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Esteri
Russia, bloccate le pubblicazioni scientifiche. Serve l'ok dei Servizi

Prima di pubblicare i propri lavori su riviste scientifiche, in patria e all'estero, gli studiosi e ricercatori della piu' prestigiosa universita' statale russa, la Lomonosov (Mgu), dovranno ottenere l'approvazione da parte dei servizi segreti (Servizio di sicurezza federale, Fsb). E' quanto ha reso noto una delle piu' famose riviste scientifiche internazionali, Nature, riportando le recenti disposizioni dell'Istituto A. N. Belozersky di biologia fisico-chimica della stessa Mgu. La pubblicazione rende nota parte del verbale di una riunione dell'istituto, svoltasi il 5 ottobre: "Ricordate che la legislazione in vigore richiede ai ricercatori di ottenere il permesso per la pubblicazione di qualsiasi articolo, intervento a conferenze o presentazione", recita il verbale, riferendosi agli emendamenti approvati alla legge sul segreto di Stato. Il governo russo sostiene che la modifica non era destinata a limitare le pubblicazioni di base e le ricerche non militari, ma secondo diversi studiosi anche altri istituti nel Paese stanno varando simili disposizioni e si sta andando verso un clima generale di censura. "E' un ritorno ai tempi sovietici, quando per inviare un paper a un giornale internazionale dovevamo ottenere un'autorizzatone in cui si specificava che il risultato del lavoro non era nuovo ed importante e quindi poteva essere pubblicato all'estero", ha denunciato Mikhail Gelfand dell'Istituto Belozersky.

Nel 1993, ricorda Nature, Mosca ha varato una legge che obbliga gli scienziati russi ad avere il permesso dall'Fsb prima di pubblicare i risultati di ricerche significative dal punto di vista militare o industriale; per lo piu' ci si riferiva a lavori relativi alla fabbricazioni di armi, compreso il nucleare, e al campo della chimica e biologia. A maggio, un decreto del presidente Vladimir Putin ha ampliato il campo coperto dalla legge, comprendendo ogni scienza che possa essere usata per lo sviluppo di non ben definiti "nuovi prodotti". Allo stesso tempo e' stato esteso l'elenco delle informazioni coperte da segreto di Stato, come per esempio la morte o il ferimento di soldati in tempo di pace. L'iniziativa e' stata presa sullo sfondo delle accuse mosse alla Russia di aver inviato, in segreto, suoi militari a combattere in Ucraina dell'Est. Secondo le nuove direttive dell'universita', si dovra' ottenere il permesso necessario alle pubblicazioni da parte del Primo dipartimento, un ramo dell'Fsb che esiste in tutti gli atenei ed istituti di ricerca russi, ha spiegato Viacheslav Shuper, che si occupa di geografia all'Accademia delle scienza a Mosca e all'Mgu e secondo il quale anche ai geografi sono state impartite direttive simili. Il direttore dell'Istituto Belozersky, Vladimir Skulachev, non ha commentato la notizia. "Il problema e' che tutta la produzione scientifica e' minacciata di poter essere classificata come segreto di Stato", ha denunciato Fyodor Kondrashov, biologo al Centre for Genomic Regulation a Barcellona. Serghei Salikhov, direttore del dipartimento di scienza e tecnologia del ministero dell'Educazione e della Scienza russo, ha detto a Nature che il governo non intende con l'emendamento limitare le pubblicazioni della ricerca di base e che gli studi nell'ambito non militare non saranno soffocati dai controlli. Ma l'emendamento lascia ampio spazio d'interpretazione ai servizi segreti e agli amministratori della scienza, che tenderanno a essere molto zelanti, ha fatto notare Gelfand. Secondo Konstantin Severinov, biologo allo Skolkovo Institute of Science and Technology, l'iniziativa va contro gli sforzi dichiarati del governo di rafforzare e internazionalizzare la scienza russa. Mosca punta a vedere cinque delle universita' nazionali nella top 100 degli atenei mondiali entro il 2020 e ha dichiarato di voler attrarre in Russia scienziati di fama internazionale.

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