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Snam, piano 2021-2025. Alverà: “Avremo un ruolo centrale per la transizione”

Snam, più investimenti nel piano 2021-2025 e nuove opportunità di crescita al 2030 grazie all’accelerazione verso il “net zero”

L’amministratore delegato di Snam Marco Alverà ha presentato oggi il piano 2021-2025 con visione al 2030, approvato questa mattina dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Nicola Bedin.

Con il nuovo piano al 2025 e la visione al 2030 proseguiamo e acceleriamo l’evoluzione di Snam”, ha dichiarato Marco Alverà, amministratore delegato di Snam. “Negli ultimi sei anni abbiamo avviato il repurposing delle nostre infrastrutture, rafforzato lo sviluppo internazionale e lanciato nuove start-up nella transizione energetica. Snam si focalizzerà progressivamente su tre macro aree di attività: trasporto, stoccaggio e nuovi progetti nell’idrogeno e nel biometano. Grazie alle nostre competenze tecniche, al nostro know-how nei gas verdi e alla nostra capacità di realizzare e gestire progetti complessi puntiamo a diventare un’azienda di infrastrutture ‘multi-commodity’. Svolgeremo un ruolo centrale in un decennio decisivo per la transizione energetica, con l’obiettivo di cogliere nuove opportunità di sviluppo in Italia e all’estero, facendo leva sul ruolo abilitante delle infrastrutture per raggiungere un’economia a zero emissioni nette”.

“In particolare prevediamo nel medio termine la realizzazione della prima rotta di trasporto di idrogeno da Nord Africa e Sud Italia ai punti di maggiore domanda, dando in prospettiva all’Italia un ruolo di hub per le energie rinnovabili prodotte in Nord Africa e Medio Oriente”, ha aggiunto Alverà. “Punteremo sempre più sullo stoccaggio e aumenteremo i nostri investimenti nei gas verdi. Ridurremo le emissioni legate alle nostre attività raggiungendo l’obiettivo aziendale del net zero al 2040 ed estenderemo l’impegno di riduzione anche a società partecipate e fornitori con un nuovo target al 2030 sulle emissioni Scope 3. In questo percorso continueremo a garantire ritorni interessanti ai nostri azionisti e a dare centralità ai temi ESG nelle nostre scelte strategiche, in linea con il nostro purpose e a beneficio di tutti gli stakeholder”.

In questi ultimi anni, Snam si è riposizionata per essere tra i protagonisti della grande trasformazione in atto nel settore energetico. La consolidata capacità di realizzare e gestire progetti nel trasporto e nello stoccaggio di gas naturale, le nuove competenze acquisite sui gas verdi e sui nuovi trend della transizione energetica, una crescente presenza internazionale in aree geografiche rilevanti anche per progetti greenfield integrati e l’ampio numero di partnership con più tipologie di investitori in diversi paesi, combinati in una strategia che pone al centro i fattori ESG, saranno essenziali per contribuire a sviluppare il sistema energetico del futuro, competitivo, sicuro e a zero emissioni nette.

Snam potrà cogliere nuove e importanti opportunità di sviluppo nel corso di tutto il prossimo decisivo decennio, nel quale è prevista una forte accelerazione della transizione energetica per raggiungere gli obiettivi “net zero” con investimenti crescenti, in particolare, nelle infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio di energia, oltre che nei progetti lungo tutta la catena del valore dei gas verdi. Per questa ragione, in aggiunta al piano al 2025, che include investimenti sui quali già oggi c’è garanzia di ritorni, la società ha elaborato una visione più a lungo termine sulla propria evoluzione al 2030.

Snam, investimenti fino a 23 miliardi di euro entro il 2030 per reti, stoccaggio e progetti green

In questo contesto, nel corso dei prossimi dieci anni Snam svilupperà progressivamente tre aree di attività. Prima fra tutte le reti di energia: evoluzione verso una infrastruttura “multi-commodity” in grado di trasportare, oltre al gas naturale nella fase di transizione, anche biometano, idrogeno e, dove necessario, anidride carbonica. Sarà sviluppata progressivamente una rete dedicata all’idrogeno convertendo i gasdotti esistenti. Segue lo stoccaggio, con l’evoluzione verso un’azienda di stoccaggio “multi-commodity” (gas naturale, biometano, idrogeno, anidride carbonica) e che a tendere consenta anche soluzioni di sector coupling, ad esempio attraverso batterie; infine i progetti green, ovvero l’evoluzione da progetti pilota a progetti scalabili verso lo sviluppo di progetti integrati nei gas verdi (biometano e idrogeno) lungo tutta la catena del valore per favorire lo sviluppo del mercato e contribuire alla decarbonizzazione. Proseguirà l’evoluzione della piattaforma esistente verso progetti più grandi di idrogeno, biometano e cattura dell’anidride carbonica in Italia e all’estero.

In queste tre aree, Snam ha identificato su base ponderata opportunità di investimento di tipo regolato o contrattualizzato fino a 23 miliardi di euro entro il 2030 così ripartiti: fino a 15 miliardi di euro per le reti di energia, fino a 5 miliardi di euro per lo stoccaggio e fino a 3 miliardi di euro per i nuovi progetti green. Si prevede che queste opportunità di investimento possano generare ritorni regolati (reti di energia e stoccaggio gas) o “low double/high-single digit” con un modello contrattualizzato (stoccaggio di energia e progetti green). Snam stima una crescita media annua (CAGR) dell’EBITDA tra il 6 e l’8% dal 2022 al 2030. 

Snam prevede inoltre investimenti per 8,1 miliardi di euro nell’arco del piano 2021-2025, con un incremento complessivo di circa 700 milioni rispetto ai 7,4 miliardi di euro del piano 2020-2024. Il piano prevede la manutenzione, l’ammodernamento e lo sviluppo della propria infrastruttura, investimenti per il net zero e l’accelerazione della transizione energetica. Gli investimenti allineati alla tassonomia europea sono pari al 47% del totale (in aumento rispetto al 40% del precedente piano). Le attività regolate sono sostanzialmente coerenti con il piano precedente anche se con un diverso mix.

Gli investimenti nelle reti di energia in Italia ammontano a 5,6 miliardi di euro. Prosegue il programma delle sostituzioni per l’ammodernamento della rete, anche in ottica “H2 ready”, con oltre 1.300 km. Sono, inoltre, previsti investimenti per raggiungere l’obiettivo net zero, incluso l’avvio della conversione delle prime tre centrali di compressione in dual fuel, l’avvio della realizzazione della pipeline virtuale per la Sardegna e dei primi tratti di rete, oltre ai consueti interventi di manutenzione. Il piano di investimenti prevede anche nuovi allacciamenti legati alla transizione energetica.

Gli investimenti nello stoccaggio di energia ammontano a 1,2 miliardi di euro, in aumento significativo rispetto a 900 milioni del precedente piano, grazie alla conversione di tre centrali di compressione in dual fuel (in coerenza con gli obiettivi di riduzione di emissioni), la realizzazione e ammodernamento di pozzi per lo stoccaggio di gas, la sostituzione e adeguamento di alcuni componenti e le attività di manutenzione. Tali investimenti consentiranno di gestire il bisogno crescente di flessibilità conseguente alla volatilità dei mercati energetici, che aumenterà con lo sviluppo continuo delle rinnovabili. Inoltre abilitano la prospettiva di stoccaggio di idrogeno.

Relativamente agli investimenti per l’adattamento dell’infrastruttura in ottica “H2 ready”, a oggi la quasi totalità dei metanodotti di Snam è in grado di trasportare fino al 100% di idrogeno in base alla normativa ASME B31.12. Circa il 70% dei metanodotti può trasportare idrogeno puro con nessuna o limitate riduzioni rispetto alla massima pressione di esercizio, mentre circa il 30% necessita di riduzioni più significative. Tali limitazioni potranno essere superate con le future evoluzioni della normativa tecnica di riferimento. Sono in corso la certificazione della rete da parte di RINA e collaborazioni con istituzioni e università per stabilire nuovi standard tecnici per il trasporto dell’idrogeno nelle condotte.

Nello stoccaggio, sono particolarmente incoraggianti i risultati dei test condotti con università e centri di ricerca sulla possibilità di stoccare idrogeno in miscela con gas naturale fino a percentuali significative, fino anche al 100%, senza osservare modifiche o alterazioni.

Negli ultimi anni Snam ha creato un’ampia e diversificata piattaforma di attività (efficienza energetica, produzione e infrastrutture di biometano, mobilità sostenibile, idrogeno lungo tutta la catena del valore) per offrire soluzioni integrate lungo la filiera dei gas verdi. Per il periodo 2021-2025 gli investimenti di Snam nelle attività per la transizione energetica ammonteranno a circa 1,3 miliardi di euro (al netto di circa 200 milioni di euro di possibili grant, di cui 100 milioni di euro nell’idrogeno e 100 milioni di euro nel biometano), in crescita rispetto ai 700 milioni che il precedente piano aveva destinato a queste attività. Si prevede che i nuovi business possano contribuire all’EBITDA annuo del Gruppo per 150 milioni di euro nel 2025, con progetti che a regime genereranno circa 180 milioni di EBITDA.

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