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Elezioni americane, Donald Trump inossidabile, più lo mandi giù più si tira su
Arresto Trump

Elezioni Usa 2024, Trump in forte vantaggio nelle primarie tra i Repubblicani

Elezioni americane 2024, che dire sui candidati repubblicani? Trump, sempre Trump, fortissimamente Trump. Il tycoon è come un sughero, più lo mandi giù più si tira su. Colpito da diversi mesi da offensive giudiziarie ( per l’ex presidente una caccia alle streghe e medaglie di “merito”) Donald Trump sembra essere sempre più inattaccabile come "number one" nelle primarie del partito Rep. Ogni nuovo rinvio a giudizio pare “energizzare” e rafforzare la sua candidatura. Infatti l’ultimo sondaggio del “The New York Times”, lo conferma. Il 54% degli americani rep lo vorrebbe regalandogli ben 37 punti di vantaggio su quello che doveva essere l’astro nascente della politica, Ron De Santis, il battagliero Governatore della Florida.E gli altri 13 concorrenti?  Quasi non pervenuti poiché, sempre secondo l’ultimo sondaggio, hanno quasi tutti tra il 3%e il 2%. Come il suo ex vice presidente Mike Pence; il senatore Tim Scott, l'ex ambasciatore di Trump all'Onu Nikki Haley, Chris Christie, ex governatore del New Jersey e l'imprenditore Vivek Ramaswamy.

 

Elezioni Usa, Trump sempre più forte rispetto ai concorrenti repubblicani

E il vantaggio sembra diventare ancora più robusto quando ci si rivolge ai membri più conservatori del partito: 65% contro il 15% di De Santis. In pratica nemmeno se tutti i concorrenti si ritirassero regalando il voto all’ultra “destro” DeSantis, il Governatore riuscirebbe a raggiungere Trump. Ad eccezione di pochi over 65 e elettori non laureati, che voterebbero DeSantis, il resto dell’elettorato repubblicano, colletti blu, operai , manager e liberi professionisti sembrano essere ancora fortemente legati al tycoon. Morning Consult in un sondaggio di fine luglio conferma un vantaggio a Trump ancora superiore ( 59% contro il 16% di De Santis). Pure il seguito FiveThirtyEight posiziona Trump al primo posto con il 52,6%, seguito da DeSantis (15,6%) e Ramaswany (6,3%). Al quarto posto compare Pence con un 4,3%.

 

Elezioni Usa, i rinvii a giudizio rafforzano il tycoon

Dopo che il Gran Giurì di Manhattan lo ha incriminato per il caso Stormy Daniels ( pagamento in nero all'attrice porno per il suo silenzio nel 2016) la campagna di Trump ha ricevuto un’accelerazione con donazioni record. E’ pur vero che questa corsa che sembra inarrestabile verso la vittoria alle primarie si scontra con il desiderio degli americani di ringiovanire la politica e soprattutto pensare ad un prossimo presidente più giovane. 77 anni Trump, 80 Biden non paiono essere proprio in sintonia con questo desiderio popolare. Ma, in fondo, entrambi giurano sulla propria salute e sull’essere dei veri e propri “highlanders”. Al momento né l’età che avanza, nè le diverse cause legali (due già confermate e altre due probabilmente in arrivo) sembrano preoccupare né il leone della Florida Donald Trump né tantomeno quel “sleepy Joe” (senza problemi legali)  che ha dalla sua un'immagine debole ma un modello economico vincente capace di far ripartire l’economia a stelle e strisce.   

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