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L’IA corre ma l’Italia resta indietro: crolla la domanda di robot: -26%. “Troppa burocrazia, semplifichiamo i processi”

A pesare sui ritardi contribuiscono anche le difficoltà nell’attuazione della Transizione 5.0. I dati

L’IA corre ma l’Italia resta indietro: crolla la domanda di robot: -26%. “Troppa burocrazia, semplifichiamo i processi”
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L’IA corre ma l’Italia resta indietro: crolla la domanda di robot: -26%. “Troppa burocrazia, semplifichiamo i processi”
L’IA corre ma l’Italia resta indietro: crolla la domanda di robot: -26%. “Troppa burocrazia, semplifichiamo i processi”
L’IA corre ma l’Italia resta indietro: crolla la domanda di robot: -26%. “Troppa burocrazia, semplifichiamo i processi”

Robot, la domanda in Italia è in netto calo: troppa burocrazia

L’intelligenza artificiale ormai domina qualsiasi settore e il fenomeno è in continua espansione, sempre più macchine stanno sostituendo nel mondo le persone. Ma l’Italia su questo fronte è rimasta indietro, il dato sulla domanda di robot nel 2024 è allarmante: -26%. Riviste nettamente al ribasso le previsioni sulle vendite. I motivi sono due e li spiega il presidente dell’associazione di categoria Ucimu-Sistemi. “Trattive? Qualcuna. Ma di ordini per ora no. In Italia – spiega Riccardo Rosa a Il Sole 24 Ore – c’è un eccesso di burocrazia e i tempi sono ridotti. In futuro è necessario tornare alla semplicità di 4.0, ci sono gravi ritardi sulla Transizione 5.0“.

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Sensazioni emerse – prosegue Il Sole – già lunedì, nel consiglio di Federmacchine, area vasta da 56 miliardi di ricavi, e sintetizzate poi nelle ultime stime di Ucimu. Che per il comparto delle macchine utensili vede un mercato interno in caduta a doppia cifra nel 2024. Crollo in Italia del 25,9% che rivede ampiamente al ribasso le previsioni di pochi mesi fa, caduta che va a colpire sia i costruttori nazionali (-19,5% le consegne sul mercato interno) che gli importatori, la cui domanda in arrivo dalle aziende italiane crollerà del 34,8%.

Discesa nazionale in parte fisiologica – spiega Rosa – dopo un biennio sprint 2020-2021 che aveva portato il consumo di macchine utensili nazionale a nuovi massimi oltre i sei miliardi, ma che ora non trova una sufficiente contro-spinta al rialzo dalla nuova normativa 5.0″. Accelerare è un must perché il tempo in questo caso non è una variabile ininfluente e i margini per operare sono vincolati alla scadenza di dicembre 2025. Data in cui i macchinari acquistati per rispondere alle doppie esigenze della transizione digitale ed green dovranno essere stati già interconnessi e messi in funzione.