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Metaverso, quante opportunità in Cina. Prova che il decoupliing è impossibile

Cina, chance clamorosa sul metaverso: decoupling, questo sconosciuto

Disaccoppiamento, ergo decoupling. Una parola che sta prendendo piede un po' ovunque. Come se da un giorno all'altro si potesse tirare una linea e dividere in maniera netta le economie di occidente e Cina come se nulla fosse. Segno dei tempi e della contesa tra Stati Uniti e Cina, ma anche miraggio. A dimostrarlo ci pensa una delle prossime "big thing", una delle prossime grandi frontiere degli investimenti globali. Vale a dire il metaverso.

Prima di tutto, cos'è il metaverso? Si tratta di un termine coniato da Neal Stephenson in Snow Crash (1992), libro di fantascienza cyberpunk, descritto come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar. Esempi di metaverso sono considerati i MMORPG e le chat in tre dimensioni come Second life o Active Worlds.

Si tratta di una dimensione fondamentale per capire le dinamiche future. Come sempre accade quando si muove in massa, la Cina può diventare la vera avanguardia del metaverso, come accaduto su altre tecnologie a partire dal 5G. A settembre 2021 Tencent ha registrato 100 marchi con la parola metaverso. E a ottobre è arrivata anche Alibaba. Pechino è tra l'altro la capitale dei virtual influencer. Il governo cinese ha mantenuto per ora una posizione cauta sul metaverso. Tuttavia, come fornitore di servizi di telecomunicazione in molti paesi, la Cina ha il potenziale per porsi alla guida delle applicazioni globali del metaverso.

Cina eldorado del metaverso

Secondo uno studio di Morgan Stanley in Cina il settore potrebbe valere 8 miliardi di dollari. D'altronde il metaverso è un settore che riguarderà anche e-commerce, semiconduttori e intrattenimento. Come spiega Financial Lounge, il gaming online sarà la chiave per vivere il metaverso, ma presto anche esperienze solitamente fisiche come concerti o shopping potrebbero spostarsi nella nuova realtà digitale.

E le opportunità in materia dimostrano che il disaccoppiamento è molto lontano, se non impossibile da raggiungere. Secondo Morgan Stanley il mercato cinese del metaverso nasconde grandi opportunità per aziende come Sunny Optical, GoerTek e Luxshare. Spazi immensi anche per i semiconduttori. Per questo grande spazio per i colossi taiwanesi come  MediaTek, Will Semi e TSMC.

Ma attenzione, perché è tutta l'Asia che si muove sul fronte della realtà aumentata. Per esempio la Corea del Sud, il cui mercato del gaming è il quarto più grande a livello globale e si prevede che possa raggiungere i 18,6 miliardi di dollari di valore entro i prossimi mesi. Secondo quanto riporta TechWire, il gaming rappresenta più del 6% delle esportazioni culturali totali della Corea del Sud, compresi film, musica, spettacoli televisivi, animazione e videogiochi. Nexon, la principale compagnia di giochi sudcoreana, ha in programma di rilasciare nuovi contenuti del metaverso usando la sua popolare IP Maplestory. Ma a Seul il metaverso trova terreno fertile anche per un altro tratto specificamente sudcoreano, vale a dire la forza dell'industria del K-Pop. Band come i BTS o le Blackpink sono fenomeni globali e ora l'insaziabile produzione di nuovi idols si sta concentrando anche sul fronte virtuale. Non è un caso che Netmarble abbia fondato una filiale Metaverse Entertainment per sviluppare una piattaforma di realtà virtuale per idol K-Pop virtuali.

Decoupling? Più nelle parole che nei fatti

La realtà è che il decoupling è più nelle parole che nei fatti. Mentre i colloqui di natura commerciale devono ancora materializzarsi, alla fine di febbraio Biden ha firmato un ordine esecutivo per creare una catena di approvvigionamento di prodotti “essenziali” (principi attivi, semiconduttori, terre rare e batterie a grande capacità) “più resiliente e sicura”, ovvero per ridurre la dipendenza dalla Cina.

Nel frattempo, però, le importazioni cinesi dagli Stati Uniti hanno stabilito un nuovo record nel primo trimestre 2021, raggiungendo i 46,5 miliardi di dollari. Ma le esportazioni sono aumentate più rapidamente delle importazioni (119,2 miliardi di dollari) e di conseguenza anche il deficit commerciale a vantaggio di Pechino è tornato ad aumentare. Dai dati emerge dunque che, nonostante i molteplici screzi e il perdurare della maggior parte dei dazi, l’intreccio commerciale tra Usa-Cina è ancora solido e che, almeno per ora, il disaccoppiamento appare lontano.

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