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Politica
"Il governo cade sulla Manovra. Sinistra pronta? Ma non scherziamo"
Massimo Cacciari

Secondo Cacciari tutto dipenderà dalle elezioni presidenziali Usa di novembre e se continueranno le guerre nel mondo o no

 

Lapidario e chiaro come sempre Massimo Cacciari nella sua analisi sull'esito delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. L'ex sindaco di Venezia e filosofo, intervistato da Affaritaliani.it, afferma: "Continua in Europa il trend disastroso delle sinistre, basta vedere che cosa è successo in Germania e in Austria. Il centro tutto sommato tiene e la governance futura dell'Unione sarà spostata sull'asse di Ursula von der Leyen. La destra è cresciuta quasi ovunque ma poteva andare peggio".

Passando all'Italia, siamo tornati al bipolarismo con il dualismo Giorgia Meloni - Elly Schlein? "Macché bipolarismo!", risponde secco Cacciari. "Insieme fanno appena il 50%. E di quale polo di Centrodestra stiamo parlando? Di quello formato da Meloni, Salvini e Tajani? Stanno incollati solo per il potere ma a fine anno dovranno affrontare delicate e difficili scelte economiche con la Legge di Bilancio e potrebbero sorgere tensioni tali da mettere in discussione la tenuta stessa della maggioranza. Le promesse elettorale a quel punto diventeranno quelle che sono, bolle di sapone, e nonostante la voglia di stare insieme per il potere ci potrebbero essere così tante fibrillazioni fino alla caduta del governo".

E la sinistra è pronta? "Non scherziamo. Insieme non fanno nemmeno il 40%. Non ci sono i numeri per governare. Il Pd si è un po' ripreso ma rubando voti al M5S, come altre volte era successo al contrario. C'è una base di elettorato che vuole una politica sociale, il salario minimo, la scuola decente e la sanità che funzioni, che non sono temi né di destra né di sinistra, e di volta in volta si buttano su un cavallo o su un altro, come accaduto con Renzi, Salvini e Meloni. Ma il Centrosinistra non è assolutamente un'alternativa a questa destra".

Secondo Cacciari, poi, tutto dipenderà dalle elezioni presidenziali Usa di novembre e se continueranno le guerre nel mondo o no. "L'Europa ormai si è tagliata la lingua e il conflitto in Ucraina porta disastri economici che alimentano l'avanzata delle destre. Trump sembra più propenso a chiudere la guerra in Ucraina ma a continuare quella in Medio Oriente mentre Biden il contrario. Ma non conta tanto chi sarà il nuovo presidente statunitense quanto cosa vorranno fare le élite americane che contano davvero. Se spingeranno verso la pace c'è qualche speranza di ripresa, altrimenti per l'Europa e l'Italia sarà solo catastrofe", conclude Cacciari.






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