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Economia
Grecia, riaprono le banche. Merkel apre sul debito: "Ma prima le riforme"

Le banche greche riaprono. Finalmente i greci possono respirare, dopo il decreto del governo Tsipras che ufficializza la riapertura degli istituti di credito. Si allentano alcuni divieti sul ritiro dei contanti ma restano inalterati i paletti piu' rigidi sui trasferimenti di capitali. In particolare, il limite quotidiano di ritiro di contante dai Bancomat fissato a 60 euro dopo la chiusura degli sportelli decisa il 29 giugno scorso diventa un tetto settimanale di 420 euro. Contemporaneamente viene consentito ai greci di utilizzare le proprie carte di credito all'estero. Confermato invece il blocco ai trasferimenti di capitale all'estero e il divieto di apertura di nuovi conti correnti.

Ue conferma, versati ad Atene 7,16 mld prestito ponte  - Il versamento alla Grecia dei 7,16 miliardi che rappresentano il "prestito ponte" concesso dai partner al governo ellenico attraverso il meccanismo Ue di stabilita' Efsm "e' stato fatto", ha confermato la portavoce Mina Andreeva, che si e' anche detta "fiduciosa" sul pagamento odierno degli arretrati al Fondo monetario internazionale e del debito in scadenza alla Bce. "Il lavoro per stendere il memorandum of understading per il nuovo piano di aiuti e' in corso - ha aggiunto - con il coinvolgimento da un lato delle istituzioni e dall'altro delle autorita' greche. Ci aspettiamo di completarlo al piu' presto".

La Grecia ha iniziato le procedure per il pagamento di 6,25 miliardi di euro alla Bce e al Fmi. Lo riferiscono funzionari del ministero delle Finanze. Atene sta pagando 4,2 miliardi tra capitale e interessi alla Bce e 2,05 miliardi di euro al Fmi che dovevano essere pagati il 30 giugno. Il governo sta inoltre ripagando 500 milioni alla banca centrale greca. Il Paese si e' assicurato un finanziamento ponte da 7,16 miliardi di euro dall'Efsm (European Financial Stability Mechanism).

Merkel, no tagli debito ma apre a allungamento scadenze - Angela Merkel, dopo aver portato a casa con difficolta' venerdi' il via libera del Bundestag a nuovi negoziati sul terzo piano di salvataggio della Grecia, torna a riallinearsi in parte al suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble. Il cancelliere conferma la netta contrarieta' della Germania "al classico hairuct (il taglio di quanto dovuto da Atene) condonando il 30/40% del debito (pubblico ellenico, giunto a quota 180%, livello definito "insostenibile " dall'Fmi, e che veleggia verso il 200%)". Una ipotesi semplicemnte "impossibile - ha ricordato - in un'unione monetaria". Merkel apre pero' alla possibilita' di concedere ad Atene nuove misure di flessibilita' sui tempi di saldo del debito, a condizioni ancora piu' favorevoli a quelle gia' concesse ad Atene. Il tutto pero' "non ora ma solo dopo che sia stata completata e con esito positivo la prima revisione del programma (di salvataggio da 86 miliardi di euro)", ossia che tutte le parti abbiano formalmente concordato sul nuovo bialout ellenico.

In un'intervista alla rete pubblica Ard, il cancelliere ha ricordato come gia' negli anni recenti la Grecia abbia goduto di altre forme di alleggerimento del debito inclusa "una volontaria (in realta' imposta dai governi nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2012 in un drammatico vertice a Bruxelles, con perdite pari a 100 miliardi di euro) cancellazione (questo si' un classico haircut) dai creditori privati, un prolungamento delle scadenze (del debito) ed un abbassamento dei tassi di interesse. Possiamo discutere di queste eventualita' di nuovo (ma solo) entro questi linee guida" La scorsa settimana era stato per primo, a sorpresa, il Fondo Monetario Internazionale a bocciare l'intesa raggiunta all'Eurogruppo di lunedi' scorso sostenendo che il debito ellenico avesse ormai raggiunto livelli di "insostenibilita'" e suggerendo o un taglio o di concedere un "periodo di grazia" (in cui Atene non paghera' neanche un centesimo di capitale e interessi) da 30 anni. Giovedi' il presidente della Bce, Mario Draghi, sulla stessa linea ha chiesto un alleggerimento delle condizioni del debito greco. Accontentati i suoi falchi, quanti venerdi' gli hanno fatto mancare il voto al Bundestag nel suo stesso partito, la Cdu, Merkel ha pero' archiviato una volta per tutte e con chiarezza "la proposta di Schaeuble di una Grexit (uscita dall'euro) temporanea di 5 anni non e' piu' un'opzione sul tavolo", ha tagliato corto.

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