Donald Trump, vincerà le primarie repubblicane e correrà per la Presidenza
Molto probabilmente Donald Trump vincerà le primarie repubblicane e correrà per la Presidenza degli Stati Uniti nel 2024. Questo è un dato di fatto. Altro aspetto invece, non altrettanto sicuro è se tutti i repubblicani (alla prova dei fatti) lo voteranno e, soprattutto, se la legge glielo permetterà.
Anche perchè mai gli Stati Uniti avevano affrontato una situazione del genere. Quella cioè di un ex presidente accusato formalmente di aver tentato di violare la volontà popolare in un’elezione presidenziale, un’accusa davvero grave che oscura tutte le altre. La spada di Damocle del carcere per il tycoon è sorprendentemente sulla sua testa. “In questa accusa si gioca lo stato di diritto della democrazia americana” commenta Richard Hansen dell’Università della California-Los Angeles.
Si parla di sei complottisti, tra cui l’ex sindaco di New York, Rudy Giuliani e l’avvocato Sidney Powell. Come puo’, si deve chiedere l’America, un politico sospettato di questo tipo di attacco alla Costituzione ripresentarsi, e avere possibilità non trascurabili di vittoria, alle elezioni?.
Donald Trump galleggia come un sughero in mezzo allo tsunami
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Nel mezzo dello tsunami che lo ha colpito, Trump sembra galleggiare meglio di un sughero. Sono quotidiani i suoi attacchi sui social rivolti ad una parte di americani che sembra “fedele nei secoli” all’uomo, qualsiasi cosa accada. “Grazie mille a tutti-conferma Trump- non ho mai avuto così tanto supporto. Questo impeachment senza precedenti di un ex presidente (di grande successo!) e di gran lunga il principale candidato nel Partito Repubblicano e le elezioni del 2024 hanno aumentato la consapevolezza della corruzione, degli scandali e del fallimento dell’America negli ultimi tre anni. L’America è un paese in declino, ma lo renderemo di nuovo grande, più grande che mai. Vi amo tutti!”.
Ma un conto sono i social, un altro conto è la realtà che dice invece che oggi il repubblicano sarà davanti al giudice Moxila Upadhyaya a Washington, di persona o in video, per rispondere di quattro accuse pesantissime come manomissione di testimoni, cospirazione per frodare il governo, ostruzione del processo legale e cospirazione per violare i diritti civili. Tutto collegato alla rivolta al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Ma l’accusa del tribunale di Washington meno è l’unica sul capo di Trump. A New York è accusato di falso in bilancio iper comprare il silenzio di un’attrice porno sulla sua presunta relazione sessuale. A Miami deve rispondere all’accusa di aver tenuto illegalmente documenti riservati dopo aver lasciato la Casa Bianca. Entrambe sembrano essere “superabili” rispetto alla cospirazione.
Donald Trump, tre americani su dieci credono ancora alle elezioni “truccate”
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“Nonostante sia stato sconfitto, l’imputato era determinato a restare al potere”, scrive il procuratore speciale, responsabile anche delle indagini sui documenti classificati in possesso di Trump nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida. La chiave in questo caso sarà dimostrare che Trump era consapevole che i sondaggi lo avevano sconfitto e che mentiva quando sosteneva l’esistenza di frodi.
Ma due anni e mezzo dall’evento del Campidoglio tre americani su dieci credono ancora che le elezioni non siano state del tutto corrette. E in tutto questa tempesta sembra arrivare una nuova pesante “tegola giudiziaria” dalla Georgia. Trump potrebbe essere accusato di aver voluto alterare le elezioni del 2020. Un terremoto che non finirà presto e sicuramente coinvolgerà il giudizio degli elettori americani. Elettori che si troveranno non solo a dover votare due candidati tra i più anziani della storia americana ma pure uno accusato di alcuni crimini (uno in particolare) pesanti per tutti ma giganteschi per un possibile presidente degli Stati Uniti.

