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Russia, "rivolta contro Putin. Solo il 10% sta con lo zar". La rivelazione
Vladimir Putin celebrazione annessione Crimea

Russia, rivolta contro Putin, parla lo scrittore moscovita Dmitry Glukhovsky


"Sono prostrato. Non avrei mai creduto che quel che avevo immaginato nei miei romanzi potesse diventare realtà". Così Dmitry Glukhovsky, 42enne scrittore moscovita e figura importante della dissidenza russa, in una intervista al Quotidiano Nazionale, parlando di "Métro 2033", libro con cui nel 2005 ha iniziato una saga distopica tradotta in più di 20 lingue che descrive una Russia devastata da una guerra nucleare i cui abitanti si sono rifugiati nelle viscere della metropolitana di Mosca.

"Quasi ogni giorno ricevo dai miei amici ucraini fotografie che fanno vedere cosa succede nel metro di Kiev e di altre città - afferma -. Sono testimonianze autentiche della sofferenza di un popolo". In Russia, prosegue, "c'è una minoranza, diciamo tra il 10 e il 20 per cento, che sostiene la guerra e condivide le ambizioni imperialiste di Putin. Poi c'è un 20 per cento che è decisamente contrario. Più di 15mila persone sono state arrestate" e "almeno 300mila persone hanno lasciato la Russia per spargersi fra Georgia, Armenia, Cipro, Turchia ed ex Paesi dell'Unione sovietica. Molti di loro oggi sono in condizioni difficili perché le loro carte di credito sono bloccate a causa delle sanzioni occidentali".

E il rimanente 60 per cento della popolazione? "Cerca di vivere come se non succedesse niente. La stragrande maggioranza non è informata e crede alla propaganda ufficiale. O magari non ci crede, ma spera che la guerra finisca presto. Ed è comunque convinta che ogni resistenza sia inutile perché il regime è troppo forte. Vivono giorno per giorno, adattandosi al conformismo di una disinformazione implacabile".

La lettera Z che sta apparendo dappertutto non è il segnale di un sostegno a Putin "è il simbolo dell'imperialismo russo. La troviamo sugli autobus, sui taxi, sugli edifici: è un'operazione voluta dalle autorità, i responsabili delle amministrazioni locali hanno l'ordine di tracciarlo ovunque". Ma le sanzioni cominciano ad avere effetto: "C'è scarsità di zucchero, carta, prodotti per l'igiene. I prezzi sono raddoppiati per computer e televisori. Ma gli effetti veri si vedranno solo fra qualche mese", il popolo "ha paura e soprattutto ha la sensazione che anche rovesciando Putin la situazione non cambierebbe. C'è una grande depressione nel paese. Il Covid ha ucciso un milione di abitanti".

Rischi per Putin? "Ha incontrato una resistenza molto forte da parte dell'Ucraina e una risposta molto compatta da parte del mondo occidentale. Sul piano militare le cose non vanno come pensava: nei prossimi giorni, per esempio, dovrà mobilitare nuove migliaia di coscritti, e le madri di quei ragazzi non saranno per niente d'accordo. Poi c'è la situazione economica: fra un po' le fabbriche saranno paralizzate per la mancanza di pezzi di ricambio e gli operai si troveranno senza lavoro. Ecco il vero pericolo: se ci sarà una rivolta non sarà per motivi ideologici, ma perché la gente non avrà più niente da mangiare".

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