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Economia
Riforma pensioni 2021: tagli per le oro, novità su Opzione donna e Ape sociale

Mancano meno di due mesi alla fine dell’anno e l’attesa per quelle che saranno le novità in tema pensioni si fanno sempre più trepide. Annunciata da tempo è la proroga dell’Ape sociale e dell’opzione donna, mentre l’isopensione potrebbe permettere uno scivolo ai 60 anni, sette anni prima rispetto alla pensione di vecchiaia. Tutte le misure sono presenti nella bozza di legge di Bilancio, che diverrà ufficiale con la pubblicazione della manovra in Gazzetta Ufficiale. 

Riforma Pensioni 2021: le note dolenti 

Solo fino al 2021 resterà in vigore il prelievo sulle pensioni con importi superiori ai 130mila euro annui lordi. La legge di bilancio che il governo invierà entro la fine dell’anno al Parlamento, come fa sapere il Sole 24 Ore, recepisce la recente pronuncia della Consulta sul contributo di solidarietà sugli assegni d’oro, anticipando di due anni lo stop rispetto ai cinque fin qui previsti. E sempre in linea con le indicazioni della Corte Costituzionale, vengono prolungate al 2023 anche le misure sulla perequazione automatica (il meccanismo di rivalutazione) dei trattamenti pensionistici introdotti dalla manovra dello scorso anno. 

Riforma pensioni 2021: le proroghe per Ape sociale e Opzione donna 

Le proroghe sono le vere protagoniste del pacchetto previdenza della bozza del Ddl. Più nello specifico resterà utilizzabile per dodici mesi l’Ape sociale, per la quale viene previsto anche un allargamento dei beneficiari, con l’inserimento anche di quei lavoratori che non hanno goduto della disoccupazione, a causa di mancati requisiti assicurativi e contributivi. Anche l’opzione donna verrà prorogata. Sarà possibile per le lavoratrici uscire dal mondo del lavoro con il raggiungimento del 58esimo anno d’età se dipendenti, mentre il 59esimo se autonome, ma con ricalco dei contributi. 

Riforma pensioni 2021: le novità 

Nella bozza della manovra non mancano anche le novità, tra le più significative: 

  1. La modifica della modalità di calcolo dei requisiti di anzianità nel part- time verticale ciclico. Con la bozza 2021 si apprende che il periodo prestato con contratto a tempo parziale è da considerare per intero ai fini dell’acquisizione del diritto alla pensione, nei limiti relativi all’applicazione del minimo retributivo. 
  2. Altra proroga fino alla fine dell’anno prossimo, come si apprende dal Sole 24 Ore, ma con estensione alle aziende di qualsiasi settore che almeno 500 addetti (non più i mille richiesti finora), anche per i contratti di espansione professionale, che prevedono l’agevolazione all’esodo per i lavoratori con non più di cinque anni dal conseguimento dei requisiti di pensionamento di vecchiaia o di anzianità. 
  3. La misura dell’isopensione viene rivalutata. Per il triennio 2018/2020 era stato previsto un pensionamento con lo scivolo di 7 anni grazie a questo strumento, riservato solo ed esclusivamente ai dipendenti del settore privato. La bozza 2021 conferma questo slittamento, che altrimenti sarebbe dovuto tornare a soli 4 anni. Tale provvedimento permette, laddove ci sia un accordo tra datore di lavoro e sindacato, per aziende con almeno 15 lavoratori, di accedere alla pensione sette anni prima continuando a versare la contribuzione fino al compimento dei 67 anni, tutto a carico del datore di lavoro.
  4. C’è una novità anche per i lavoratori esposti all’amianto: a questa categoria vengono riconosciuti per un altro anno i requisiti ridotti di accesso alla pensione. 

 

 

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