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Economia
Lo spread cresce dopo le elezioni. Europee, Meloni ha poco da festeggiare
Giorgia Meloni

Europee, Meloni ha poco da festeggiare. Ecco perché

Dopo le elezioni europee, sui mercati è scoppiato il caos. Lo spread è volato da 130 a 150 punti base, il rendimento del decennale è schizzato ai massimi da mesi al 4,16% e Piazza Affari si è guadagnata il titolo di “maglia nera” d’Europa perdendo l’1,93%.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, naturalmente, per spiegare tale macello e non far scoppiare il panico generale, ha preferito utilizzare una narrazione più dolce, inquadrando il boom dello spread come una "normale oscillazione che risente dell’esito del voto in alcuni Paesi”. E la “tempesta”, effettivamente, si è calmata.

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Oggi, infatti, lo spread è tornato a oscillare a quota 140 punti con ulteriori ottimistici segnali di discesa, mentre il rendimento del decennale viaggia sotto il 3,92%. Dal canto suo, invece, la Borsa di Milano fa da maglia rosa tra i mercati d’Europa. Ma è ancora presto per cantar vittoria.

Infatti, nonostante la situazione si sia calmata, è oggettivo il fatto che davanti ai mercati si sia presentato un fenomeno rialzista che prima non c’era. Lo spread, infatti, è comunque superiore di 10 punti rispetto al venerdì precedente alle elezioni.

La “festa” fatta da Giorgia Meloni nella vittoria locale, al contrario del presidente francese, alle Europee potrebbe, dunque, non invecchiare nel migliore dei modi. Sì, perché lo scivolone di Emmanuel Macron si ripercuoterà anche sulla nostra premier.

Infatti, ieri, martedì 11 giugno, i rendimenti dei bond francesi si sono impennati fino al 3,33%, generando un effetto domino che ha colpito principalmente il mercato italiano. Fenomeno, questo, tipico di quando emergono segnali di instabilità. E a pagare il conto più salato sono solitamente i Paesi con conti pubblici malandati. Italia in primis.

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E a proposito di debito, da Francoforte sul Meno arrivano notizie che impensieriscono Meloni e la sua equipe del Tesoro. Le ultime dichiarazioni di Christine Lagarde, infatti, hanno spento gli entusiasmi per una possibile nuova sforbiciata ravvicinata al taglio dei tassi appena fatto.

E, di conseguenza, la prudenza dell’Eurotower si traduce in un aumento dei tassi reali sui Btp. Insieme a quelli portoghesi, i titoli italiani saranno quelli che la Bce venderà di più: un effetto automatico legato all’entità del debito. L’effetto, scrive Repubblica, è presto detto: le previsioni di crescita della spesa per interessi si faranno più forti.






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