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Culture
L'abitudine di assumere il cognome del marito nell'era MeToo
(fonte Lapresse)
"Nella mia vita ho cambiato cinque cognomi, ora ne ho uno mio e me lo tengo" è  il commento di un'avvocatessa di Hollywood che, dopo tre divorzi, non ha scelto di riprendersi il suo cognome da nubile, ma ne ha adottato legalmente uno completamente nuovo.
La spiegazione è stata che il suo cognome da nubile era un distante ricordo, avendolo usato solo per 20 anni, mentre con gli altri tre cognomi ci aveva trascorso tante decadi.
Negli Usa la maggioranza delle donne che si sposano adotta il cognome del marito, come pure in Giappone, dove il 99% delle donne interpellate in un sondaggio dice di preferire il cognome del marito o futuro marito. In Francia le donne prendono automaticamente il cognome del marito, mentre in Germania possono scegliere, infatti la cancelliera Merkel porta il cognome addirittura del primo marito.
Negli Usa la scelta è spesso dettata da considerazioni pratiche e legali: ad esempio ottenere prestiti bancari, stipulare assicurazioni, viaggiare con bambini che hanno sul passaporto il cognome del padre, o semplificazioni nell'ottenere agevolazioni fiscali.
Non si tratta di un processo complicato ma richiede tempo, in quanto bisogna sostituire tutti i documenti, dal passaporto alla patente di guida, al codice fiscale. Considerando che il documento d'identità deve combaciare con il nome sulle carte di credito, il cambiamento deve essere totale e doverlo fare per cinque volte nell'arco di 40 anni, com'è successo all'avvocatessa di Hollywood, non è cosa semplice.  Per questo motivo circa il 30% delle donne americane sposate tengono il cognome da nubile.
In America la tradizione di prendere il cognome del marito risale alle abitudini inglesi del basso medioevo e va sotto il nome di "coverture", una dottrina legale per cui, in materia di matrimonio, i diritti e gli obblighi legali di una donna venivano assorbiti dal marito.
Seppur in America questa dottrina venne generalmente abbandonata nel 1855 (con il primo caso di una donna, Lucy Stone, a non prendere il cognome del marito), si dovette aspettare il 1975 per arrivare alla decisione della Corte Suprema secondo la quale una donna sposata non ha obbligo di assumere il cognome del marito.
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