“Azionario Usa, Treasury Americani, bond cinesi e basket generalizzato di commodity“. Mentre i mercati hanno vissuto la quinta giornata di guerra, con le Borse europee negative, sono queste le scelte d’investimento di Michele Morra, portfolio manager di Moneyfarm, società di consulenza finanziaria indipendente con approccio digitale. Gestore che ricorda come “in momenti del genere avere un portafoglio diversificato è il miglior modo di proteggersi”. Occhio all’oro con “tassi di interesse reali in salita” e per investire sulle commodity “è necessario chiedersi non solo se i prezzi saliranno, ma se e per quanto rimarranno elevati”.
L’INTERVISTA

Michele Morra, portfolio manager di Moneyfarm
Crede che la guerra in Ucraina possa rallentare il percorso di normalizzazione della politica monetaria da parte della Bce?
“Sicuramente è uno scenario da tenere in considerazione. Da un lato, l’escalation delle tensioni potrebbe portare (come abbiamo già visto) a un aumento del prezzo delle materie prime che spingerebbe l’inflazione al rialzo. La Bce si troverebbe di fronte a un’inflazione piú alta, spinta peró dalla riduzione dell’offerta (di commodity) e non dall’aumento della domanda aggregata. Tale tipologia di inflazione potrebbe erodere la marginalitá delle aziende e minare la crescita economica di medio termine, spingendo dunque la Bce a rivedere i propri piani di stretta monetaria al fine di supportare un’eventuale intervento della politica fiscale”.
Quanto potrebbe resistere l’orso sui mercati azionari?
“I mercati da inizio anno hanno scontato due fattori: il primo è il cambio di regime di politica monetaria delle banche centrali globali. Il secondo è l’escalation delle tensioni in Ucraina. Sebbene possiamo pensare che il primo fattore in parte sia stato assorbito dai prezzi di mercato, la crisi Ucraina probabilmente può ancora portare volatilità sui mercati. Molto dipenderà non solo dall’entità degli sviluppi, ma anche dalla loro durata. Il protrarsi e l’escalation delle sanzioni e dell’incertezza è qualcosa che non piace ai mercati, che continuano a domandarsi se quanto accaduto finora potrà avere risultati localizzati o sistemici“.
Su quali asset class è meglio puntare in momenti come questi?
“Avere un portafoglio diversificato è il miglior modo di proteggersi in momenti del genere. In termini geografici, abbiamo visto ad esempio l’azionario Usa performare molto meglio della sua controparte europea. Anche la diversificazione settoriale sta funzionando, e abbiamo visto un’elevata discrepanza tra i rendimenti delle varie industry nelle giornate piú volatili. Infine avere in portafoglio degli asset rifugio può aiutare a navigare l’incertezza in maniera piú robusta. Il dollaro americano ha avuto ad esempio un buon apprezzamento ed ha dimostrato ancora una volta di essere un asset capace di mitigare le oscillazioni del portafoglio. Ricordiamo che quando si punta su qualsiasi asset class, bisogna farlo con un occhio al contributo al rischio che essa ha all’interno del portafoglio”.
Come ribilancerebbe il portafoglio?
“Dipende molto dal portafoglio di partenza. Se il portafoglio iniziale è troppo concentrato, come detto sopra, si potrebbe pensare di incrementare la diversificazione settoriale, geografica e includere asset decorrelati. Noi come Moneyfarm, possiamo dire che la diversificazione in questo momento ha dato i suoi frutti, aiutando la performance dei portafogli: il dollaro, i safe asset in generale, i bond indicizzati all’inflazione, quelli cinesi, le materie prime e in misura minore anche i bond governativi hanno dunque supportato le performance dei portafogli. Ricordiamo che la nostra esposizione alle attività russe e ucraine è però quasi del tutto inesistente“.
(Segue: obbligazionario, commodity e oro…)
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Obbligazionario, su quali settori puntare?
“L’obbligazionario continua a portare con sé delle sfide fondamentali, con tassi di partenza bassi e un’inflazione che minaccia i rendimenti reali e guida le decisioni di politica monetaria. In ogni caso, nonostante la Fed potrebbe rivelarsi la banca centrale piú in grado di continuare sui binari di una politica monetaria stringente, avere la giusta quota di Treasury Americani in portafoglio potrebbe portare diversificazione, sia per il livello di tassi piú elevato, sia per l’esposizione valutaria che ne consegue”.
E fra le commodity?
“Un basket generalizzato di commodity forse è la scelta piú adeguata, sia per l’elevata volatilità di tale asset, sia perché non sono solamente le materie prime energetiche a subire degli shock. Ricordiamo, ad esempio, che Russia e Ucraina sono tra i maggiori esportatori di cereali e oli vegetali a livello globale. Inoltre, bisogna ricordare che il rendimento di un investimento in commodity è generalmente guidato dall’equilibrio tra domanda e offerta e non da dividendi o tassi di interesse, e che anzi porta con sé un “cost of carry” generalmente non marginale. Dunque a causa della mancanza di flussi finanziari positivi, chi investe in commodity deve chiedersi non solo se i prezzi saliranno, ma se e per quanto rimarranno elevati“.
L’oro ha concluso la sua corsa?
“L’oro è generalmente un’asset class che protegge da momenti di mercato in tensione. Tuttavia il suo rendimento è stato storicamente negativamente correlato con il livello dei tassi di interesse reali. Ad oggi i tassi di interesse reali potrebbero continuare la loro salita qualora le banche centrali (Fed in primis) continuassero il percorso di restrizione della politica monetaria”.
@andreadeugeni
