Economia
Energia e consumi trainano l'industria, ad aprile il balzo è dell1,6%

Nonostante la corsa dell'inflazione e il perdurare del conflitto in Ucraina i dati della produzione industriale battono le attese: sull'anno il rialzo è del 4%
Produzione industriale oltre le attese, ad aprile calano mettalurgia e chimica
Nonostante la corsa inflazionastica, la guerra in Ucraina che non si arresta e la stretta monetaria annunciata dalla Bce la produzione industriale regge il colpo e nel mese di aprile registra un aumento dell'1,6%, battendo le stime degli analisti.
Il rialzo è il terzo consecutivo. Mentre rispetto all'anno prima, l'indice aumenta del 4,2% con una crescita più sostenuta nei beni di consumo in rialzo dell'11,3%) e nell'energia che balzano del 4,7%.
Nel complesso i settori più dinamici sono tessile, abbigliamento, pelli e accessori (+23,4%), prodotti farmaceutici (+19,8%) coke e prodotti petroliferi raffinati (+9,4%). In calo invece solo la metallurgia e la fabbricazione di prodotti in metallo (-2,3%), prodotti chimici (-1,5%) e mezzi di trasporto (-0,7%).
Industria, Coldiretti: "Crescita doppia per il settore alimentare"
Con un balzo dell'8% la produzione alimentare cresciuta in Italia è cresciuta quasi il doppio della media dell'industria, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E' quanto emerge dall'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi alla produzione industriale che a maggio aumenta in media del 4,2%.
Si tratta della dimostrazione, sottolinea la Coldiretti, della capacità della filiera agroalimentare nazionale di garantire l'approvvigionamento della popolazione nonostante uno scenario segnato da aumento dei costi di produzione e difficoltà nel commercio internazionale con accaparramenti e speculazioni.
Un segnale positivo per il Paese che, continua la Coldiretti, conferma l'importanza di investire in un settore da primato del Made in Italy che si conferma strategico in un momento storico straordinario segnato da guerra e pandemia.
Bisogna dunque intervenire a sostegno del settore per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati per salvare le aziende'' afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che ''gli sconvolgimenti che la guerra ha portato, hanno evidenziato come produrre cibo e non dipendere dall'estero sia un tema strategico di sicurezza nazionale per un Paese come l'Italia che deve ancora colmare il pesante deficit produttivo in molti settori importanti".
"E in tale ottica, conclude Prandini, l'accordo tra Coldiretti e Intesa Sanpaolo a sostegno degli interventi previsti per l'agroalimentare dal Pnrr rappresenta uno strumento importante il Piano rappresenta un'opportunità proprio per contribuire a raggiungere l'obiettivo di dimezzare la dipendenza dall'estero aumentando produzione, rese e sostenendo l'innovazione tecnologica e le sinergie di filiera''.