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Esteri
Canada, svolta illiberal per Trudeau. Proteste No Vax anche in Nuova Zelanda

Covid, i due progressisti trendy Trudeau e Ardern in difficoltà per le proteste No Vax

Justin Trudeau e Jacinda Ardern somo due volti "cool". Due simboli della sinistra trendy, del progressismo democratico con una forte retorica sui diritti civili. Ebbene, proprio loro, due giovani leader di paesi elevati a modello e a isole felici, stanno vivendo un momento molto difficile. E sono persino costretti, in particolare Trudeau a dare una svolta "illiberal" a un curriculum fatto di tanti lustrini, tanti complimenti e poche ombre. Almeno per ora.

In Canada si sa che da settimane la situazione è ad alta tensione. Ma negli ultimi giorni, Trudeau ha deciso di mettere in atto una linea repressiva che in pochi si sarebbero aspettati. Tra venerdì e sabato ci sono stati circa 150 arresti al termine di due giorni di scontri a Ottawa tra polizia e i camionisti no-vax del movimento 'Freedom Convoy', il Convoglio della libertà, contrari all'obbligo vaccinale per i guidatori dei truck che lavorano tra Canada e Stati Uniti che avevano preso d'assalto la capitale canadese già da diversi giorni. In molti hanno sottolineato l'operato aggressivo della polizia, che oltre ad aver fatto una serie di cariche ha anche usato spray urticante. Mentre è stato smentito l'utilizzo di gas lacrimogeno.

Poteri di emergenza e conti congelati: la svolta illiberal di Trudeau in Canada

Una volta il Canada sembrava immune al populismo rauco che nel 2016 ha avvantaggiato l'ascesa di Donald Trump e la Brexit. Ora sembra essere diventato un superdiffusore. Anche a causa dell'atteggiamento di Trudeau, di certo non votato all'ascolto. A destare critiche, persino dall'Economist (non certo un media No Vax), il modo in cui Trudeau ha accomunato tutti coloro che protestano in un'unica fascia, sottolineando solamente le violenze e le fake news ma senza dare nessun margine di ascolto a chi, soprattutto all'inizio, manifestava in modo pacifico. 

A sorprendere anche l'arsenale normativo affilato da Trudeau per colpire i manifestanti. La scorsa settimana Trudeau ha invocato poteri di emergenza in base a una legge di 34 anni fa che non era mai stata usata finora. Una legge che permetterebbe al governo di dichiarare le proteste illegali e congelare i conti bancari dei manifestanti senza un ordine del tribunale. Nei giorni scorsi, d'altronde, Trudeau aveva dato istruzioni agli istituti bancari canadesi e alle compagnie d’investimento di congelare i conti dei manifestanti finché non avessero interrotto l’occupazione della capitale e le barricate al confine con gli Usa.

Intanto, il governo sta pensando a emendare le leggi sull'hate speech, che secondo diversi analisti sono già molto stringenti. Emendamenti che toglierebbero delle tutele agli imputati per hate speech e allo stesso tempo consentirebbero di presentare denunce legali in via preventiva. Secondo l'Economist, gli emendamenti proposti darebbero agli attivisti illiberali gli strumenti legali per molestare religiosi, femministe e molti altri gruppi. O ancora, porterebbe alcuni a essere imbavagliati prima ancora di parlare. Non esattamente il paradiso liberal che è stato sempre descritto.

Proteste in Nuova Zelanda, lancio di feci contro la polizia

Molto più a sud, nel Pacifico meridionale, un'altra leader progressista sta passando un momento complicato. Si tratta di Jacina Ardern, premier della Nuova Zelanda. Anche lei sotto accausa per le restrizioni anti Covid. Nelle scorse ore, la polizia neozelandese ha riferito di essere stata bersagliata con feci umane dai dimostranti No Vax accampati da due settimane a Wellington di fronte alla sede del Parlamento. Le forze dell'ordine, che stavano allestendo posti di blocco intorno all'area prima dell'alba per bloccare l'afflusso di mezzi, si sono scontrate con un vasto numero di persone.

Il collegamento col Canada è diretto. La protesta è infatti ispirata ai Freedom Convoys canadesi e ha visto 800 veicoli bloccare le vie del centro della capitale neozelandese. La polizia ha dispiegato circa 300 agenti incaricati di porre barricate di cemento sulle strade per impedire l'arrivo di altri mezzi. Le forze dell'ordine hanno riferito che sette poliziotti sono rimasti feriti e otto dimostranti sono stati arrestati. I contestatori che hanno lanciato feci umane contro gli agenti, spiega la nota della polizia, rischiano fino a 14 anni di carcere per il "tentativo deliberato di infettare" i loro bersagli.

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