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Economia
 
Gli inglesi stanno dibattendo (di nuovo) se entrare nell’unione monetaria dell’Unione Europea o continuare a rimanerne al di fuori come lo sono adesso.
Oltre ai cappelli eccentrici per signore, gli inglesi sono irrazionalmente affezionati anche alla loro sterlina — seppur questa sia la terza moneta di riserva nel mondo, é molto vulnerabile — due elementi anacronistici che gli inglesi usano come trofeo.
 
Considerando che la sterlina oggi vale circa 1,40 euro, entrare nella moneta unica europea per la Gb equivarrebbe ad una diminuzione del valore di acquisto, se non del nominale 40%, almeno del 20% nei confronti dei beni europei, quindi riduce l’inflazione facendo rimanere invariato il valore delle esportazioni.
Ma non solo. Con la Scozia che vorrebbe separarsi dalla Gb (pericolo per ora scampato ma sempre presente) per entrare per conto suo nell’Ue ed adottare l’euro, gli inglesi potrebbero disinnescare la miccia adottando loro stessi la moneta unica.
 
Quando, nel 2005, solo il 30% degli inglesi scelse l’euro, problemi seri con la Scozia ancora non esistevano e la Germania non imponeva la sua volontá all’Ue per beneficiarne unilateralmente, come avviene oggi.
 
Al Parlamento Europeo i britannici hanno 73 deputati, ma non facendo parte dell’unione monetaria, non hanno voce in capitolo su importanti questioni economiche, nonostante la Gb sia la seconda potenza economica in Europa, dopo la Germania e la quinta nel mondo.
 
É possibile che la Gb sia intimorita delle regole economiche dell’eurozona imposte dalla Germania, in quanto il rapporto tra il disavanzo pubblico annuale della Gb ed il suo Pil é piú alto della soglia stabilita dai tedeschi (3%).
 
Bisogna anche considerare che se la Gb entrasse nell’eurozona potrebbe perdere il cosidetto “UK Rebate”, cioé il rimborso dei 2/3 dei fondi che invia a Bruxelles e che non vengono re-investiti in Gb (circa 2,8 miliardi di euro l’anno).
 
Con il problema Grecia (creatosi con la consapevolezza dei tedeschi) la Germania non puó essere apertamente vista come decisionista, ma é contenta di non coinvolgere la Gb e di poter far finta di consultarsi con il presidente della Francia Francois Hollande, ben sapendo che poi la Francia sará costretta ad appoggiare tutte le decisioni dei tedeschi. Per non perdere ulteriormente tempo, i tedeschi escludono regolarmente l’Italia nelle consultazioni con la Francia.
 
La Francia é da tempo consapevole dell’egemonia tedesca, e a suo tempo aveva spinto per l’introduzione dell’euro per ridimensionare il dominante ruolo del marco tedesco. Obiettivo raggiunto solo a metá, visto che la Germania continua a dominare la politica economica dell’Ue. A questo punto solo la Gb potrebbe contrapporsi all’egemonia economica e politica della Germania, ma solo se questa entrasse a tutto campo nell’unione economica e monetaria europea.
 
In caso contrario, la Gb si ritroverebbe di nuovo al confronto con una super potenza germanica, ma in posizione di svantaggio e con l’Europa che continua subire le imposizioni dei tedeschi, ai quali ben poco interessa il bene europeo, pur di garantire quello nazionale.
di Dom Serafini
 
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