Petrolmenga: l’Amministratore Unico Rocco Menga svela le prospettive sui prezzi dei carburanti alla kermesse di affaritaliani.it “La Piazza”
Il punto di vista interno, esposto da un vero operatore del settore, permette di far luce sul dibattito in corso riguardo il costo del carburante e l’impatto delle tasse sull’aumento dei prezzi. Nell’ambito della terza serata della kermesse La Piazza – Il bene comune, organizzata da affaritaliani.it a Ceglie Messapica, in Puglia, a margine dell’evento è stato possibile ascoltare le parole di Rocco Menga, Amministratore Unico di Petrolmenga, una delle aziende leader nel commercio all’ingrosso di combustibili solidi, liquidi, gassosi e prodotti derivati, sponsor della manifestazione. In particolare, il confronto con Menga ha permesso di approfondire un tema molto delicato, relativo ai costi dei carburanti nel Sud Italia.
Esiste infatti la convinzione che i costi siano più elevati nel Sud, soprattutto a causa dei listini più alti fissati dai distributori. Tuttavia, bisogna specificare che la costruzione delle medie arriva direttamente dal MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), che raccoglie i dati inviati dai singoli distributori e riporta il valore medio. Gli operatori della Puglia sono stati etichettati come la regione più cara d’Italia, pur trattandosi in realtà di un’etichetta sbagliata. Come raccontato da Menga, questo errore è legato ad una ragione specifica: in Puglia esiste effettivamente una differenza di prezzo d’acquisto dai tre ai quattro centesimi superiore rispetto al Nord-Est. Se ci aggiungiamo poi l’IVA, questa differenza sale a quattro o cinque centesimi. È chiaro che se un distributore acquista già a monte ad un prezzo superiore, anche il prezzo medio regionale diventa più alto rispetto a quello proposto dalle altre regioni d’Italia.
L’intervista di affaritaliani.it a Rocco Menga, Amministratore Unico di Petrolmenga
In un contesto economico-sociale complesso come quello in cui ci troviamo, è interessante soffermarsi a ragionare su come le tasse influiscano effettivamente sul prezzo finale del carburante e quali potrebbero essere le contromisure attuabili dai distributori per gestire al meglio la situazione. Rocco Menga, Amministratore Unico di Petrolmenga, ha fornito ai microfoni di affaritaliani.it una risposta approfondita sul tema, delineando con cura gli elementi che ad oggi determinano l’aumento dei costi nel settore dei carburanti.
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“Sappiamo che le tasse vengono regolate dal governo, così come sappiamo che negli ultimi anni le tasse in sé sono rimaste pressoché invariate. L’unica eccezione di rilievo è quella che riguarda il provvedimento adottato dal governo Draghi l’anno scorso, che prevedeva una temporanea riduzione delle accise di 25 centesimi più IVA. Tuttavia, queste accise furono poi reimpostate in due tranche tra ottobre e gennaio, tornando agli importi precedenti”, ha raccontato Menga. “Attualmente, il costo del carburante ha raggiunto livelli insostenibili, in parte a causa del problema dell’embargo russo e del taglio della produzione da parte dell’Arabia Saudita. La domanda supera l’offerta e, di conseguenza, i prezzi aumentano”.
Menga ha poi toccato un aspetto cruciale: l’impatto della transizione ecologica sul costo dei carburanti. “È importante sottolineare un altro tema di rilievo, legato alla transizione ecologica. L’introduzione di prodotti come l’HVO, che è già in commercio e rappresenta una soluzione ecologica, ha aumentato i costi complessivi dei carburanti. Questo perché il costo maggiore dell’HVO si è riflesso su tutti gli altri carburanti, incidendo ulteriormente sui prezzi“.
L’intervista con Rocco Menga ha gettato luce su diverse sfaccettature complesse dell’industria dei carburanti, mostrando come le dinamiche globali, tra cui l’embargo russo e la produzione dell’Arabia Saudita, possano influenzare significativamente i costi. Allo stesso tempo, l’attenzione alla sostenibilità e alla transizione ecologica ha introdotto ulteriori variabili che incidono sui prezzi finali dei carburanti.
Menga ha spiegato che un intervento governativo per ridurre le accise potrebbe essere una soluzione per alleggerire il carico finanziario per i consumatori, sottolineando come “un prezzo più alto si traduce in un incremento delle entrate IVA”. Tuttavia, è necessario bilanciare attentamente queste misure con la necessità di finanziare la transizione ecologica stessa. Un intervento mirato, consapevole delle diverse dinamiche in atto, è quindi la soluzione ideale per alleggerire consumatori e operatori del settore.

