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Esteri
Aereo ucraino precipitato, dietro lo schianto il doppio gioco della Serbia

“Tutti sanno che gli Antonov trasportano armi in Ucraina”, spiega il giornale greco ProNews

L'aereo commerciale con equipaggio ucraino Antonov-An12BK, partito dalla Serbia e precipitato il 16 luglio vicino alla città di Kavala, nel nord della Grecia, apparteneva a una compagnia privata, la Meridian, una delle prime compagnie aeree private in Ucraina. Un aereo immatricolato in Ucraina, partito dall'aeroporto di Nis in Serbia e ufficialmente diretto in Bangladesh, con scali intermedi in Giordania (Amman) e Arabia Saudita (Riyadh).

“Trasportava circa 11,5 tonnellate della nostra industria esclusiva da portare al consumatore finale in Bangladesh. Pertanto, il cliente finale è il ministero della Difesa del Bangladesh”, ha subito affermato il ministro della Difesa serbo Nebojsa Stefanovich. Ha poi spiegato che il carico apparteneva alla compagnia privata "Valir" dalla Serbia, negando che trasportasse armi in Ucraina ma senza dare elementi per comprendere perché il piano di volo fosse attraverso la località di Kavala, luogo dove sono precipitate le 12 tonnellate di armi. Stefanovich: “Le armi non stavano andando in Ucraina, nonostante l'equipaggio ucraino e l'origine dell'aereo, ma in... Bangladesh”.

Ma quanti aerei serbi diretti in Bangladesh sono guidati da ucraini e sorvolano Kavala in Grecia? Si sono chiesti i giornalisti greci di ProNews. “La compagnia aerea”, scrive sul suo sito ufficiale Meridian, oltre a voli umanitari, “collabora strettamente con l'ONU e la NATO per la consegna di carichi urgenti, compresi quelli militari e a duplice uso”.

Da qui il dubbio assale chi sta tentando di ricostruire la vicenda.

La zona di Kavala, dove è precipitato l’areo e sono morti tutti gli ucraini a bordo, è strategica per le rotte militari della guerra in Ucraina. Nel 2020 si è anche parlato molto di come gli USA avessero messo occhi e mani sulla città di Kavala, pensando a una nuova base NATO.

In questo caso la domanda è legittima: l’aereo precipitato doveva atterrare all'aeroporto di Kavala, utilizzato dalla NATO, per caricare a bordo anche armi greche?

Secondo ProNews è un fatto noto che “la Serbia utilizza Bangladesh, Thailandia e altri paesi dell'estremo Oriente come punti di trasbordo per il trasferimento di armi in Ucraina, per non farsi notare dalla Russia. La Serbia vende sistematicamente armi all'Ucraina per ‘mantenere un equilibrio con Usa e Ue’, che (molto) ha esortato a vendere armi anche all'Ucraina. La Russia lo sa, ovviamente, ma chiude gli occhi: la sopravvivenza del suo unico alleato in Europa è più importante per lei”.

“La verità”, scrivono i greci, “è che sarebbe stato abbastanza difficile per un aereo da trasporto ucraino precipitato in Grecia, con un equipaggio di otto ucraini, tutti morti, e 11,5 tonnellate di armi serbe, consegnare il suo carico in... Bangladesh, a meno che non stesse andando da qualche parte”.

Anche perché l'esercito del Bangladesh utilizza armi serbe “come il nuovo cannone NORA da 155 mm (54 pezzi)”, e non le "mine, i mortai e i razzi" rinvenuti sull’areo precipitato e invece utilizzate nella guerra ucraino-russa. Non è una guerra questa che si combatte col fioretto. Le armi serbe sono fortemente utilizzate nella guerra in Ucraina, da entrambi gli attori in conflitto.

Un altro quotidiano, ma in questo caso serbo-croato, il Danas, ha reso noto che la Grecia presenterà una protesta ufficiale alla Serbia perché non è stata informata in tempo del trasporto delle armi dell'aereo ucraino precipitato sabato sera. Lo hanno annunciato oggi fonti diplomatiche, riporta Radio Free Europe (RSE).

 

 

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