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Economia

Mps, Tesoro pronto a un'altra cessione

Mps è pronta a entrare in una fase alquanto decisiva per il suo futuro quando svelerà il nuovo assetto dopo la riprivatizzazione. Infatti, come riportato da Repubblica, il Tesoro, attualmente principale azionista, cederà il controllo strategico ai manager della banca e lascerà al mercato la decisione di trovare un partner per formare un "terzo polo" creditizio.

Dal 2 luglio, il Tesoro può riprendere a vendere azioni Mps, dopo aver venduto il 12,5% a vari fondi istituzionali tre mesi fa. Si parla anche di una possibile vendita di un ulteriore 10%, in base all'interesse del mercato e al valore delle azioni, che di recente hanno subito una flessione dopo il taglio deit assi e le elezioni Ue. Nonostante ciò, Mps è ancora valutata in modo competitivo rispetto al suo patrimonio, rendendola un'opzione interessante per eventuali acquirenti, anche se il Tesoro è più propenso a venderla in piccoli tagli, per rispettare gli impegni del 2017 di uscire dal capitale.

Nel frattempo, Luigi Lovaglio, alla guida di Mps da due anni, sta lavorando intensamente per attrarre nuovi investitori e mantenere il supporto del Tesoro. Lovaglio sembra avere in mente un piano a doppio livello: incrementare la partecipazione dei fondi per garantire una navigazione autonoma della banca e, possibilmente, formare un gruppo di investitori stabili per proteggerla da eventuali acquisizioni ostili. Questo approccio potrebbe preparare Mps per future fusioni, attese tra 18-24 mesi.

LEGGI ANCHE: Mps: il governo vende un altro 12,5%, incasso potenziale da 670 mln

In passato, ci sono stati diversi tentativi di vendita di Mps, compresi quelli promossi dal governo Draghi e successivamente dalla premier Meloni, ma senza successo. Mps ora è un attore indipendente, con solide basi economiche grazie all’aumento dei tassi d’interesse. La prossima tranche di vendita delle azioni Mps sarà accompagnata dalla revisione del piano strategico 2022-2026, un piano che include possibili incrementi delle entrate da commissioni e maggiori investimenti in tecnologia, come richiesto dalla Bce.

Un aspetto cruciale è la bancassicurazione. L’accordo con Axa, in scadenza tra tre anni, potrebbe essere rivisto per permettere a Mps di interiorizzare la società che vende polizze, seguendo l'esempio di altre grandi banche italiane. Questo renderebbe Mps un'opzione attraente per nuovi fornitori di polizze, come Unipol, che potrebbe anche acquistare una quota di Mps.

Il governo italiano dovrà decidere se favorire una possibile collaborazione tra Unipol e Mps, considerando le differenze storiche e culturali tra le cooperative emiliane e l'attuale governo. Lovaglio, insieme al consiglio di amministrazione di Mps, avrà un ruolo chiave nel prendere queste decisioni strategiche.






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