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Esteri
Ucraina: Papa Francesco mediatore a Kiev, per fermare lo spargimento di sangue

"Il viaggio del Papa a Kiev sarebbe un passo simbolico"

“Grazie, a nome del mio popolo, al Santo Padre per quello che fa. Io rispondo con i corridoi umanitari, e so quanti sforzi ha fatto Papa Francesco per farli funzionare”, ha detto la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk, ospite di Sky TG24 Live In Bari, interpellata su una possibile mediazione da parte del Vaticano e del Santo Padre, come auspicato da Affari Italiani. “Ho incontrato un nunzio papale - ha proseguito - e abbiamo parlato proprio di questi corridoi. So che ha incontrato anche l’ambasciatore russo in Italia, gliene ha parlato e ha mostrato la sua solidarietà all’Ucraina. Sono passi davvero forti e importanti. Ringraziamo dal cuore Papa Francesco e tutto il mondo cattolico per il sostegno che ci da”. Una sua vita a Kiev, ha concluso, “sarebbe un passo davvero simbolico”.

"Il ritorno dell'ambasciatore italiano a Kiev sarebbe fondamentale"

“So che l’Italia sta cercando la possibilità di riportare l’ambasciatore a Kiev: sarebbe un altro passo avanti, un altro segnale che possiamo dare”. Andrebbe a dimostrare “che non abbiamo più paura di lui, della cattiveria, dell’autocrazia. Che non abbiamo paura del male”, ha aggiunto Iryna Vereshchuk.

"I russi bruciano i morti nei forni crematori"

La vicepremier ucraina ha ribadito le sue accuse alla Russia sui forni crematori: “La situazione intorno a Kiev è meno pesante di prima, però non è che sia meno difficile per questo. Ci sono tantissimi territori minati, purtroppo l’Ucraina è diventato un territorio sempre più minato. Prima dobbiamo togliere le mine”. E “poi la catastrofe umanitaria comunque esiste. In alcune città è difficile raggiungere alcuni posti. Noi come Governo facciamo di tutto, ma almeno le persone che si trovano in trappola adesso hanno ricevuto qualche aiuto medico e alimentare”.

“Per quanto riguarda Mariupol i nostri servizi segreti dicono che la Russia cerca di nascondere i propri delitti. Per questo sta usando questi forni crematori mobili per bruciare i cadaveri delle nostre donne e bambini”.

“Questi forni crematori mobili li sta usando anche per il proprio esercito: li ha portati dalla Crimea, e li sta usando per bruciare i propri soldati, in modo che non li veda la Russia o le loro madri. Perché potete immaginare se la Russia vedesse migliaia di cadaveri che tornano in patria”. che ha aggiunto: “ora Putin sta usando i forni crematori per nascondere tutte le sue azioni da delinquente. Ha capito che il mondo è rimasto sconvolto da quello che è successo a Bucha, e ha visto quanto il mondo intero è pronto a unirsi contro queste azioni. Quindi, ovviamente, cerca di nascondere ogni traccia, e per questo userà questi forni crematori. Noi dobbiamo continuare a parlarne, e lui, Putin, deve pagare un caro prezzo”.

"Fermiamo lo spargimento di sangue"

“Per noi è molto importante fermare lo spargimento di sangue, raggiungere il cessate il fuoco e la ritirata dell’esercito russo. Se per questo bisogna iniziare a trattare con i nostri partner di fronte a Putin, che comunque è un delinquente e risponderà delle sue azioni, la mia risposta è sì. Dobbiamo tornare alla trattativa per il cessate il fuoco”. Lo ha detto la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk, rispondendo alla domanda se pensa sia possibile, in questo momento, andare avanti con i negoziati e che sia opportuno un incontro tra i presidenti Zelensky e Putin.

"Contro Putin, armi e sanzioni"

“Qual è il principale obiettivo di Putin, quando si fermerà? Quando noi lo fermiamo. In Ucraina abbiamo un proverbio: non importa chi abbiamo di fronte, quanto chi abbiamo accanto a noi. È importante avere accanto voi, gli italiani, le altre Nazioni e civiltà. I paesi democratici che capiscono il valore della vita umana e quanto sia importante conservare la pace nel mondo. E quello che vuole e pensa lui, Putin, non ha tanta importanza. È importante non avere paura di lui. Deve sentire la forza dei nostri armamenti, delle vostre sanzioni e della nostra unione”, ha aggiunto la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk.

"Serve un embargo su petrolio e gas russo"

“Non ci sentiamo abbandonati, sappiamo che tutti ci sostengono, che tutti sono con noi. Sappiamo che le donne di tutto il mondo piangono quando vedono le foto dei bambini uccisi, o anche di donne torturate e uccise”. E ancora “gli anziani e tutte le persone che stanno soffrendo per mano di Putin e del suo esercito. Però abbiamo bisogno di un sostegno reale: ci deve essere unità sulla decisione dell’embargo di petrolio e gas russo. Dobbiamo avere le sanzioni funzionanti, anche adesso, perché non possono procedere passo a passo”. 

“La situazione che abbiamo visto in tutte le città - ha aggiunto la vicepremier -, come Bucha, Mariupol, Gostomel o Irpin, la vedremo ancora. Putin non si fermerà da solo”, ma “insieme lo possiamo fermare”.

 

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