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Esteri
Guerra Russia-Ucraina, Zelensky: "Devo vedere Putin, per arrivare alla pace"

Zelensky: "Referendum sulle repubbliche fantoccio? Usciamo dai negoziati"

“Non voglio incontrare Putin, ma devo farlo. La guerra può essere conclusa da chi l'ha iniziata. In questo momento non è possibile uno sblocco militare favorevole a noi”, così il Presidente ucraino Zelensky prova ad aprire uno spiraglio diplomatico con la Russia, al termine di una giornata molto pesante, con una pioggia di missili su Odessa, bombardamenti su Kharkiv e, secondo quando denunciato da Kiev, civili deportati da Mariupol in Siberia.

"Se verranno uccise le nostre persone a Mariupol, se si terranno i cosiddetti 'referendum' delle nuove repubbliche 'fantoccio', l'Ucraina uscirà dai negoziati", ha detto Zelensky. "Mariupol è ancora sotto assedio. Oggi la giornata è stata particolarmente difficile. Ci sono stati pesanti bombardamenti aerei e terrestri. La situazione è drammatica". 

Guerra Russia-Ucraina: "La resistenza è l'unica possibilità che ci è rimasta"

"Continua la retorica delle provocazioni da parte della Russia che attribuisce la responsabilità del conflitto a Kiev. I messaggi da parte della Russia continua ad essere ambigui: continua a lanciare dei messaggi apparentemente concilianti prima di bombardamenti particolarmente ingenti. Sono convinto che vinceremo e dimostreremo tutto il nostro valore ai paesi occidentali, ma in questo momento, "la resistenza è l'unica possibilità che ci è rimasta".

Quale spazio c'è una soluzione diplomatica? Non molto, secondo Zelensky: "Questi pre-requisiti per accedere ai negoziati sono un aut aut. Sono proposte irricevibili e quindi abbiamo deciso di fare un passo indietro. Queste proposte intendevano modificare il nostro futuro. Noi siamo rimasti coerenti sin dall'inizio del conflitto. Abbiamo mantenuto sempre la nostra linea", afferma il presidente ucraino.

"La propaganda russa fa il lavaggio del cervello ai cittadini"

"La popolazione russa purtroppo sta subendo il lavaggio del cervello da parte della propaganda. Questo è una realtà. Sono sicuro che se i russi sapessero la verità i cittadini russi si renderebbero conto dell'importanza dei negoziati. Anche i russi sarebbero sorpresi della quantità di menzogne che è stata riversata su di loro. Questo accadrebbe se ci fosse una narrazione veritiera di quello che sta succedendo. Cerco di sostenere i battaglioni nell'acciaieria, cerco di fargli capire che sono dalla parte giusta, di ottenere armi per spezzare l'assedio della città, ma in questo momento non è possibile uno sblocco militare favorevole a noi. In questo momento possiamo soltanto difenderci, difendere la vita dei soldati e dei civili che si trovano sul sottosuolo: questa è la cruda realtà". 

"Io non voglio incontrare il presidente russo Vladimir Putin ma devo se vogliamo risolvere questo conflitto in modo diplomatico", ha aggiunto Zelensky,  spiegando di "non aver paura" di incontrarlo. "Ritengo che tutti i colpevoli, chi ha dato questi ordini di uccisioni compariranno davanti al tribunale. Io ci credo. Ho insistito fin dall'inizio per avere negoziati con il leader della Federazione Russa perché ritengo che qualsiasi incontro tramite mediatori non darà l'effetto desiderato. Questa guerra può essere fermata da colui che l'ha iniziata".

"La Nato ha sbagliato a non accettarci e io resterò a Kiev finché non finirà la guerra"

"Non posso influenzare la Nato ma ritengo che sia stato un errore che la Nato in questi anni non abbia accettato l'Ucraina. L'Ucraina avrebbe rafforzato l'alleanza. Nessuno pensava che saremmo resistito più di 3 giorni e alcuni politici europei lo dicevano a voce alta. Noi siamo riusciti mostrando la nostra forza a fare cambiare questo atteggiamento nei nostri confronti".

“Che sarei voluto fuggire dall'Ucraina è una voce che si ripete da 60 giorni ma non è una possibilità alla quale penso nemmeno lontanamente. Rispetto il popolo polacco, avete già ricevuto 2,5 milioni di cittadini ucraini e il vostro aiuto è stato particolarmente prezioso. I polacchi sono stati dei vicini molto accoglienti e per quanto concerne una eventuale vita in Polonia ho già effettuato visite di Stato in Polonia, ma io mi sento a casa solo a Kiev. In Polonia mi sento bene, perché sento la vicinanza culturale, la vostra accoglienza, la capacità di sostenerci, la Polonia ci ha sempre aiutato, ha fornito anche armi a Kiev e anche in quantità notevoli. Ma non mi muoverò da Kiev fin quando non finirà la guerra".
 

 

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