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Economia
Energia, la liberalizzazione frutta miliardi ai colossi. Addio alla protezione

Energia, tra una settimana comincia l'incubo per 5 milioni di famiglie italiane. Le conseguenze della fine del mercato tutelato

Il governo italiano ha deciso di interrompere il mercato tutelato per l'energia e dal 1° luglio cambiano le regole. Ma nel labirinto delle nuove norme per i cittadini alle prese con la scelta dell'operatore giusto per non pagare bollette astronomiche, c'è solo una certezza al momento: a guadagnarci saranno solo i colossi energetici. Se si va a guardare i dati aggiornati - riporta Il Fatto Quotidiano - si scopre che è così: profitti stellari sulle bollette con prezzi fino al 50% superiori a quelli di mercato per la sola componente energia. È in questo clima che il governo italiano procede a tappe forzate alla completa liberalizzazione del mercato retail, cioè alla fine del cosiddetto "servizio di maggior tutela", consegnando milioni di persone a un meccanismo che di mercato non ha nulla se non la certezza che pagheranno di più alla fine della fiera.

Leggi anche: Eni ospita la mostra sull'evoluzione dell'energia “Energie Contemporanee”

I clienti rimasti (5 milioni di famiglie) - prosegue Il Fatto - passeranno agli operatori che se li sono accaparrati con aste al ribasso dopo tre anni di "tutele graduali" finiranno in pasto agli oltre 700 operatori che si dividono il mercato libero. Nel mercato tutelato, dove resteranno comunque 5 milioni di clienti "vulnerabili" (over 75, malati etc.), la corrente viene acquistata da una società statale, l’Acquirente Unico, che poi la rivende agli operatori a prezzi stabiliti dall'Autorità per l’energia (Arera). I dati mostrano che nel "tutelato" i prezzi applicati ai clienti sono sempre stati inferiori a quelli del mercato libero. Dal 1° luglio non sarà più così, il governo ha deciso di liberalizzare un mercato dove i big fanno miliardi. Il rischio di tariffe senza controllo per 5 milioni di famiglie è dietro l'angolo.






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