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Economia
Giacomoni: "Il Pd vuole il tassa&spendi, FI flat tax e alzare le pensioni"
Da sinistra a destra Giovanni Gorno Tempini, Sestino Giacomoni, Daniele Franco, Dario Scannapieco

Giacomoni ad Affari: "Gelmini, Brunetta e Carfagna aiutano la sinistra"

"Chi lascia Forza Italia fa il gioco della sinistra e della sua idea di politica economica fondata sul tassa&spendi". Ne è convinto Sestino Giacomoni, presidente della commissione di Vigilanza su Cdp che, in un'intervista esclusiva ad Affaritaliani.it, racconta la visione politica ed economica del partito fondato da Silvio Berlusconi in materia di tasse, pensioni e riforme. 

Giacomoni, se dovesse vincere la coalizione di Centro-Destra, c'è qualche indirizzo di Cdp che andrebbe rivisto, anche alla luce delle varie partite in cui è impegnata tra Tim, Open Fiber ecc? 
I dossier sul tavolo sono molti e importanti, uno di questi è appunto come diceva lei quello sulla Rete Unica. Ma la vittoria di una coalizione piuttosto che un’altra non può essere utilizzata per politicizzare Cassa Depositi e Prestiti. Le posso assicurare che dalla mia posizione di Presidente della Commissione di Vigilanza su Cdp ho avuto a che fare in questi anni con manager indipendenti e autorevoli, Cassa Depositi e Prestiti è e deve essere lontana da logiche di partito, com’è giusto che sia per un’istituzione così importante per il Paese.

Gli addii di Brunetta, Gelmini e Carfagna sono il segnale che Forza Italia guarda più a destra che al centro? 
In realtà mi lasci dire che sono loro che hanno scelto di guardare altrove e sembrano destinati ad approdare nel “campo aperto” del PD, che, una volta vista franare l’idea dell’alleanza con il Movimento 5 stelle, ha pensato bene di passare dal “campo largo” al “campo profughi”, raccattando tutti coloro che temono di non essere rieletti nei loro partiti. Sul piano personale evito di commentare, è bene, però, che si ricordino sempre, come tutti sanno, che è grazie al Presidente Berlusconi se sono diventati deputati, capigruppo e ministri per ben due volte e per coerenza, lasciando Forza Italia, avrebbero dovuto lasciare gli incarichi che ricoprono. Comunque sono convinto che stiano facendo l’errore della vita perché la storia ha dimostrato che chi ha lasciato Forza Italia e il Presidente Berlusconi non ha poi fatto molta strada. Politicamente poi mi lasci dire che la loro scelta è sbagliata perché in un momento decisivo in cui tutti i sondaggi dicono che Forza Italia è in crescita ed il Centrodestra vincerà le elezioni, era il momento di rafforzare la componente moderata, magari facendo una battaglia interna e non certo andando a sinistra per dar vita ad un centrino che finirà per diventare la stampella del PD. Forza Italia non guarda a destra, Forza Italia è il Centro del Centro-Destra, è la casa dei liberali e dei moderati ed è grazie a noi che vinceremo le elezioni e porteremo un Centrodestra liberale, moderato ed europeo al governo del Paese. 

Ora approderanno, probabilmente, nella lista di Carlo Calenda: che cosa ne pensa?
Rischiano di fare la fine degli “utili idioti”, che sottraggono voti ai moderati, facendo il gioco della sinistra, che se andrà al governo porterà avanti la sua politica del “tassa & spendi”, con tanto di patrimoniale sulla casa e sui risparmi. Del resto il massimo della pressione fiscale nel nostro Paese (43,6%), fu raggiunto proprio quando c’era il Governo Letta. Ricordiamoci sempre che l’unico governo che in Italia ha portato la pressione fiscale sotto il 40% fu il Governo Berlusconi nel 2005, che la portò al 39,1%, togliendo le tasse sulle donazioni, sulle successioni, riducendo le due aliquote centrali, prevedendo una no tax area fino ad 8000 euro ed infine cancellando l’Ici sulla prima casa. 

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