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Esteri
La sora Giorgia a Zelensky: perché non fondi Fratelli d'Ucraina?

La sora Giorgia a Zelensky: perché non fondi Fratelli d'Ucraina?

C'è una realtà che, ora come ora, nessuno degli ammiratori di Zelensky riconosce. Ci vorranno gli storici a darle il giusto peso: Su 44 mln di abitanti in Ucraina 8 mln sono russi e non si sa quanti siano filorussi. Nel Donbass il 44,5% sono russi e solo il14% ucraini. Meno chiara è la ripartizione in Crimea. Il referendum del 2014 a cui partecipò l'83,1 % degli aventi diritto, vide il 96,77 % favorevoli a lasciare l'Ucraina per far parte della Russia. 

Questi dati, anche se contestati dai nazionalisti ucraini, loro simpatizzanti e dagli interessati ad alimentare i diversi focolai per fini economici, testimoniano che con l'ascesa al potere di Zelensky e la sua immediata politica tesa a eliminare le minoranze (maggioranze in Crimea e Donbass) dovesse entrare in collisione di rotta con la politica di Putin che aveva ed ha mire di rivendicazioni territoriali anche nel Mare del Nord e Oceano Artico.

In questa situazione, qual è il Fato di Putin?

Tutti dicono che ha perso la guerra? Lo sta ripetendo, pappagallescamente anche Giorgia, perché lui intendeva una guerra lampo? Allora, per dare un senso a tutti i morti, non può più accontentarsi, come forse lo scorso anno, di far riacquistare l'indipendenza a Crimea e Donbass. Deve rivendicare l'appartenenza alla Grande Madre Russa, di più territorio.

E, di conseguenza, qual è il Fato del Servitore del Popolo? Combattere fino alla morte o fuggire. È difficile, se non impossibile, trovare una mediazione in questa situazione.

Veniamo a chi non aveva un destino obbligato dal Fato.

Una nazione in cui due idoli, come la Ferragni e soprattutto il raffinato intellettuale, Fedez, mimico ormai mitico pubblico inchiappettatore sanremese, raccolgono circa 40 (rispettivamente 28,5 e 14,5) mln di followers, non pensate che sia degnamente rappresentata a pennello, proprio al bacio, dalla rozzetta Giorgia?

Ho molto apprezzato gli editoriali di alcuni giorni fa, con tocchi di classe di Alfredo Tocchi, in cui Berlusconi viene visto, giustamente, come l'unico normale che poi, dal confronto con gli altri, risulta un gigante, per coraggio, saggezza e lucidità di diagnosi nella situazione ogni giorno più pericolosa per una guerra che qualche nazione-cagnolino al guinzaglio degli USA, avrebbe dovuto avere il coraggio di contestare, tirandosene fuori...

Significativa l'inaspettata affermazione di Draghi, "Gli italiani sono tutti attori e i peggiori stanno sul palco". Ha precisato di non condividerla. Allora, perché tirarla in ballo?

Si è maligni a ricordare il bidone che ebbe da Mattarella, quando lo convinse a fare il Presidente del Consiglio, con la promessa-previsione che sarebbe diventato Presidente della Repubblica alla scadenza del suo mandato? Ricordate gli scatoloni del trasloco, mostrati tutte le sere ai TG? Mattarella era ed è rimasto sul palco, addirittura da primattore. Quindi, il peggio del peggio degli attori, secondo la citazione di Draghi. E che dire degli ucraini che sul palco hanno mandato addirittura un attore professionista da Oscar, che da Servitore del popolo si sta rivelando Massacratore del popolo? Forse Draghi non è sempre d'accordo con la citazione, perché ci sono state delle eccezioni. Per esempio, quando sul palco c'era lui...

Ma veniamo ad alcune perle della sorprendente grande ammiratrice di quello che ha definito, totalmente a sproposito, in modo civettuolo e ruffiano, Presidente operaio. Ma quando mai Volodymyr ha fatto l'operaio? A 20 anni faceva già il comico. va bene che ora non cambia mai maglione e pantaloni grigioverdi e sembra un operaio... ma l'abito non fa il monaco.

Viva i tempi in cui politici e diplomatici erano più sobri: meno abbraccioni e più freni alla lingua. Prima si pesavano le parole. Ora si parla troppo, come a casa propria e al bar. Si parla a braccio e Giorgia col suo amico Volodymyr danno ampiamente ragione alla feroce affermazione dell'invidioso Draghi (Asino d'oro 2021).

Una brutta alzata di gomito di Giorgia (parlando a braccio... capita, con o senza la spinta della vodka) l'abbiamo sentita in questa banale e stupida difesa dell'abbracciatissimo Volodymyr nei suoi attacchi a Berlusconi. Volodymyr prima gli aveva dato dell'ubriacone dicendo che aveva da spedirgli una cassa di buona vodka, poi teso in volto, ha detto "A lui nessuno gli ha mai bombardato la casa!" e lei zitta. Poi in conferenza stampa, lo ha pure difeso, aggiungendo "Berlusconi mi critica per indebolirmi all'estero e Volodymyr avrebbe potuto colpire anche più duro".

La risposta che lei non poteva dare: "Berlusconi non tiene segregati in casa dei cittadini che vorrebbero uscirne e poi, da noi non c'è la legge marziale. Berlusconi ha libertà d'espressione, altrimenti, di quale libertà parliamo? 

Ma una "Signora" sarebbe stata zitta.

Come avrebbe potuto non dire "Ad aprile cominceremo la ricostruzione." 

"Non c'è differenza tra armi di difesa e d'offesa."

Altre scivolate, scappate anche senza la vodka: "Siamo con te a 360 gradi."

Davvero? O è la solita esagerata di quando era all'opposizione o in una sezione del MSI? Vista la grande confidenza che traspare dai continui abbracci col Presidente Operaio, gli desse questo consiglio: "Permetti l'esistenza almeno di un altro partito, dopo che ne hai sciolti ben 11. Ti porterà fortuna, vedrai, come ne ha portata a me: fonda FRATELLI D'UCRAINA. Noi in Italia riconosciamo, anche se a volte ci tireremmo le bombe, d'essere tutti fratelli. 

Finitela con questa guerra assurda. Siete e siate fratelli anche voi!

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