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Economia
Inflazione e caroenergia, Fed-Bce verso il rallentamento del rialzo dei tassi

Tassi d'interesse, Fed e Bce verso il rialzo ma con moderazione

L'economia globale da' segnali di resilienza, l'inflazione sembra che abbia smesso di correre, la decisione della Cina d'interrompere la cura da cavallo per contenere il Covid pare che funzioni, i costi dell'energia si stanno raffreddando. Sono gli ingredienti che finiranno sui tavoli dei banchieri di Fed e Bce impegnati nelle riunioni di questa settimana e che dovrebbero portali a decidere che, si', la politica di stretta monetaria deve continuare, ma con più moderazione.

Tradotto, i tassi continueranno ad aumentare ancora un altro po', però con un ritmo più lento di quello adottato nel 2022. Per un'inversione di tendenza, cioè per vedere una riduzione dei tassi stessi, bisognerà invece attendere il 2024, quando le misure adottate in questo biennio avranno sprigionato per intero i loro effetti e l'inflazione si sarà abbassata verso il 2%, la soglia che rappresenta la stella polare sia della Fed sia della Bce. A corroborare questo scenario sono, quasi all’unanimità, una schiera di esperti e analisti.

Si parte dal dato sul Pil statunitense del quarto trimestre 2022 che indica una crescita del +2,9% su base annua, superiore alle previsioni di mercato ferme al +2,6%. Nell'intero 2022 il Prodotto interno lordo americano è cresciuto del +2,1% anno su anno rispetto al +5,9% del 2021. I risultati mostrano una decisa ripresa dell'economia a stelle e strisce dopo il modesto calo dell’attività economica nei primi due trimestri dell'anno scorso (-1,6% nel primo e -0,6% nel secondo trimestre). La resilienza dell'economia americana continua, dunque, a stupire gli operatori di mercato che solo qualche mese fa annunciavano una pronta recessione, eventualità che al momento resta improbabile stando ai fondamentali macroeconomici e alle future mosse di politica monetaria della Federal Reserve che preannunciano un rilassamento dei rialzi del costo del denaro nelle prossime riunioni.

"La Banca centrale statunitense, infatti, sembra diretta verso un rallentamento della sua stretta monetaria con uno scontato rialzo di 25 punti base nella prossima riunione prevista per il 31 gennaio-1 febbraio. I tassi d'interesse dovrebbero passare dall'attuale livello compreso tra il 4,25-4,5% fino al 4,5-4,75%. Per le prossime riunioni ci aspettiamo almeno altri 2 aumenti da 25 punti base portando i tassi al 5-5,25% (livello terminale per il processo d'incremento del costo del denaro)", prevede il Market strategist di IG Italia, Federico Vetrella.

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