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Chi è Xenia Fedorova, la propagandista russa espulsa dalla Francia e favorita di Bolloré

Ex direttrice di RT France e opinionista di CNews, Xenia Fedorova ha ricevuto un ordine di espulsione dalla Francia

Chi è Xenia Fedorova, la propagandista russa espulsa dalla Francia e favorita di Bolloré

Xenia Fedorova è una giornalista russa, ex direttrice di RT France e presenza abituale nelle televisioni del gruppo Bolloré. Il governo francese le ha revocato il permesso di soggiorno e ha ordinato la sua espulsione, accusandola di rappresentare una minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato.

Xenia Fedorova, dalla direzione di RT France ai programmi di CNews

Xenia Fedorova è diventata uno dei volti più conosciuti della comunicazione russa in Francia attraverso RT France, la versione francofona dell’emittente Russia Today finanziata dallo Stato russo. Arrivata alla guida del canale nel 2017, ha difeso più volte la linea editoriale della rete dalle accuse di propaganda e disinformazione.

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RT France ha interrotto le trasmissioni dopo il divieto imposto dall’Unione europea nel marzo 2022, nelle settimane successive all’invasione dell’Ucraina. La società francese è stata poi liquidata nel 2023, dopo il congelamento dei suoi conti nell’ambito delle sanzioni europee.

Fedorova ha continuato a intervenire nel dibattito pubblico francese. È diventata ospite di CNews e di Europe 1, emittenti controllate dal gruppo riconducibile all’imprenditore Vincent Bolloré. Nei suoi interventi ha criticato le sanzioni contro Mosca, le forniture militari all’Ucraina e la rappresentazione della guerra proposta dai governi europei. Il Corriere della Sera la descrive come una voce di riferimento per il pubblico francese più vicino alle posizioni di Vladimir Putin.

Xenia Fedorova, perché la Francia ha ordinato l’espulsione

Il ministero dell’Interno francese ha revocato il permesso di soggiorno decennale concesso alla giornalista nel 2024. Il provvedimento sostiene che le sue attività costituiscano una “grave minaccia” per gli interessi fondamentali dello Stato e per l’ordine pubblico.

La decisione non si basa su una condanna penale. Le autorità contestano a Fedorova il ruolo svolto nella diffusione delle narrazioni del Cremlino sulla guerra in Ucraina, sull’Unione europea e sui Paesi baltici.

Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot l’aveva definita una propagandista al servizio della Russia. Il governo era stato criticato dopo la notizia del rinnovo del suo permesso di soggiorno, rilasciato nonostante la chiusura di RT France e le contestazioni sulla sua attività pubblica.

Il rapporto con Vincent Bolloré

La presenza di Fedorova nei media del gruppo Bolloré ha trasformato il caso amministrativo in uno scontro politico. CNews ed Europe 1 hanno difeso i suoi interventi come espressione del pluralismo e della libertà di opinione.

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I critici sostengono invece che i programmi le abbiano offerto uno spazio stabile per rilanciare tesi coincidenti con quelle delle autorità russe. Tra queste figurano la responsabilità dell’Occidente nell’escalation militare e la rappresentazione dell’Ucraina come Stato controllato dagli Stati Uniti.

Gli organi di informazione del gruppo Bolloré hanno presentato l’espulsione come un atto di censura. Le autorità francesi affermano che il provvedimento riguarda la sicurezza nazionale e non il diritto dei media a ospitare opinioni contrarie alla politica del governo.

Fedorova è già stata espulsa dalla Francia?

L’ordine non è stato ancora eseguito. Fedorova si trova sottoposta a restrizioni nella regione parigina mentre il suo legale tenta di ottenere la sospensione del provvedimento. Il ricorso dovrà stabilire se gli elementi raccolti dal ministero siano sufficienti a giustificare la revoca del permesso.

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L’esecuzione presenta anche difficoltà pratiche. Un rimpatrio in Russia potrebbe richiedere accordi amministrativi e collegamenti di viaggio resi più complessi dalla guerra e dalle sanzioni.

Fedorova respinge la definizione di propagandista e sostiene di essere perseguita per le proprie opinioni. Fino alla decisione definitiva dei tribunali francesi, resta destinataria di un decreto di espulsione e non può essere considerata già allontanata dal Paese.

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