LEGGI IL DECRETO LEGGE SOSTEGNI INTEGRALE APPENA LICENZIATO DAL CDM
Il Governo Draghi trova la quadra in consiglio dei ministri sullo stralcio delle cartelle esattoriali, misura che aveva fatto litigare tutti i partiti della maggioranza e vara il decreto legge-Sostegni da 32 miliardi di euro, di cui 11 miliardi andranno alle imprese (1 miliardo in più rispetto ai ristori dello scorso anno), nella cornice contabile dello scostamento di bilancio (l’esecutivo è al lavoro su un altro scostamento, al momento non quantificato, in sede di Documento di economia e finanza) fissato ancora dal governo Conte.
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DRAGHI: “NESSUN DUBBIO SU ASTRAZENECA, MIO FIGLIO LO HA GIA’ FATTO A LONDRA”/ “Non ho ancora fatto la prenotazione, ma la mia classe di età è entrata” tra quelle che possono accedere alle vaccinazioni, “lo farò e farò Astrazeneca, certo. Mio figlio l’ha fatto l’altro ieri a Londra, non c’è nessun dubbio, nessuna prevenzione”. |
Cancellazione delle vecchie cartelle fino a 5 mila euro tra il 2000 e il 2010 (anzichè il 2015) e solo per chi rientra in un tetto di reddito di 30 mila euro: è questo il punto di caduta trovato sulla misura tanto dibattuta, che lo stesso Draghi ha ammesso essere un “condono” (“ma contenuto all’interno di uno scaglione su cartelle di 10 anni fa, sulla cui riscossione lo Stato non ha funzionato e che sarà necessario riformare”), il cui costo è leggermente inferiore ai 300 milioni.
Il ministro dell’Economia Daniele Franco ha spiegato che il decreto si articola in cinque linee d’intervento. Il primo è sulle imprese, gli autonomi e le Partite Iva che vale circa 11 miliardi di euro. Il “secondo pilastro – ha proseguito il titolare del Mef- è quello del sostegno al lavoro e del contrasto alla povertà dove sono stanziati circa 8 miliardi. Il terzo la Salute e la sicurezza“. Qui lo stanziamento è di “quasi 5 miliardi“. Di questi, “la posta principale riguarda l’acquisto di vaccini e farmaci per cui stanziamo 2,8 miliardi, un intervento per creare un fondo per la produzione di vaccini in Italia”.
La “quarta linea d’azione è per gli enti decentrati: vi sono trasferimenti volti a compensarli per le perdite di gettito che hanno subito e a sostenere il trasporto pubblico locale”, ha ricordato Franco. L’ultima linea di intervento, ha concluso, riguarda i fondi “gestiti direttamente dai ministeri, nel campo dell’istruzione, della cultura, del sostegno alle filiere agricole, alle forze di polizia e per una serie di settori con crisi particolari“.
La conferenza stampa del presidente del Consiglio Mario Draghi
Secondo il premier Mario Draghi il decreto rappresenta una prima “parziale (ne seguiranno altre dopo il varo del “nuovo scostamento”) risposta significativa, molto consistente, alle povertà e al bisogno delle imprese di essere aiutate, una risposta parziale, ma è il massimo che abbiamo potuto fare all’interno di questo stanziamento“. Però, ha aggiunto Draghi, “se tutto va come previsto 15 miliardi entreranno nell’economia nel mese di aprile (i pagamenti inizieranno l’8 aprile per chi avrà fatto domanda attraverso una piattaforma messa a disposizione a fine mese dall’Ufficio delle Entrate)”. L’obiettivo “è dare più soldi a tutti e darli velocemente”, anche “con l’abbandono dei codici Ateco“.
Franco ha specificato che per quanto riguarda gli interventi per le imprese, la “principale misura è il fondo perduto per tutte le partite Iva, quindi potenziamente 5,7 milioni di soggetti” e “l’Agenzia delle entrate stima che 3 milioni di questi soggetti riceveranno fondi, in media per 3.700 euro“.
(Segue: misure di contrasto alla povertà e aiuti al lavoro. Le misure per il turismo. Blocco licenziamenti e risorse alla scuola)
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Cassa integrazione, Reddito di emergenza e Reddito di cittadinanza. Draghi ha sottolineato che nel decreto è previsto un “intervento significativo” a sostegno di “coloro che hanno perso il posto di lavoro e hanno perso il sussidio di disoccupazione a partire da metà dello scorso anno: c’è un’estensione del reddito emergenza“. Un’estensione, ha precisato Draghi, “sia della platea di coloro che lo possono avere, sia degli importi”. Rispetto a quanto circolato in questi giorni, il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha confermato poi che è stato rifinanziato il Reddito di cittadinanza per un miliardo ed è stato rinnovato il Reddito di emergenza per tre mesi, visto che “purtroppo le persone con i requisiti sono in aumento”.
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VACCINO ASTRAZENECA, L’IRONIA DI DRAGHI: “INTERESSI TEDESCHI? NO”/ Dietro lo stop temporaneo su AstraZeneca non c’è un ‘diktat‘ della Germania e Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa, si concede anche l’ironia di calcare con la voce su quelle due parole, “interessi tedeschi”, sui quali i cronisti lo sollecitano, per smentirle. “La decisione non è stata presa per imitazione o per “interessi tedeschi…”, chiosa il premier, che accompagna le due parole anche con un gesto delle mani, a sottolineare, negandola, l’idea di una forma di pressione sulle decisioni nazionali. “Significherebbe – rimarca – che anche la Francia o la Germania hanno interessi tedeschi? No, non c’è niente del genere”. |
Una specifica indennità poi è riservata ai lavoratori dello sport, di un “importo variabile tra 1.200 e 3.600 euro“. E trovano spazio nel decretone anche misure che interessano ”le grandi crisi industriali” come ”l’ex Ilva e il trasporto aereo” (Ita). In tutto, come inizialmente sottolineato da Franco, per il lavoro e il contrasto alla povertà il decreto prevede una spesa complessiva di 8 miliardi.
“Indennizzi agli operatori della montagna e al turismo”. Draghi ha spiegato poi che nel macro capitolo aziende “c’è una parte destinata al ristoro o indennizzo delle imprese che operano nella montagna: molte poste di questo decreto sono indirizzate al turismo e c’è un provvedimento molto importante per gli autonomi per tutti i lavoratori inclusi i lavoratori del settore agricolo, con decontribuzione da 2,5 miliardi. Abbiamo aggiunto – ha sottolineato il premier – un miliardo e mezzo al miliardo precedentemente” stanziato.
Focus turismo. Dal decreto arriva una boccata d’aria di circa 1,7 miliardi di euro per uno dei settori più colpiti dal Covid e dalle chiusure e che prima della pandemia valeva il 13% del pil e 4,2 milioni di occupati.
Per il settore turistico sono previsti 700 milioni per la montagna (impianti risalita, maestri sci, attivita’ commerciali, baite, affitti sci), 900 milioni per gli stagionali (lavoratori stagionali, Partita Iva, lavoro autonomo del turismo e terme), 100 milioni per le fiere.
In più, sarà destinata al settore una quota parte del maxi fondo da 200 milioni destinato alle imprese di ristorazione nei centri storici e specializzata in eventi privati. Inoltre è prevista anche una parte pro quota dei 10 miliardi a fondo perduto. Interventi che, ha specificato Franco, “non sono definitivi“.
(Segue: blocco licenziamenti, risorse alla scuola e modalità di assegnazione dei ristori)
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Blocco dei licenziamenti: doppia proroga fino al 30 giugno e 31 ottobre. Prosegue fino al 30 giugno il blocco dei licenziamenti negli ambiti in cui esistono strumenti autonomi di cassa integrazione ordinaria, mentre per le piccole imprese che non dispongono di strumenti ordinari il blocco licenziamenti sarà esteso fino al 31 ottobre. “Si prosegue fino ad autunno negli ambiti in cui questi strumenti non esistono anche in vista della riforma degli ammortizzatori sociali“, ha specificato Orlando.
300 milioni alla scuola. Il decreto prevede anche 300 milioni per sostenere le istituzioni scolastiche nella gestione dell’emergenza sanitaria, sia per l’acquisto di strumenti e della predisposizione di servizi per la sicurezza di studenti e personale, sia nello sviluppo di attività per potenziare l’offerta formativa, il recupero della socialità, il consolidamento degli apprendimenti.
Ristori a chi ha perso oltre il 30% del fatturato nel 2020. Gli indennizzi ai quasi tre milioni di partite Iva che ne avranno diritto saranno misurati sul calo medio mensile di fatturato registrato nel 2020 rispetto al 2019. L’impianto è articolato in cinque fasce, che offrono un sostegno calante al crescere del fatturato 2019. La scala delle percentuali è così concepita: 60% per i fatturati fino a 100 mila euro, 50% per la fascia 100.001- 400mila, 40% per quella 400.001-un milione, 30% fra 1.000.001 e 5 milioni e, infine, 20% per le aziende con fatturati fra 5.000.001 e 10 milioni.


