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Esteri
Brexit, Osborne: "Via senza fretta". Renzi: "L'Europa riparta"
La Gran Bretagna "è pronta ad affrontare qualunque cosa il futuro serbi per noi". Lo ha dichiarato nella prima conferenza stampa dopo il referendum sulla Brexit il ministro dell'Economia britannico, George Osborne. A proposito del futuro delle relazioni commerciali con gli altri Paesi europei dopo voto il Cancelliere dello Scacchiere ha affermato: "Sono del tutto concentrato sul portare stabilità e certezza; partiamo da una posizione di forza guadagnata duramente".
 
Per il ministro l'economia britannica "e' forte nei suoi fondamentali: siamo altamente competitivi e siamo aperti agli affari". "In seguito alla decisione di giovedi', alcune aziende stanno continuando a sospendere le loro decisioni su investimenti e assunzioni", ha affermato Osborne "come dissi prima del referendum, ci sarà un impatto sull'economia e le finanze pubbliche e sarà necessario agire per affrontarlo. Nessuno dubiti della nostra determinazione a mantenere la stabilità fiscale che abbiamo garantito a questo paese".
 
"Londra - ha poi aggiunto il ministro - dovrà far scattare l'articolo 50, relativo all'uscita dall'Unione Europea, solo quando avrà una "percezione chiara" dei futuri rapporti con gli Stati membri. "Solo il Regno Unito puo' far scattare l'articolo 50", ha dichiarato il Cancelliere dello Scacchiere, "a mio giudizio dovremmo farlo solo quando ci sarà una chiara percezione di quali nuovi accordi stringeremo con i nostri vicini europei. Il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker aveva invitato Londra ad abbandonare il blocco il prima possibile.
 
"Non voglio che la Gran Bretagna volti le spalle all'Europa o al resto del mondo" ha assicurato Osborne. "Dobbiamo portare unità di spirito e di intenti e condannare l'odio e la divisione dove li vediamo". La Gran Bretagna e' un Paese aperto e tollerante e combattero' con tutte le mie forze perche' resti tale". Nei suoi primi commenti dopo il referendum sull'uscita del Regno Unito, il ministro dell'Economia britannico George Osborne parla già da premier. E lancia il guanto di sfida a Boris Johnson per la corsa alla guida dei 'tories': "Oggi sono del tutto concentrato sul mio compito come Cancelliere dello Scacchiere di portare stabilità e rassicurazione. Ci sono state domande sul futuro del Partito Conservatore e affrontero' il mio ruolo in cio' nelle prossime settimane". "Il popolo britannico ci ha dato delle istruzioni, c'e' molto da fare per farlo funzionare", ha proseguito Osborne, "partiamo da una posizione di forza guadagnata duramente e, qualunque siano le indubbie sfide davanti, io e i miei colleghi siamo determinati a fare il meglio per la Gran Bretagna".

Renzi, ora Ue riparta - "Il popolo britannico ha votato, il voto vale e va rispettato. Dunque la Gran Bretagna ha deciso, si prenda atto e si volti pagina". E questo "ci obbliga a ripartire" cioè la Brexit deve rappresentare "la più grande occasione" perché l'Europa "ritrovi una forte identità" . Con questa convinzione esposta prima in Senato e poi alla Camera, il premier Matteo Renzi si accinge a partire per il Consiglio europeo di domani "L'Italia - aggiunge - farà la sua parte in tutti i format necessari" perché occorre "grinta, lucidità e intelligenza" perché "è l'ora della responsabilità". Per questo è necessario "reimpostare la strategia" della Ue a cominciare dalle sfide tecnologiche e dalle politiche sociali per il recupero delle periferie dove, in gran parte, si combatte la sfida della sicurezza.
 
Per il premier "oggi manca a consapevolezza della gravità della situazione. Non vorrei che si potesse pensare di fare finta di niente, che si possa immaginare un percorso lungo in attesa di un altro referendum". Perché, ha sottolineato, "Siamo di fronte a una vicenda storica, chi cercasse di minimizzare o strumentalizzare ciò che è avvenuto commetterebbe un errore". Quello sulla Brexit "è un voto che pesa come un macigno nella storia europea e come tale va considerato". Inoltre, ha osservato,  "cercando di mettere una pezza su ciò che il popolo ha deciso con il voto, si mina il gioco democratico". E "tutto può fare l'Europa tranne che aprire una discussione di un anno sulle procedure. Se tutto è trattativa sulle procedure, si perde di vista ciò che è accaduto. La Ue ha bisogno finalmente di mettere al centro i valori fondamentali, i posti di lavoro e la crisi sociale, non piu' solo le procedure sulle regole e sui vincoli, ma piu' cerscita e investimenti, meno burocrazia". E ha proseguito nel suo ragionamento: "Dobbiamo trarre insegnamento da ciò che è accaduto": è il momento in cui l'Europa deve tornare a fare l'Europa. Per noi l'Europa è la casa e noi non immaginiamo di andarcene da casa nostra. Ma sappiamo anche che cosi' com'e' questa cosa non e' accogliente come in passato. Dobbiamo mettere al centro quei valori che la maggioranza ha messo al centro del dibattito europeo". Ha quindi argomentato: "vi è una condivisione da parte di tutti, ma mettendo per un attimo da parte Le Pen o Farage, è venuto il momento di far sentire insieme la voce dell'Italia. Mi riferisco all'Europa sociale, all'Europa della crescita che non puo' rimanere inerme davanti a quello che accade a livello internazionale". Per il presidente del Consiglio, "oggi siamo di fronte a un bivio, l'Europa deve parlare anche a quei giovani che hanno votato per il remain, ma hanno votato meno degli anziani. In democrazia - ha ribadito Renzi - chi ottiene un voto in piu' vince e quel voto va rispettato".
 
"Dalle prossime ore l'Italia fara' tutto quello che puo' fare, a cominciare dal vertice di Berlino - ha spiegato il premier - andremo al confronto con le idee che ci hanno caratterizzato in questi anni". Se, ha aggiunto, "abbiamo fatte queste battaglie", su crescita e flessibilità, "non è stato per affermare l'interesse dell'Italia, ma perché ritenevamo che questo fosse l'interesse continentale. Quello che si apre domani sarà un vertice europeo che dovrà essere concentrato sul rilancio dell'Europa e non solo sulle regole di uscita del Regno Unito".
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