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Culture
Pfm, Ho sognato pecore elettriche: il nuovo album che parla di umano e futuro

Oggi esce in tutto il mondo, nella doppia versione italiano e inglese, “Ho Sognato Pecore Elettriche”/“I Dreamed of Electric Sheep”, il nuovo album di inediti di PFM – Premiata Forneria Marconi (prodotto da Aereostella, pubblicato da Inside Out Music e distribuito da Sony Music Entertainment) che vanta la presenza di due ospiti internazionali d’eccezione, IAN ANDERSON e STEVE HACKETT (nel brano “Il respiro del tempo”/”Kindred Souls”), oltre a Flavio Premoli, già co-fondatore di PFM (in “Transumanza Jam”) e Luca Zabbini, leader dei Barock Project (in vari brani dell’album). 

Da oggi è online anche il video di “ATMOSPACE”, il primo singolo estratto dall’album, attualmente in radio e disponibile in digitale. Il video, diretto da Orazio Truglio, che ha curato anche la cover dell’album, si apre con il volo di un drone spaziale ed è stato girato all’interno del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. 

PFM PremiataForneriaMarconi 007 foto di Orazio TruglioPFM PremiataForneriaMarconi 007 foto di Orazio Truglio
 

Premiata Forneria Marconi parte dalla citazione “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” del film Blade Runner per sviluppare il concept di questo nuovo album: parlare di come il mondo intorno a noi stia rapidamente cambiando e di come i computer stiano invadendo ogni aspetto della nostra vita. 

La cover dell’album, che raffigura la somma dei volti di Franz Di Cioccio e Patrick Djivas, vuole rappresentare la fusione di due anime affini che si uniscono nell'intento di creare.

L’album inizia con un’overture, un’allegoria musicale dove il mondo utopico si trasforma repentinamente in un mondo ostinato dalle venature distopiche.

PFM FranzDiCioccio PatrickDjivas 020 foto di Orazio TruglioPFM FranzDiCioccio PatrickDjivas 020 foto di Orazio Truglio
 

Come abitanti della Terra noi siamo figli di un’evoluzione, che ci ha posti al vertice del pianeta insieme al mondo animale, vegetale e minerale.

Il tempo ci ha trasformati in Umani, dotati di libero arbitrio, utopici, sognatori, visionari, ma anche in Umani alienati, attratti dal pragmatismo. 

Oggi viviamo sul nostro pianeta Terra e, contemporaneamente, su un altro pianeta parallelo e invisibile, in un mare di giga, nell’arcipelago degli algoritmi. Era impensabile che ci spingessimo così lontano e che, pur rimanendo umani, ci saremmo riconosciuti come dati. 

PFM FranzDiCioccio PatrickDjivas 017 foto di Orazio TruglioPFM FranzDiCioccio PatrickDjivas 017 foto di Orazio Truglio
 

Nel quotidiano, la vita sembra diventata più facile; siamo iperattivi, iperconnessi e tutto corre velocemente, ma il lato B del cambiamento segnala una carenza di tempo da spendere e dedicare a noi stessi. Anche sognare sta diventando una cosa rara, presi nel vortice della grande corsa della società e della vita.

Il protagonista della storia, un uomo normale, teme di non riuscire più a sognare liberamente, perché la realtà stride con la fantasia. Nel mondo della grande corsa i sogni liberatori sono diventati rari, invasi da pecore elettriche. I cyber animali sono creati dal nostro subconscio che ha radici più profonde e pesca in un mondo dove le macchine sono diventate più importanti dell’uomo, il quale si appresta a passare in secondo piano. Da umani a dati il passo è breve: iperconnessi ma più estranei a noi stessi. 

PFM FranzDiCioccio PatrickDjivas 0004 foto di Orazio TruglioPFM FranzDiCioccio PatrickDjivas 0004 foto di Orazio Truglio
 

Il futuro che bussa alla porta ha decisamente inclinazioni distopiche.
Viviamo in un immenso territorio di connessioni e dati. Dobbiamo tornare a sognare, sognare, aprire la mente che ci connette con altre dimensioni……della vita.

L’album parte dalla citazione “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” del film Blade Runner, per sviluppare un concept: parlare di come il mondo intorno a noi stia rapidamente cambiando e di come i computer stiano invadendo ogni aspetto della nostra vita. 

Ho sognato pecore elettriche, Tracklist: 

1    Mondi Paralleli (Franz Di Cioccio – Patrick Djivas- Luca Zabbini-Marco Sfogli) STRUMENTALE
2    Umani Alieni (Franz Di Cioccio – Patrick Djivas / Franz Di Cioccio)
3    Ombre Amiche (Franz Di Cioccio – Patrick Djivas- Luca Zabbini / Franz Di Cioccio- Gregor Ferretti
4    La Grande Corsa (Franz Di Cioccio – Patrick Djivas- Marco Sfogli / Franz Di Cioccio)
5    AtmoSpace (Franz Di Cioccio -Patrick Djivas- Luca Zabbini / Franz Di Cioccio- Gregor Ferretti)
6    Pecore Elettriche (Franz Di Cioccio – Patrick Djivas / Franz Di Cioccio)
7    Mr. Non lo So (Franz Di Cioccio – Patrick Djivas / Franz Di Cioccio)
8    Il Respiro del Tempo (Franz Di Cioccio -Patrick Djivas- Luca Zabbini / Franz Di Cioccio- Gregor Ferretti)
9    Transumanza (bonus track) (Franz Di Cioccio – Patrick Djivas) STRUMENTALE
10    Transumanza Jam (bonus track) (Franz Di Cioccio- Patrick Djivas-Flavio Premoli-Lucio Fabbri-Marco Sfogli-Luca Zabbini-Alessandro Scaglione) STRUMENTALE

pfm
 

I brani del concept album attraversano il mondo che viviamo e si interrogano su dove stiamo andando: Mondi Paralleli è un’ouverture strumentale che ci introduce in un universo utopico e distopico;          

Umani Alieni ci parla del nostro mondo e dei suoi abitanti; Ombre Amiche racconta la riscoperta del silenzio;

La Grande Corsa parla della nostra vita quotidiana; AtmoSpace ci narra la storia di Nedro, un drone innamorato della Terra;

Pecore Elettriche introduce il tema del sogno e dei cyborg; Mr. Non lo So è la storia di uno Yes Man;

Il Respiro del Tempo: la Terra e la Risonanza Schumann 12Hz;

si aggiunge la bonus track Transumanza: la transumanza musicale è l’azione o la pratica di spostare le composizioni da un mondo musicale ad un altro, in un ciclo d’intercambiabilità artistica e  sonora, usando macchie di suoni e non contorni di  genere;

Transumanza Jam (bonus track)….pascolo musicale con Jam strumentale.

I brani in lingua inglese contenuti nell’album “I dreamed of electric sheep” non sono la traduzione letteraria della versione italiana. I testi in inglese, scritti da Marva Marrow, esprimono sfumature diverse di uno stesso concept distopico: mentre in “Ho sognato pecore elettriche” si prospetta uno scenario futuro in cui l’iperconnessione ha inibito la capacità di sognare, in “I dreamed of electric sheep” si parla del mondo presente, sempre frenetico e caotico, in cui i valori più intimi e profondi sono stati persi di vista.

In questo progetto discografico “Ho sognato pecore elettriche / I dreamed of electric sheep” una cosa è certa: la musica può ancora unire le nostre mani e i nostri cuori in qualcosa di potente e universale, qualcosa che dura nel tempo, che ci porta verso un futuro migliore, che ci aiuta a condividere le emozioni e il ritmo. 

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