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Esteri
L'asse Pechino-Mosca-Teheran contro l'Occidente?
Di Giuseppe Vatinno
 
Nel complesso quadro dello scacchiere medio - orientale si sta determinando una situazione nuova: la creazione di un asse militare tra Pechino, Mosca e Teheran a difesa di Damasco e con la posizione di Ankara ancora tutta da valutare.
Iniziamo da due elementi nuovi e sicuramente inquietanti per gli Usa e i suoi alleati: l'Iran ha concesso l'utilizzo della sua base militare di Hamedan (ad occidente, vicino al confine con l'Iraq) ai caccia- bombardieri russi che ora dovranno percorrere solo 700 Km invece dei soliti 2.000 dalla base russa di Mozdok -situata nell'Ossezia settentrionale- per bombardare le postazioni dell'Isis (ma anche dei ribelli anti - Assad) in Siria ed aiutare cosí l'esercito di Damasco a riconquistare città come Aleppo.
Contemporaneamentela la Cina si è detta disposta anche ad un impegno militare a supporto della Siria.
Questi due fatti segnano dal punto di vista geopolitico la discesa in campo ufficialmente di due giganti come la Cina e la Russia nel teatro di guerra.
In tutto questo la Turchia di Erdogan si è giocoforza dovuta riavvicinare al "nemico" Putin dopo i recenti contrasti; tuttavia la Turchia è un membro della Nato ora in aperto contrasto con gli Usa e l' Ue su cui pende la minaccia della massa di migranti che il dittatore turco potrebbe scaricare sul Vecchio Continente.
In questa situazione complessa la Russia si sta muovendo con destrezza: non ha fatto polemiche con gli Usa e l'Ue nonostante le sanzioni imposte ed ha anzi offerto cooperazione agli americani per le missioni aeree in Siria.
Alla Russia interessa preservare la sua base navale nel mediterraneo, in Siria; ma cosa ha avuto in cambio lo sciita Iran? Si pensa che in cambio abbia avuto armi.
Più difficile da interpretare invece la mossa di Pechino se non in funzione puramente anti - Usa il che la dice lunga sui rapporti tra i due Paesi, entrambi potenze atomiche.
Qualsiasi piccolo incidente locale farebbe in questo contesto da detonatore per una guerra che potrebbe facilmente divenire globale. Damasco come Danzica? Il rischio esiste con in più la presenza di una ulteriore incognita: le elezioni del Presidente Usa a novembre.
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pecino mosca teheran
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