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Economia
Covid, con stop ai ristoranti crack da 9,6 miliardi per cibo e vino. Ma...

Covid, con stop ai ristoranti crack da 9,6 miliardi per cibo e vino

La nuova chiusura di bar e ristoranti nei giorni 'caldi' di Natale e Capodanno, decisa con l'ultimo decreto annunciato venerdì da Giuseppe Conte, è il termometro di un crollo  del settore che in questo 2020 ha un effetto negativo a valanga sull’agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato di oltre 9,6 miliardi per i mancati acquisti in cibi e bevande nel 2020. Oltre a numeri e trend negativi c'è però anche qualche tendenza positiva. Cresce del 26% la spesa dal contadino. Andiamo ad analizzare la situazione.

Con zona rossa 5 miloni di italiani senza ristorante

Niente pranzo di Natale fuori casa? Sono colpiti quasi 5 milioni di italiani. Bar, ristoranti e trattorie realizzano quasi 1/5 del fatturato durante le feste di fine anno. E' la stima della Coldiretti sugli effetti dell'entrata in vigore del decreto anti-Covid di Natale. La spesa media degli italiani per i menu di Natale si riduce del 31% e scende a 82 euro per famiglia secondo questa indagine. E' la spesa più bassa per le tavole di Natale degli italiani da almeno un decennio anche se - spiega la Coldiretti - resistono i prodotti nazionali simbolo che registrano cali contenuti: dal -15% per lo spumante al -4% per i panettoni. Crolla invece  dell'80% lo champagne che viene stappato soprattutto nei locali chiusi. 

Natale: Coldiretti, non solo web, +26% spesa dal contadino

Non solo web, con il Covid volano anche gli acquisti di Natale diretti dal contadino in crescita del 26% nel 2020, trainati da una nuova sensibilita' degli italiani verso i cibi salutari ma anche dalla volonta' di recuperare un contatto diretto con chi coltiva i prodotti che portano in tavola, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia. E' quando emerge da un'indagine Coldiretti/Ixe' che rivela una vera e propria svolta green nei consumi per effetto della tendenza delle persone a compensare il maggiore tempo trascorso in casa con un'alimentazione piu' sana ma anche per prodotti originali e gustosi da regalare a parenti e amici.

Natale, spesa media di 34 euro dagli agricoltori

Una opportunita' - spiega la Coldiretti - colta anche per le festivita' di Natale e Capodanno con la possibilita' di condividere i menu con due commensali non conviventi o i minori di 14 anni che potranno spostarsi sempre per raggiungere i familiari, prevista dall'entrata in vigore del nuovo decreto. La spesa media nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica e' cosi' passata nel 2020 da 27 euro a 34 euro, secondo l'indagine Coldiretti/Ixe', arrivando a rappresentare oltre un terzo della spesa alimentare totale tra coloro che frequentano i farmers market. 

Caccia ai prodotti stagionali, a km zero e di qualità

A spingere la spesa dall'agricoltore e' soprattutto la possibilita' di trovare prodotti stagionali, a km zero e di qualita', ma anche perche' per l'enogastronomia l'84% degli italiani preferisce fare acquisti di persona direttamente dal produttore poiche' cio' garantisce maggiore attenzione nella selezione e anche un servizio di consulenza rispetto al web, secondo un'analisi Coldiretti. Un risultato reso possibile dal fatto che l'Italia e' l'unico Paese al mondo che puo' contare su una unica rete organizzata che mette a disposizione delle famiglie circa 1200 mercati contadini a livello nazionale sia all'aperto che al chiuso con una varieta' di prodotti che - spiega la Coldiretti - vanno dalla frutta alla verdura di stagione, dal pesce alla carne, dall'olio al vino, dal pane alla pizza, dai formaggi fino ai fiori.  Nei mercati dei contadini di Campagna Amica e' possibile anche trovare specialita' del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all'importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessita' di standardizzazione e di grandi quantita' offerte. Il boom della spesa nei mercati contadini non compensa pero' - sottolinea Coldiretti - le difficolta' causate dalla pandemia alle aziende agricole, a causa soprattutto del crollo delle attivita' di bar, trattorie, ristoranti e pizzerie, oltre che degli agriturismi. Il risultato e' una perdita di fatturato di oltre 9,6 miliardi per i mancati acquisti in cibi e bevande nel 2020, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche salumi e formaggi di alta qualita' che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione - precisa la Coldiretti - rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione. Dinanzi a tale situazione molti mercati, aziende agricole e agriturismi si sono attrezzati - conclude Coldiretti - per individuare nuove soluzioni e superare le difficolta' logistiche e organizzative dei canali consueti, sperimentando forme alternative come il take away, il delivery per le mense degli uffici, le consegne dei pasti a domicilio.

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