e l'accento di Linda sia così marcato da voler sottolineare una contemporaneità storica e geografica già allusa e chiara di per sé - i movimenti scenici e l'esposizione dei corpi sono sempre molto belli.
Morte di un commesso viaggiatore, di Arthur Miller, diretto e interpretato da Elio De Capitani, con Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Federico Vanni, Gabriele Calindri, Alice Redini, Vincenzo Zampa, Daniele Marmi, Vanessa Korn.  Al Teatro Argentina di Roma fino al 20 dicembre e poi ancora in tournè.

 

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