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Esteri
Migranti, la carovana dei 6000 avanza verso la Terra Promessa

Il povero Messico ci ha messo un pò, quasi una settimana, ma non ha ceduto alle forti pressioni di Trump, e ha annunciato un piano "Estas en tu casa" "sei a casa" per aiutare i protagonisti della gigantesca carovana di centroamericani in marcia verso gli Stati Uniti.

Le famiglie, uomini, donne, giovani e bambini, per la maggior parte provenienti dall’Honduras, stanno fuggendo da violenza e povertà e vogliono raggiungere, a qualsiasi costo, la loro Terra Promessa.

Carovana dei migranti verso la Terra Promessa. La carovana dei 6000 migranti avanza

E mentre il Presidente americano schiera 800 soldati alla frontiera americana e dichiara la carovana emergenza nazionale, il Presidente messicano, in scadenza di mandato, ha lanciato un piano di assistenza.

In questo piano sono previsti diversi aiuti alla povera gente in cammino, dall’assistenza medica, all’educazione, per finire con un impiego temporaneo per chi viene considerato rifugiato.

"E’ un piano dedicato solo a coloro che hanno le caratteristiche per ottenere, per la legge messicana, la condizione di rifugiato" ha confermato il Presidente messicano Enrique Pena Nieto.

Una scelta di attenzione in un Paese, il Messico, a cui non mancano certo violenze e disoccupazione ma che di fronte ad un evento di dimensioni bibliche non ha potuto mettere la testa sotto la sabbia.

Carovana Migranti verso la Terra Promessa. Trump schiera l'esercito

Certo un diritto regolato da alcune restrizioni. La prima è che i richiedenti dovranno fermarsi nelle due regioni, Oaxaca e Chiapas, che sono servite da porta di ingresso nel paese, e che i richiedenti asilo siano parte della Carovana.

La tessera che verrà fornita per avere il diritto temporaneo darà diritto ad accedere agli alberghi convenzionati e ad ottenere cure mediche nelle strutture ospedaliere locali. In più sarà allocato un budget per impiego temporaneo nella riparazione di infrastrutture e strade.

Ma questa misura, pur solidale, non sembra interessare più di tanto i migranti che nulla hanno in testa se non il sogno americano, come conferma uno dei portavoce della carovana. "Quella messicana è una buona offerta ma tutti noi teniamo in testa il sogno americano dove ci sono maggiori possibilità di lavoro e dove potremmo essere pagati saremo pagati in dollari e non in pesos messicani".

La strategia americana per bloccare i migranti e farli rimanere nel sud del Paese è stata sostenuta pure da un’offerta in danaro (circa 20 milioni di dollari) che pare essere stata presentata al Governo messicano e rifiutata.

Nonostante tutto i 6000 sudamericani vogliono non fermarsi nello Stato di Oaxaca e avanzano verso il loro sogno.

Un sogno distante ancora migliaia di chilometri e dove li attende un confine chiuso e militari armati.

 

 

 

 

 

 

 

 

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