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Economia
Insurance Summit 2020: il sistema assicurativo per la ripresa del Paese

Insurance Summit 2020: Il ruolo chiave del sistema assicurativo nel rilancio sociale ed economico del Paese

Si è svolta oggi la 22esima edizione dell' Insurance Summit del Sole 24 Ore, occasionalmente in formato digitale. In diretta streaming sono intervenuti i protagonisti del mondo assicurativo per fare il punto sul macrocambiamento di scenario dovuto all’avvento dell’emergenza Covid-19 anche nel comparto Insurance.  L'obiettivo dell'incontro, infatti, è stato quello di analizzare il ruolo chiave del settore assicurativo nel rilancio del paese con un focus su come stanno cambiando gli scenari, i consumatori e le tecnologie abilitanti nel mercato assicurativo a seguito dell’emergenza Covid-19, come i principali player del settore hanno affrontato il primo lockdown e si stanno concentrando sul tema della protezione di imprese e consumatore a seguito dell’emergenza.

Nei saluti introduttivi Fabio Tamburini, Direttore Il Sole 24 Ore, ha voluto fare un cappello sulla situazione assicurativa del paese dopo la prima ondata: “La pandemia ha funzionato da acceleratore degli eventi, ha avuto degli impatti diversi da settore a settore. Nel mondo assicurativo la medaglia ha due facce, in alcune circostanze l’emergenza ha avuto nella drammaticità qualche risvolto positivo in altre ha pesato in modo negativo. Se il ramo danni ha tratto beneficio, perché con il lockdown e gli italiani chiusi in casa i numeri del ramo danni sono saliti, il ramo vita ha una storia più articolata. Rappresenta un’occasione formidabile, sono usciti dei dati che riguardano la liquidità, la progressione è di oltre 1,700mld sui conti bancari. Purtroppo questa liquidità è ferma e c’è timore per il futuro; viene tenuta lì e di conseguenza anche per il comparto assicurativo rappresenta un’occasione mancata. In momenti come questi la preoccupazione di non farcela e di poter avere un tesoretto rende più difficile il compito delle assicurazioni. Tutto questo manca anche perché manca la fiducia e quando non c’è la fiducia tutto si complica. La realtà è complessa e l’emergenza sanitaria ha amplificato la complessità, tanto che questa è una sfida e credo che sia nell’interesse del paese che le assicurazioni riescano a vincerla”.

Insurance Summit 2020: le parole di Maria Bianca Farina, presidente ANIA

Ad inaugurare la giornata, il punto di vista delle istituzioni, con la presidente di ANIA Maria Bianca Farina che ha affrontato il tema della protezione di imprese e del consumatore a seguito dell’emergenza Covid-19, mostrando quali sono le nuove sfide del settore assicurativo: “L’impatto della pandemia sul settore assicurativo è stato pesante. Secondo le stime, la raccolta premi a livello europeo quest’anno si attesta sul -5% e sul -10% nel comparto vita. Nel lockdown c’è stato il 35% dei decrementi dei premi vita, la raccolta netta è rimasta sempre su territorio positivo anche se molto meno rispetto a quello precedente; anche nei rami danni la raccolta si è contratta del -9% rispetto all’anno precedente. Per l’RC auto i premi sono diminuiti del 6% ed è sceso anche il premio netto per veicolo. L’indice di solvibilità medio delle compagnie è sceso di 20 basis points. Questo testimonia in maniera chiara quanto il settore sia stato resiliente anche di fronte a uno shock così importante. Questa capacità patrimoniale ci porta a sperare che per il 2021 venga rimossa la raccomandazione EIOPA sulla distribuzione dei dividendi. L’assicurazione italiana non è rimasta immune dalla crisi ma ha dimostrato la sua resilienza.

Sul fronte del risparmio gli assicuratori raccolgono gran parte del risparmio delle famiglie italiani, siamo a circa il 20% del totale, ma oggi le compagnie si trovano a dover fronteggiare uno scenario di tassi molto bassi. È urgente valutare dei correttivi che possano favorire una reale innovazione dei nostri prodotti, che permetta all’industria assicurativa di continuare a dare servizi di medio lungo termine per contribuire al rilancio del paese. Ne stiamo parlando con l’autorità di vigilanza e stiamo cercando di trovare delle soluzioni nel portafoglio in essere relative soprattutto ai titoli di stato che potrebbero ridursi pesantemente. Vorremmo che queste plusvalenze venissero protette. L’idea è di trovare un modo di continuare a offrire i prodotti con garanzie più flessibili.

Le compagnie assicurative stanno pensando a prodotti che possano dirottare un po’ di risorse sul fronte della salute e della non autosufficienza in modo da rendere la seconda e terza età più serena. La poca educazione finanziaria va stimolata.

Per concorrere alla ripresa occorre un presidio nel fronte delle innovazioni, le nostre imprese si stanno muovendo velocemente, stiamo dando al tema dell’innovazione tutto lo spazio che merita.

Le imprese assicurative italiane, proprio perché raccolgono una grande fetta del risparmio di italiani, sono in grado di muovere flussi consistenti nell’economia del paese, questo può essere favorito da un quadro regolamentare più flessibile soprattutto a livello europeo. C’è possibilità di correggere questi effetti che rendono più difficile investire su asset più rischiosi quando i prodotti sono di medio lungo termine. Per quanto riguarda la protezione è necessario potenziarla, la pandemia ha fatto sorgere nuovi bisogni, riteniamo che l’intervento pubblico debba definire meglio i suoi ambiti e che si possano attivare sistemi di partnership pubblico-privato in una logica di sistema, penso alla sanità dove le spese private sono cresciute tanto ma non hanno fatto perno sulla mutabilità assicurativa.

Insurance Summit 2020: le dichiarazioni di Sesana (Generali Italia)

Nella prima tavola rotonda si è discusso sule nuove esigenze, i nuovi mercati e le nuove opportunità con un focus particolare alla trasformazione del settore assicurativo.
A farlo quattro grandi player del settore: Marco Sesana (Generali Italia), Giacomo Campora (Allianz), Alberto Andrea Colombo (Intesa Sanpaolo) e Andrea Laterza (UnipolSai Assicurazioni)

Marco Sesana, Country Manager e Ceo Generali Italia e Global Business Lines, ha commentato nel suo intervento: “La pandemia ha cambiato tutti i paradigmi delle attività. È stata una sfida molto importante che abbiamo colto in modo efficace perché ci siamo messi da subito nella mentalità di affrontare il problema come ecosistema, insieme ai nostri stakeholder e ai clienti. Nella prima fase abbiamo avuto un'unica priorità che era quella della salute delle persone. A marzo avevamo già il 40% delle persone in Smart Working che è poi diventato il 90%. Questo ha cambiato il nostro modo di operare, avevamo lavorato molto sul cambiamento dei processi industriali, questa situazione ha fatto in modo che il 100% della produzione fosse sottoscrivibile in forma digitale. C’è stata una riorganizzazione per la gestione dei nostri clienti, siamo intervenuti con un’ottica sistemica, abbiamo dato coperture su polizze che non erano nel normativo. Abbiamo cercato di supportare i clienti in telemedicina con un teleconsulto medico gratuito con uno screen telefonico rispetto ai sintomi. Abbiamo creato un fondo e dedicato agli operatori sanitari più di 100 milioni di euro. In tutto questo c’è stato un cambio di prospettiva delle persone importante. Le seconda esigenza è quella della sicurezza economica, andando a dare, per quanto possibile, agli stakeholder una rete di protezione e un possibile aiuto nel quotidiano. Questa crisi ha cambiato il modo di porsi dell’azienda verso l’esterno e verso l’interno.

Il data management per soddisfare i clienti è il punto di sviluppo dei prossimi mesi, pensiamo a quanto è cambiato l’approccio alle liquidazioni e alla sottoscrizione e pensiamo a quanto potrà cambiar, grazie ai dati che si stanno evidenziando. Contiamo moltissimo sul ruolo del consulente, arrivare ai clienti dando una consulenza necessaria è fondamentale. La tecnologia ci aiuterà, ma anche un rapporto con le persone che faccia capire che dietro a una azienda ci sia un volto con un’attenzione alla persona.

Il 2021 continuerà ad essere industrialmente sfidante: su tutta la nostra offerta occorrerà focalizzazione, perché il 2021 non sarà completamente libero dalla pandemia a livello sanitario e sarà totalmente condizionato dalla pandemia sotto gli effetti economici. In questa situazione va da se che sarà un anno su cui occorrerà avere una grande focalizzazione sui risultati industriali. Non vedo una totale ripresa del sistema."

Insurance Summit 2020: L'intervento di Campora (Allianz), Colombo (Intesa Sanpaolo) e Laterza (UnipolSai)

Giacomo Campora, Amministratore Delegato e Direttore Generale Allianz S.p.A, ha commentato: “I fiumi di denaro che è depositato sul Conto Corrente degli italiani è una scelta razionale, se si volesse comprare un livello di garanzia del mercato ci si scontrerebbe con titoli che danno il 100% di capitale a livello di garanzia. Data la complessità di sottoscrizione, i costi minimi di un dossier, tenere i soldi sul Conto Corrente è la cosa più ovvia. Offrire ai risparmiatori nuovi tassi di interesse è una strategia di consumo di capitale e di solvency che noi non perseguiamo. Non vedo come razionale pensare di poter intercettare questo denaro a meno di sacrifici a scapito di clienti esistenti.

Già adesso, per chi osserva gli investimenti in borsa, si può trovare un gran numero di titoli sottovalutati rispetto al potenziale intrinseco che trattano almeno metà di dove dovrebbero trattare oggi, penso che alla ripresa, che verrà certamente dalla primavera in poi grazie al vaccino, le opportunità di investimento saranno molto grandi.

Ho una visione positiva del sistema sanitario pubblico italiano. Guardando i dati statistici, l’Italia era insieme a Singapore, Hong Kong e Spagna uno dei paesi con l’indice migliore in termini di sanità pubblica, e insieme al Giappone uno dei paesi più longevi. Se la pandemia ha avuto un impatto devastante sula popolazione italiana è anche frutto del fatto che abbiamo una popolazione molto longeva. Il sistema sanitario in realtà è stato anche in questo momento particolarmente all’altezza, se lo compariamo con il sistema degli USA vediamo una differenza gigante. Sarebbe bello sviluppare un processo di lungo termine se si accettasse un sistema misto, dove è richiesto a tutti i cittadini di fare una scelta non reversibile fra assicurazione pubblica o privata, come in Germania. In Giappone non appena si entra a lavorare in una società grande automaticamente si entra in un sistema sanitario aziendale. Se l’Italia scegliesse di cambiare sistema e offrire la possibilità di scelta si potrebbe sviluppare un sistema sanitario alternativo al pubblico che potrebbe portare opportunità di specializzazione. Esistono pochi player nel sistema sanitario, ma si tratta di aziende che danno esperienze aggiuntive nella gestione dei sinistri, non si può prospettare ai cittadini italiani l’alternativa, perché le risorse per pagare il pubblico sono fondamentali. Invece se si volesse dare vita a un sistema privato bisognerebbe fare una scelta culturale al di fuori del nostro patto sociale. Allianz non è interessata, in Italia, a creare prodotti sostitutivi del sistema nazionale, non pensiamo sia la chiave giusta. Per noi si tratterà di creare prodotti che possano essere comprati a cifre ragionevoli integrando la copertura nazionale. Se oggi si vuole comprare un’assicurazione sanitaria seria bisogna metter in conto di spendere dagli 8 ai 10 mila euro l’anno, questi soldi sono netti, quindi pagando le tasse bisogna valorizzare l’ammontare. Una persona non si può permettere di pagare 7mila euro l’anno per avere una rapidità delle visite, quindi molti preferiscono pagare la visita singola ma non ne pagano 7mila l’anno.

Il 2021 sarà un anno difficile dal punto di vista della gestione, ma sarà meno difficile sotto la profittabilità perché le assicurazioni beneficiano da una attività economica ridotta. Considerando i bassi tassi di interesse (che non andranno via), sarà un anno industriale molto complicato, con qualche luce sulla gestione dei sinistri ma molte ombre sulla forza lavoro e sui costi interni.

Alberto Andrea Colombo, Chief Financial Officer Intesa Sanpaolo Vita, ha continuato la discussione dichairando: “Sicuramente la situazione va vista nella sua contingenza, questo comportamento è razionale, tuttavia bisogna attendersi che questo comportamento possa evolversi nel breve periodo anche alla luce delle buone notizie sul vaccino. Entro una ventina di giorni si può vedere l’intervento europeo attraverso il Recovery Fund. Questo renderebbe la prospettiva di investimento sotto un livello più promettente. C’è una prima inversione della propensione all’investimento, la percentuale dei risparmiatori inclini a valutare investimenti di medio-alto rischio è in aumento e questo è un elemento su cui noi facciamo le nostre valutazioni come gruppo assicurativo nell’ambito più ampio del gruppo bancario Intesa Sanpaolo. La mole di liquidità detenuta sui conti correnti è in crescita dell’8%, circa 30mld sono la componente di crescita registrata sui conti del Gruppo Intesa.

Il fatto di essere un protection company ci consente una gamma di prodotti ampia che considerano gli aspetti di protezione del business assicurativo. Crediamo che se si verificheranno quelle condizioni citate in precedenza la propensione dichiarata dovrebbe tramutarsi in azione e a quel punto ci sarà la possibilità di esser pronti a coprire le esigenze della clientela.

La sensibilità crescente alla salute e alla protezione degli assicurati è un elemento che ha determinato la volontà di entrare nel business attraverso l’acquisto di RBM che è uni dei più importanti in Italia. Contiamo di valorizzare questo investimento sul complesso dove abbiamo sia imprese, sia individui fisici, inseriremo delle garanzie con una gamma vasta di scelte per il cliente. Il mondo delle imprese è un'altra opportunità significativa, perché attraverso questo canale si raggiungono i grandi numeri che permettono di realizzare lo schema mutualistico delle assicurazioni che consente di avere dei costi più supportabili. Quello su cui noi puntiamo è realizzare qualcosa di simile a quanto si sta realizzando nel campo previdenziale, riteniamo ci debba esserci un’offerta rivolta a tutta la società di sanità integrativa. Attraverso RBM, considerando il bacino di clientela ampio, crediamo di poter svolgere anche un ruolo sociale, l’importante che avvenga in una situazione armonica dove c’è integrazione con l’offerta pubblica, si aggiungerà anche una disciplina nel modo in cui la spesa privata viene sostenuta, perché dei 40 miliardi della spesa auto pocket, il 90% è sostenuta dalle persone, la componete intermediata è pari al 10%. Ci distingue da altri paesi dove la componente intermediata supera il 40%.

Nel 2021 gli impatti sull’economia permarranno. Ora la crisi sanitaria può avere anche una fine ma gli strascichi sull’economia sono destinati a rimanere. Per il business assicurativo va fatta una rivisitazione dei prodotti: un prodotto fatto a vecchio modo è un prodotto in perdita. Per il business danni bisogna puntare sulla diversificazione. I target potrebbero anche essere rispettati ma le zioni devono essere modificate perché la situazione è diversa a partire dai comportamenti maggiormente digitale della clientela."

Matteo Laterza, Direttore Generale UnipolSai Assicurazioni, ha sottolineato nel suo intervento: “L’impatto del Covid. non ha tanto stravolto alcuni parametri e aspetti della strategia del Gruppo Unipol quanto ne abbia accelerato alcuni elementi come il processo di digitalizzazione. Noi siamo una compagnia presente sul ramo auto oltre che su quello salute, entrambi sono linee di business che nel breve periodo hanno beneficiato nella fase di lockdown. Una valutazione definitiva è prematura perché guardando in chiave prospettica al 2021-2022 bisogna capire quale sarà il cambiamento della mobilità, se questa crescita dei mezzi privati possa portare la crescita del traffico automobilistico sugli effetti negativi sui sinistri. Bisogna fare una valutazione analitica quando questo avrà termine.

L’evoluzione dell’offerta della strategia del Gruppo è basata sull’evoluzione dell’offerta del prodotto in tema di ecosistemi. Passare da leadership in alcuni rami a un concetto di evoluzione offerta nell’ecosistema della mobilità: da qui l’idea di vendere prodotti e servizi adiacenti al ramo assicurativo auto, quali i pagamenti in mobilità, con l‘obiettivo di allargare la capacità del nostro Gruppo e trasformare il prodotto assicurativo a un prodotto che vive dal momento in cui paghi il premio fino all’aggiunta di servizi. Questo è ancor più presente nella sanità e nel welfare, circa 40 miliardi di euro vengono spesi dagli italiani sulla sanità, meno del 10% in assistenza e assicurazioni. L’offerta di assistenza sotto forma di prodotti assicurativi e di servizi può qualificare l’offerta assicurativa soprattutto nella fase del Covid. Nel 2021 è difficile fare previsioni, sicuramente i mercati stanno anticipando un esito favorevole della fase di emergenza, ma sarà necessario del tempo. Oggi non esiste ancora una cura quindi i tempi di uscita saranno un po’ più lunghi rispetto alle attese. Quindi anche nella prima fase del 2021 delle misure di attenzione continueranno ad esserci.
Entro la metà del 2021 credo si possa uscire e tornare a una situazione di normalità.

Ci sono diversi modi con cui il dato si trasferisce sulla polizza: volevo sottolineare il fatto che l’utilizzo della scatola nera da beneficio al cliente non soltanto per lo sconto ma anche per il servizio, quindi è importante nel momento più delicato che caratterizza l’esperienza di consumo di un cliente assicurativo in un sinistro. Il momento di crash di un cliente che ha installato la scatola nera parte un processo di soccorso istantaneo che ha consentito e consentirà di salvare vite umane. Disponiamo di miliardi di dati che utilizziamo sulla sofisticazione della tariffazione che ci consente di migliorare la capacità di sottoscrizione e dare benefico al cliente per beneficiare di prezzi più bassi.

Disporre di dati e di informazioni ci consente di migliorare il processo liquidativo che implica a migliorare la redditività tecnica e investirne parte in competitiva tariffaria. L’innovazione è fondamentale, ad esempio la scatola nera consentirà di attivare l’apertura del sinistro “real time”, avere la capacita di diagnosticare il sinistro e la stima delle responsabilità non appena avviene un sinistro. Questo da più sicurezza a chi sottoscrive una polizza telematica.

Il 2021 dal punto di vista del business sarà caratterizzato ancora da una grande competitività, invece sul non auto un possibile prolungamento dei vincoli della mobilità potrà avere impatto sul ciclo economico, e anche sul business del danno non auto ci può essere un effetto caratterizzato dalla possibile riduzione, si deve aggiunge anche l’aspetto dei fenomeni atmosferici. Dal punto di vista finanziario l’elemento caratterizzante è quello dei tassi d’interesse negativi e questa è una criticità."

Insurance Summit 2020: la tavola rotonda con Ferraresi (Cattolica Assicurazioni), Filippone (Reale Mutua) e Scaroni (Assicurazioni Generali)

L'evento, continuato nel pomeriggio, ha spostato l'attenzione sui diversi modelli societari,  dalla SpA alla Mutua cercando di trovare il punto comune su come affrontare le sfide del mondo assicurativo nel nuovo contesto pandemico. La discussione ha toccato i temi del Total digital e del nuovo modo di rapportarsi al cliente, del Digital Health, dell' Insurance On Demand e Micro-Insurance come risposte alla Sharing Economy e alla mobilità sostenibile. A dibattere nella "tavola rotonda digitale" Carlo Ferraresi, CEO and General Manager Cattolica Assicurazioni, Luca Filippone, Direttore Generale Reale Mutua Bruno Scaroni, Group Strategy & Business Accelerator Director Assicurazioni Generali.

Carlo Ferraresi, CEO and General Manager Cattolica Assicurazioni, ha dichiarato: “Il contesto è pesante, dal rischio pandemico siamo passati al rischio socio-economico, non sappiamo il tempo né gli impatti in termini di rischi. Ci sono dei bisogni legati all’ambito della salute, che si sposta alla casa, che ormai è diventato posto di lavoro e dove si studia. Le aziende necessitano di copertura nella responsabilità civile, di copertura per la Business Interaction e il cyber risk è importante e ha bisogno di essere coperto. Come cooperativa abbiamo esteso la garanzia da ricoveri in terapia intensiva con assistenza ventilatoria su tutti i prodotti a diposizione, abbiamo lanciato un nuovo prodotto cyber per contrastare gli attacchi e una polizza per proteggere dai furti di dati. Abbiamo messo una garanzia Business Interaction per le aziende fin quando tutta l’Italia era in zona rossa e abbiamo dato la possibilità, tramite copertura Active Business di avere servizi avanzati. Quello che ha fatto Cattolica è la disponibilità di avere un voucher spendibile come sconto a rinnovo della polizza auto o per compare nuove coperture per ridurre il gap di sottoassicurazione del paese. 

Mettiamo da sempre al centro la persona. Abbiamo visto quanto sia importante essere parte di una comunità che funziona, fa parte della caretteristica delle assicurazioni: bisogna assicurare un qualcosa che sia a rischio. Chiaro che all’inizio le coperture c’erano, poi dopo, quando siamo andati in zona rossa certe coperture non potevano coprire in rischio perché era un qualcosa di presente. L’evoluzione del mondo assicurativo è quello di andare incontro alle esigenze della clientela. La clientela è cambiata nel modo in cui si confronta con le compagnie assicurative, con una maggiore sensibilità all’esperienza d’acquisto. Sono più di 30 milioni le persone che acquistano beni di largo consumo su internet.

La partnership Cattolica-Generali siglata a giugno si basa su tre pilastri: la collaborazione industriale, l’aumento di capitale e l’evoluzione del modello di governance. Questi pilastri sono sinergici e vanno visti nell’insieme. Generali ha il 24,4% di Cattolica e tre consiglieri mentre Cattolica continuerà ad essere una cooperativa fono al primo aprile. Di valore aggiunto naturalmente ce n’è più di uno, andando a vedere la collaborazione industriale, abbiamo una collaborazione su quattro aree: economia di scala, innovazione, investimenti e tecnologia la fanno da cardine. L’Internet of Things e la salute, su queste due aree secondo me si gioca molto di questa collaborazione. Per Cattolica poter usufruire della piattaforma Jeniot di Genarli che dà maggiori servizi per l’Internet of Things è importantissimo. Con Generali metteremo a fattor comune le risorse, gli investimenti e l’esperienza."

Luca Filippone, Direttore Generale Reale Mutua, ha parlato così riguardo ai temi in questione: “Come settore assicurativo c’è stata una reazione di tutti a prescindere dalle nostre forme, i clienti hanno apprezzato il modo in cui le loro compagnie gli sono state vicine in un momento di difficoltà. La pandemia ha generato una consapevolezza dell’importanza di proteggersi, c’è più riconoscimento del ruolo del settore assicurativo.

Come Reale Mutua credo che abbiamo reagito con resilienza e reattività. Il gruppo aveva un Solvency Ratio di 345% e di 330% per la capogruppo, siamo già ritornati a livelli di fine 2019. Una società mutua ha per tradizione un approccio prudente e una solidità patrimoniale molto forte. Ci siamo occupati subito dei nostri stakeholder, nella prima ondata il 99% delle persone del nostro Gruppo era in Smart Working dopo poco più di una settimana. La salute delle persone è stata la priorità, come il mantenimento dell’operatività.

Inoltre, c’è stata una grande quantità di azioni che sono state fatte per essere vicine ai clienti e confermargli che i prodotti salute, che già coprivano la pandemia, una grande prossimità che abbiamo dato alle nostre reti e siamo stati vicini al paese e alla comunità nel quale operiamo stanziando 5 milioni di euro in Italia e 2,5 milioni in spagna per aiutate il territorio ad affrontare l’emergenza sanitaria.

Penso che in un momento come questo più che mai la sostenibilità debba essere al centro dei modelli di business in tutti i settori. Lo è in una realtà come la nostra, oggi il concetto di sostenibilità sta permeando tante realtà indipendentemente dalle loro strutture, perché le persone, nei comportamenti d’acquisto, valutano se le società stanno effettivamente dando un contributo nei temi di sostenibilità. Più che mai, noi in Reale Mutua lo attuiamo, i nostri prodotti avevano attenzione a queste tematiche già prima del Covid. Per noi la sostenibilità è presente in tutta la catena di valore. Penso che la reazione che ha avuto il mondo assicurativo nella prima ondata abbia fatto caprie quanto tutti stiamo integrando l’importanza di aiutare ed esserci nei momenti di bisogno.

La nostra sanità pubblica ha operato bene. Io credo che però ci siano grandi spazi per lo sviluppo del welfare privato e che non siano individuali ma anche collettivi: come fondi e polizze di categorie che sono complemento di quanto la sanita pubblica può dare, noi puntiamo da parecchi anni sullo sviluppo del welfare e il momento ha aumentato la sensibilità delle persone a cercare nuove dinamiche; lo stiamo facendo perché abbiamo pezzi importanti per avere successo in quest’area di business, in particolare Blu Assistence. C’è anche un tema di servizi che come assicuratori siamo in grado di fornire, per esempio tematiche come la telemedicina sono state sdoganate dal Covid, Blu Assistence sta sviluppando un ‘ecosistema di prodotti e servizi chiamato “Virtual hospital”. Sono convinto che ci siano spazi collaborazione tra pubblico e privato sulla sanità, questo è confermato dai numeri negli ultimi anni della crescita a livello assicurativo dell’ambito medicina.

La caretteristica principale dell’anno che viene è l’indeterminatezza, però bisogna guardare due aspetti, da un lato che sarà un anno complesso, dall’altro ci sono anche grandi opportunità legate alla voglia e la volontà di protezione delle persone. Noi confermiamo le scelte strategiche che abbiamo fatto con un piano di profonda modernizzazione del gruppo. Sono convinto che un’azienda che ha 193 anni saprà realizzarsi anche questa volta.

Nel 2021 per Cattolica c’è molto da fare: aumento di capitale, trasformeremo la compagnia da cooperativa a S.P.A e bisogna far crescere una partnership con Generali."

Bruno Scaroni, Group Strategy & Business Accelerator Director Assicurazioni Generali, ha concluso la tavola rotonda dichiarando: “Le società mutue e le cooperative e la compagnie S.P.A. riescono a costruire un legame con le reti più forti che vuol dire condivisine di dati e creazione di strumenti digitali. Generali era già partita nella digitalizzazione, ci siamo trovati con qualcosa che avevamo già in cantiere e che abbiamo dovuto accelerare, questo vale anche per lo Smart Working. Sotto un profilo sociale, Generali ha messo 100 milioni di euro di fondo Covid per l’Europa, cercando di alleviare le sofferenze del sistema sanitario e dei clienti. Un periodo di grande difficoltà può essere un momento di opportunità per modernizzare la gestione reti e il rapporto del cliente e mettere al centro gli interessi delle persone.

Sicuramente questo nuovo modo di interagire non può prescindere dall’ Advisory che si può fornire. Perché tati prodotti rimangono in una logica “push” ossia con la necessità di consulenza. Ci sono tantissime leve date ai nostri processi interni, quelli nei valori di sinistri in un ambito digitale è rivoluzionata. Crediamo molto in questo, il nostro piano industriale ha un motto che è quello del partner di vita, fornire i punti di contatto e di protezione dei clienti che fino a ieri erano difficilmente erogabili. Ci sono tante innovazioni che devono prendere piede, per esempio quello degli incassi.

Sul 2021 abbiamo confermato i target perché riteniamo la compagnia solida e forte per affrontare un mare agitato, noi guardiamo con ottimismo al futuro, certo, ci sono dei fattori macroeconomici che non vanno dimenticati, bisogna vedere come si chiude il 2020 sull’indicatore premi e vedere la capacità di acquisto che ci sarà in diversi paesi. È chiaro che un rallentamento dell’economia avrà ripercussioni su tutto."

Insurance Summit 2020: il commento di Monacelli (Generali Italia)

Massimo Monacelli, Chief Property & Casualty Officer Generali Italia, ha commentato con queste parole la situazione del mercato danni, riflettendo sulle prospettive e sugli sviluppi attesi nel contesto Covid: “La fase che stiamo vivendo ha due caratteristiche che si devono leggere in modo stretto fra loro: la prima è la fase d’emergenza, quindi capire come il nostro contributo da assicuratori può contribuire. La seconda è l’accelerazione che stiamo vivendo che ci pone in divisone per un medio e lungo periodo a quello che potrà essere il valore del settore assicurativo. Le value proposition possono essere tante, i cambiamenti spaziano dalla mobilita alla salute all’utilizzo che stiamo facendo della casa. Nella nostre linea, che abbiamo chiamato “Immagina” è un’offerta che include una visone di prevenzione dei rischi abilitati dalla connettività, che apre il settore assicurativo a partnership, tutti questi elementi ci portano a vedere un modo di interagire tra la compagnia e la società diverso. Oggi associare il concetto di mobilità all’RC auto è superato, l’utilizzo dell’auto cambia profondamente ma soprattutto si associano altre forme di mobilità che stanno prendendo il sopravvento. La casa sta cambiando in modo molto profondo: diventa un luogo dove le famiglie si ritrovano cercando sicurezza, ma anche dove lavorano, il quadro pone dei temi assicurativi diversi e nuovi: Per la salute, vediamo un interesse intermediato dalle aziende attraverso il team del welfare che porta salute ai dipendenti, ma anche i privati hanno dei bisogni di posizioni diverse dal passato. Penso a servizi che avvicinano la sanita alle persone, come assistenza medica domiciliare e virtuale o accesso alle cure della diagnostica. Attraverso questi elementi l’offerta assicurativa e il ruolo che l’assicurazione giocherà nella società di domani sarà diverso: stiamo superando un mercato più omologato per arrivare ad avere una competizione su cui la tecnologia e la capacità di interpretare i bisogni faranno la differenza.

Per noi il filo conduttore di questo modo di stare sul mercato resta la nostra rete di agenti che è il tramite attraverso il quale la capacità imprenditoriale di Generali viene determinata e portata ai nostri clienti.

Personalmente credo che l’assicurazione sia un pilastro fondamentale della solidità di un sistema paese. Per il settore delle PMI il momento è delicato e credo che le assicurazioni abbiano un ruolo importante sia nella gestione emergenza, sia nella visione del medio lungo termine. Generali si è impegnata in due modi: il primo durante il primo lockdown dando sostegno a migliaia di PMI estendendo la Business Interaction anche all’ipotesi di pandemia, questo ha consentito di dare respiro a migliaia di aziende. Poi abbiamo deciso un intervento significativo che è stato quello di cogliere l’esigenza degli imprenditori, quindi di pagare dopo e più tardi, attivando modalità di mensilità gratuite sul rinnovo delle polizze che arrivano fino a 6 mesi di assicurazione. Un dato che ancora mi impressione è che abbiamo di fatto messo a disposizione dell’impresa italiana 74.000 mesi gratuiti di assicurazione. Per noi è un grande impegno economico ma fa parte di quel sistema di sostenibilità economica. Se guardo al tema di assicurazioni dell’impresa in un’ottica di medio lungo termine cito il “Welfare index PMI”: Generali coinvolge le PMI italiane in un’intervista sul welfare aziendale; quest’anno hanno partecipato più di 6500 imprese e circa 80 sono state premiate, la cito perché si vuole stimolare la crescita delle imprese su cui poi il settore assicurativo può fare la sua parte. Oggi Generali può giocare un ruolo importante nella ripresa economica del paese.

Il settore danni ha già dimostrato quest’anno resilienza, registriamo picchi negativi nel lockdown ma anche una grande ripresa. Sono fiducioso che il settore assicurativo accompagnerà la ripresa del paese in modo importante."

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