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Economia
Elettricità, a maggio rinnovabili oltre il 52%: fotovoltaico record

Elettricità: a maggio rinnovabili oltre il 52%, Fotovoltaico record, l'idro supera il gas

Sempre più rinnovabili, salite oltre il 52% dei consumi, solare al record storico (finora) e l'idroelettrico che supera il gas. E tuttavia il prezzo continua farlo il metano. I dati del sistema elettrico in maggio fotografano forse meglio di qualunque analisi teorica la peculiare fase che sta attraversando la transizione energetica in Italia, in mezzo al guado tra vecchio e nuovo.

Secondo i dati preliminari Terna, analizzati dalla Staffetta, nel mese appena concluso la richiesta di energia elettrica al consumo è stata di circa 24,7 TWh, in crescita di un 2,1% circa sul maggio 2023, a parità di giorni lavorativi e a fronte di temperature medie sostanzialmente analoghe.

Di questi un 84,5% circa è venuto dalla produzione nazionale e il resto da importazioni nette per circa 3,8 TWh in calo del 12,6%.

Rispetto a un anno fa è però soprattutto il mix di produzione però ad essere cambiato significativamente: la quota delle rinnovabili è aumentata di un 26,7% a circa 13 TWh arrivando a coprire circa un 52,6% dei consumi, nuovo record dopo l'oltre 51% di aprile (v. Staffetta 21/05).

A trainare è stato anche in questo caso in primo luogo l'idroelettrico, il cui apporto è balzato di quasi un 35% a circa 5,6 TWh (la sola quota rinnovabile. Circa 5,8 includendo anche l'apporto stimato dei pompaggi) divenuto prima fonte arrivando a superare perfino il gas, che spiazzato dalle meno costose fonti verdi arretra di un 22,9% a 4,8 TWh circa.

Ma ha dato un contributo notevole anche il fotovoltaico, balzato di un 37% su maggio 2023 a circa 4 TWh, di gran lunga il massimo valore mensile mai registrato in Italia, sopra anche quello dei mesi estivi degli anni passati, e che fa quindi presagire nuovi primati nei prossimi mesi di giugno e luglio.

Da notare a proposito di FV il forte contributo stimato della produzione in autoconsumo al totale (circa 0,8 TWh).

In calo invece anche le altre fonti non rinnovabili: -17,9% a 7,8 TWh le fossili complessivamente, grazie anche a un -56,2% del carbone che insieme al tonfo del gas ha più che compensato la relativa ripresa del gas di processo (raffinazione e siderurgia, +25% a 0,4 TWh) e la tenuta delle altre termiche non rinnovabili (+1,1%).

Nonostante tutto ciò, una quota di oltre la metà di consumi coperti da fonti a costo variabile basso o nullo, con un incremento delle Fer anche su base congiunturale (+8,3% rispetto ad aprile), non è parsa ancora in grado di mettere in discussione il primato del gas come principale fattore di variazione dei prezzi all'ingrosso del MWh elettrico.

Dopo la modesta inversione di aprile, con le quotazioni gas in lieve aumento e il Pun in lieve calo, con i più decisi movimenti rialzisti del metano in maggio i due valori sono tornati infatti a muoversi di conserva: +11,1% il gas al Psv a poco meno di 33 €/MWh (dati Alba Soluzioni), +13,2% il Ttf a 31,5€ e +9,4% il Pun elettrico sulla borsa italiana a 94,98 €/MWh, su cui deve aver esercitato qualche pressione al rialzo anche il prezzo dei permessi di emissione (+16% circa a 72 €/t).

Per il decoupling gas-elettrico resta decisamente della strada da fare.

LEGGI ANCHE: Energia? In Italia è troppo cara. Record storico di importazioni dall'estero






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