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Eni, nel primo trimestre utile ante imposte adjusted a 5 mld euro

L’amministratore delegato Descalzi: “Risultati eccellenti con scenario più debole”. Versalis (società chimica di Eni) acquisisce il 100% di Novamont

Eni, nel primo trimestre utile ante imposte adjusted a 5 mld euro
Claudio Descalzi

Eni, nel trimestre utile ante imposte adjusted a 5 mld euro 

Nel primo trimestre del 2023 l’utile ante imposte adjusted di Eni è stato di 5 miliardi di euro che “evidenzia una marginale riduzione rispetto al primo trimestre 2022 (-5%), nonostante la significativa contrazione dei prezzi delle materie prime energetiche (petrolio -20%; gas naturale -42%)”. Lo afferma la societa’ in una nota.

L’utile operativo adjusted nei primi tre mesi e’ ammontato a 4,6 miliardi di euro. L’andamento del gruppo nel primo trimestre e’ stato sostenuto dalla robustezza del business E&P (exploration and production, ndr) e dalla rilevante prestazione di GGP (Global Gas & LNG Portfolio, ndr), oltre che dalla stabilita’ dei risultati di Sustainable Mobility & Refining. Significativo l’aumento del 30% dell’ebit adjusted e del 14% dell’utile ante imposte adjusted rispetto al quarto trimestre 2022, nonostante l’indebolimento dello scenario E&P. Il settore E&P ha conseguito l’ebit adjusted di 2,8 miliardi di euro, principalmente influenzato dai minori prezzi di realizzo e dal deconsolidamento delle attivita’ angolane. Su base proforma, includendo il contributo di Azule, l’ebit adjusted del settore E&P si ridetermina in 2,93 mld di euro, in riduzione del 33% rispetto al primo trimestre 2022.

Eni, Descalzi: “Risultati eccellenti con scenario piu’ debole”

“Eni ha conseguito eccellenti risultati operativi e finanziari nonostante l’indebolimento dello scenario, grazie alla solidita’ del settore E&P che evidenzia il recupero della produzione d’idrocarburi, e al risultato di assoluto rilievo del settore Gas/LNG. Considerato anche il contributo delle bioraffinerie e della rete commerciale e la continua crescita del settore Plenitude & Power, il gruppo ha realizzato 4,6 miliardi di euro di utile operativo adjusted e 2,9 miliardi di euro di profitti netti”. Lo afferma l’ad di Eni, Claudio Descalzi, commentando i risultati del primo trimestre.

“Nel corso del trimestre”, ha proseguito Descalzi, “abbiamo compiuto progressi sostanziali nell’attuazione della nostra strategia e del piano industriale. Sustainable Mobility, il piu’ recente esempio del modello satellitare Eni, e’ diventata operativa integrando l’attivita’ in crescita della bioraffinazione e la estesa rete di vendita dei prodotti; la crescita nei biocarburanti sara’ potenziata grazie all’accordo relativo alla bioraffineria di St. Bernard in Louisiana, il cui avvio e’ programmato a breve. Plenitude ha incrementato la capacita’ rinnovabile a 2,3 GW e sta procedendo come pianificato per raggiungere l’obiettivo annuo di oltre 3 GW, mentre Versalis ha appena finalizzato un accordo strategico per l’acquisizione del 100% di Novamont, leader nel settore della chimica verde”.

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“Confermando quindi i progressi del nostro percorso di decarbonizzazione, nell’affrontare il tema della sicurezza energetica e accrescere la disponibilita’ di gas naturale – ha aggiunto l’ad di Eni – abbiamo definito un accordo di vasta portata con la societa’ di Stato libica NOC per lo sviluppo delle Strutture A&E e abbiamo rafforzato la nostra posizione in Algeria attraverso l’acquisizione degli asset di bp. Nel trimestre il flusso di cassa rettificato prima dell’assorbimento di circolante e’ stato di 5,3 miliardi di euro, ampiamente superiore al fabbisogno per gli investimenti organici pari a 2,2 miliardi di euro e al pagamento dei dividendi. Punto fermo della nostra azione e’ la disciplina finanziaria, condizione imprescindibile per affrontare allo stesso tempo le sfide del mercato dell’energia e creare valore per i nostri azionisti”. 

Eni, Versalis acquisisce il 100% di Novamont 

Versalis, società chimica di Eni, diventa azionista al 100% di Novamont. Versalis, che già deteneva il 36%, ha firmato l’accordo con Mater-Bi – società controllata da Investitori Associati II e Nb Renaissance – per acquisire il restante 64% del pacchetto azionario. Nel renderlo noto, Versalis ricorda che Novamont è una società leader a livello internazionale nel campo della chimica da fonti rinnovabili. L’efficacia dell’operazione e i relativi tempi per la finalizzazione sono subordinati all’approvazione delle autorità competenti.

Versalis, prosegue la nota, “è la prima azienda chimica italiana e leader a livello internazionale la cui strategia è fortemente mirata verso la specializzazione del portafoglio anche attraverso la chimica da fonti rinnovabili. L’acquisizione di Novamont, Benefit company certificata B Corp protagonista nel settore della bioeconomia circolare e nel mercato per lo sviluppo e la produzione di bioplastiche e biochemicals biodegradabili e compostabili, rappresenta una grande opportunità di accelerazione della strategia attraverso l’integrazione di una piattaforma tecnologica unica e complementare, fornendo un rilevante contributo alla decarbonizzazione del portafoglio prodotti”. L’operazione, rileva la nota, “permetterà di rafforzare la piattaforma Novamont accelerando lo sviluppo di filiere multiprodotto ad alto valore aggiunto e i progetti di territorio per disaccoppiare l’utilizzo delle risorse naturali dalla crescita economica nella logica di fare di più con meno”.