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Culture
L'arte millenaria di Firenze incontra Koons

di Paola Serristori

Jeff Koons, elegantissimo, l'artista contemporaneo più ricco e famoso, dopo la retrospettiva organizzata in suo onore a Parigi, al Centre George Pompidou, conquista Firenze. Ci si poteva aspettare di vedere la sua arte pop esposta in uno spazio più “convenzionale”, invece è stato scelto Palazzo Vecchio, accostando l'arte millenaria famosa in tutto il mondo con la fama di Koons, che aggiunge un altro riconoscimento prestigioso al suo lavoro. “Di lei dicono che è sopravvalutato: lei che cosa risponde?”, gli aveva chiesto con impertinenza la conduttrice della diretta radiofonica organizzata nella hall del Centre Pompidou per l'inaugurazione parigina. “Che vengano a vedere le mie opere”, aveva ribaltato lui la provocazione. Dopo avere visto l'allestimento della mostra a Firenze non resta che arrendersi: Jeff Koons è un genio che “osa” esporre tra il David di Michelangelo ed il Nettuno dell'Ammannati. Una consacrazione, “Jeff Koons. In Florence”, a cura di Sergio Risaliti. Per la prima volta, dopo circa cinquecento anni dalla messa in posa dell'Ercole e Caco di Baccio Bandinelli (1493-1560), sull'arengario di Palazzo Vecchio fa bella mostra “Pluto and Proserpina” di Jeff Koons (1955), scultura alta più di tre metri, che s'ispira alla celebre opera di Gian Lorenzo Bernini “Ratto di Proserpina” (225 cm, base 109 cm), commissionata all'artista dal Cardinale Scipione Caffarelli Borghese ed eseguita tra il 1621 e il 1622, quando Bernini aveva di poco superato i vent'anni. L'artista americano è stato scelto anche per inaugurare il progetto il progetto “In Florence”, in cui i protagonisti dell'arte contemporanea si confronteranno con gli spazi e le opere del Rinascimento fiorentino.

A Palazzo Vecchio, nella Sala dei Gigli, fastoso ambiente, decorato con pregevoli affreschi di Domenico Ghirlandaio (1449-1494), entra oggi Gazing Ball (Barberini Faun), opera realizzata nel 2013, che fa parte della serie di calchi in gesso di celebri sculture del periodo greco-romano a cui Koons ha aggiunto, in posizione di precario equilibrio, una sfera di colore azzurro brillante e dalla superficie specchiante. L'antico Fauno Barberini (“Uno fauno a sedere più grande del naturale quale sta dormendo e tiene un braccio in testa”, Archivio Barberini, Roma, 1632) è una scultura di età imperiale, ispirata probabilmente a un opera in bronzo di epoca tardo-ellenistica. Rinvenuto a Roma nei fossati di Castel Sant’Angelo intorno al 1624, il marmo entrò nella collezione del Cardinale Francesco Barberini nel 1628, per poi arrivare in Germania agli inizi dell’Ottocento, dove è conservato presso la Gliptoteca di Monaco. Alcuni restauri della scultura furono eseguiti, già all'epoca del rinvenimento, dalla bottega di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) o da lui stesso.

Koons spiega la “genesi” della sua creazione: “Ho pensato a Gazing Ball guardando per molti anni sfere di questo genere. Ho voluto affermare la perentorietà e la generosità della superficie specchiante e la gioia che scatenano sfere come queste. La serie Gazing Ball si basa sulla trascendenza. La consapevolezza della propria mortalità è un pensiero astratto, e a partire da questa scoperta uno inizia ad avere coscienza maggiore del mondo esterno, della propria famiglia, della comunità, può instaurare un dialogo più vasto con l'umanità al di là del presente”.

Gazing Ball prende il nome dalle sfere specchianti, scoperte tante volte da Koons nella casa d'infanzia a York, Pennsylvania: incantevoli oggetti ornamentali prodotti per la prima volta a Venezia nel tredicesimo secolo, divenuti poi famosi nel diciannovesimo secolo durante il regno di Ludovico II di Baviera che li usava per decorare i giardini dei suoi palazzi, quindi arrivati in Pennsylvania attraverso gli Europei. Forme affascinanti, magiche, piacevoli anche per la loro leggerezza (si tratta di sfere di vetro soffiato) e per la loro associazione con il gioco infantile. Data la loro estrema fragilità sono anche associate all'effimera durata della vita umana. Koons prosegue: "La serie denominata Gazing Ball ha alla base lo “sguardo del filosofo” che giunge alla trascendenza attraverso i sensi per poi dirigere la nostra visione verso l'eternità tramite la pura forma e l'idea”.

L'evento, promosso dal Comune di Firenze, sino al 28 dicembre, in collaborazione con Biennale Internazionale di Antiquariato di Firenze, è organizzato da Associazione Mus.e (con il contributo di Camera di Commercio, Galleria Moretti (Fabrizio Moretti viene indicato come il “nuovo mecenate” di Firenze), ITAF - Gruppo Zelari, David Zwirner).

 

 

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