Ferragni, il Pandoro gate colpisce anche le scarpe del socio Morgese
Se Chiara Ferragni piange, il suo socio Pasquale Morgese non ride. Si potrebbe parafrasare il noto proverbio per sintetizzare i numeri di Mofra Shoes, l’azienda di calzature controllata dai fratelli Giuseppe e Pasquale Morgese e di cui Giuseppe è amministratore unico, che sono soci diretti al 5% ciascuno avendo trasferito il 90% a Sella Fiduciaria. Pasquale Morgese, poi, è azionista indiretto tramite i suoi due veicoli Esuriens e N1 con il 27,5% di Fenice, la holding di cui pochi giorni fa Claudio Calabi è diventato amministratore unico, che gestisce i business della Ferragni, ex amministratrice delegata, che ne detiene il 32,5% tramite la sua Sisterhood mentre la maggioranza relativa del 40% è in mano alla Alchimia di Paolo Barletta, ex presidente.
Mofra Shoes ha chiuso il bilancio del 2023, da poco approvato, con ricavi crollati anno su anno da 10 milioni di euro a 6,2 milioni tanto che l’ultima riga dell’esercizio è passata da un utile di 562mila euro a una perdita di 455mila euro. Va rilevato che i numeri non tengono però conto dell’effetto negativo che le vicende giudiziarie della Ferragni avranno sul bilancio del 2024 dell’azienda di calzature. “L’impatto a oggi di queste condotte – dice infatti la nota integrativa riferendosi alle vicende dell’influencer – non è esattamente quantificabile, tuttavia con riferimento all’esercizio 2024 si prevede un’importante contrazione del fatturato che Mofra Shoes realizza a seguito della produzione e vendita di calzature a marchio Chiara Ferragni”.
La relazione sulla gestione spiega però che il “Pandoro-gate” comporterà quest’anno per Mofra Shoes “una diminuzione dei ricavi netti del 40% rispetto al 2023 individuabile sul marchio Chiara Ferragni”. Qualche giorno fa Pasquale Morgese ha dichiarato: “’Io ho investito 12 anni della mia vita in questa società (Fenice, ndr) che da quasi un anno, da quando è scoppiato il Pandoro-gate, è bloccata. Il business nel 2024 è crollato drammaticamente, ma in questi mesi nessuno ha mosso un dito. Ora serve un piano industriale e trovare nuove risorse, anche all’esterno”. E anche Morgese nella recente assemblea dei soci di Fenice ha votato a favore della nomina di Calabi.










