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Esercito europeo, l’accelerata improvvisa. Ma il generale Camporini mette in guardia

Vertice a Londra domenica. L’ex capo di Stato maggiore della Difesa: “Comando unico, altrimenti…”

Esercito europeo, l’accelerata improvvisa. Ma il generale Camporini mette in guardia
von der leyen zelensky
Esercito europeo, l’accelerata improvvisa. Ma il generale Camporini mette in guardia
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Esercito europeo, l’accelerata improvvisa. Ma il generale Camporini mette in guardia

Esercito europeo, Camporini: “Bisogna rinforzare le difese aeree, siamo al 5% della capacità” 

L’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca ha portato uno stravolgimento totale degli equilibri mondiali e ora l’Europa sta cercando di intervenire con l’obiettivo di staccarsi sempre di più dagli Stati Uniti in termini di dipendenza. Per questo i leader dell’Ue si incontreranno a Londra domenica prossima. Sul tavolo potrebbe esserci l’idea di un fondo comune o la creazione di nuovi meccanismi per finanziare la difesa a livello europeo. L’incontro – riporta Il Corriere della Sera – è stato anticipato dal premier polacco Tusk (Varsavia ha la presidenza di turno dell’Ue), e vi parteciperanno tra gli altri anche la premier Meloni, la presidente della Commissione von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Costa, che ha convocato per oggi in videoconferenza i leader dei Ventisette per fare il punto sull’incontro di due giorni fa tra Macron e Trump e per preparare il summit straordinario del 6 marzo su Kiev e sicurezza Ue.

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Parlare di esercito europeo è fuorviante – spiega il generale Vincenzo Camporini a Il Corriere della Sera – perché le forze armate del Vecchio Continente sono già in grado di operare insieme. Lo hanno già fatto con la Nato e l’Onu. Non serve indossare la stessa divisa, ma un comando unificato con autorità sui reparti per agire in un paio di settimane. E anche una direzione politica ben chiara”. Per Camporini, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica dal 2006 al 2008, e poi della Difesa fino al 2011, l’idea di una forza armata europea è più che concreta. Ma è fondamentale incrementare alcune capacità al momento non sufficienti. Penso a quelle di intelligence e di sorveglianza dello spettro elettromagnetico dove peraltro l’Italia è all’avanguardia. Servono tempo e investimenti. In particolare nella difesa aerea e antimissile. L’Europa al momento è al 5% delle sue capacità. Se avesse subito un doppio attacco simile a quelli dell’Iran contro Israele, che con il suo scudo ha limitato i danni, avremmo contato molte vittime“.

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