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Culture
Piet Mondrian in mostra al Mudec di Milano
Piet Mondrian Composizione II, 1929

L’esposizione “Piet Mondrian. Dalla figurazione all’astrazione”, al MUDEC di Milano sino al 27 marzo, ripercorre, con non poche lacune il percorso del grande artista olandese, nato nei Paesi Bassi nel 1872, padre del neoplasticismo.

Di formazione tradizionale, Mondrian segue corsi di disegno dal vivo e pittura di natura morta, presso l’Accademia Reale di Belle Arti ad Amsterdam, mentre all’Aia, una libera associazione di artisti, la cosiddetta Scuola dell’Aja, dipingeva il disadorno paesaggio olandese e la vita semplice di contadini e pescatori. 

La rassegna si apre con un accostamento tra i lavori di alcuni di quei pittori e le opere giovanili di Mondrian che risentono dell’influenza dei loro paesaggi malinconici, dai toni scuri e sommessi.
Ecco i suoi fienili, campagne, fattorie, boschi, mucche, alberi che si rispecchiano nell’acqua, mulini…e proprio il mulino di Oostzijdse, sul fiume Gein, è il soggetto che ritrae maggiormente.

La sua tendenza a lavorare in serie, un’abitudine precoce, già rivela quanto l’artista si distacchi dalla tradizione accademica. Ancor prima di sentire parlare delle serie di Monet, manifesta un certo interesse nella tensione che si sviluppa fra la ricorrenza di uno stesso motivo e le possibili variazioni dei suoi aspetti.
Fondamentale per la sua ricerca artistica è il viaggio a Parigi, nel 1912, dove conosce Picasso e Braque, di una decina di anni più giovani di lui. Dai richiami cubisti, i volumi costruiti con colori, linee e piani, nascono le sue “Composizioni” e “Composizioni alberi”.

E’ verso la fine del 1920 che i suoi dipinti illustrano il lento percorso di rinuncia alla griglia, il cui risultato è l’invenzione del neoplasticismo.  Una sorta di dualismo destinato a dissolvere qualunque armonia non sia doppia: tutto ciò che non è “determinato dal suo contrario” è “vago”, “individuale”, “tragico”, scrive l’artista.
Le sue opere sono realizzate da un insieme di elementi “universali”: piani di colore primario - rosso, giallo, blu – che si oppongono a piani di “non-colore”, grigio, nero, bianco; linee verticali che si oppongono a linee orizzontali in un assoluto rigore geometrico.

Sono i quadri per cui Mondrian è più conosciuto e riconoscibile. E’ il vero Mondrian. Peccato che in mostra siano presenti solamente 3 tele.

Il suo stile si rinnova quando decide di andare a vivere a NewYork: ormai 68enne si lascia circondare dall’atmosfera vivace e dal ritmo della città that never sleeps. 

Tra concerti di Dizzie Gillespie, Charlie Parker e Theolonious Monk, nella frenesia del ritmo sincopato della musica, il jazz e il boggie lo portano a forzare le griglie rigorose cui ci ha abituato: le tele si riempiono di rettangoli rossi, blu e gialli, che spiccano luminosi sul fondo bianco. E la musica diventa protagonista, anche dai titoli, come “Broadway boggie-woogie”.  Purtroppo di quest’ultimo periodo artistico non sono presenti quadri. Ma solo una video installazione.

“Piet Mondrian. Dalla figurazione all’astrazione”

MUDEC – Museo delle Culture di Milano - Via Tortona, 56 - Milano

24  novembre 2021 – 27 marzo 2022    

Orari: Lun 14.30 ‐19.30 | Mar, Mer, Ven, Dom10.00 ‐ 19.30 | Gio, Sab10.00‐22.30 

Ingressi: Intero € 14 - Ridotto € 12

Infoline: 02/54917 (lun-ven 10.00-17.00)

Catalogo: 24ORE Cultura
 

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