Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Esteri » Senegal, golpe ed elezioni rinviate. Esplode la rabbia, rischio guerra civile

Senegal, golpe ed elezioni rinviate. Esplode la rabbia, rischio guerra civile

La democrazia più stabile d’Africa vacilla. Le votazioni previste per il 25 febbraio slittano a dicembre. Non succedeva nulla di simile dal 1967

Senegal, golpe ed elezioni rinviate. Esplode la rabbia, rischio guerra civile
senegal
Senegal, golpe ed elezioni rinviate. Esplode la rabbia, rischio guerra civile
Senegal, golpe ed elezioni rinviate. Esplode la rabbia, rischio guerra civile
Senegal, golpe ed elezioni rinviate. Esplode la rabbia, rischio guerra civile

Senegal, esplode la rabbia della gente: “Colpo di Stato costituzionale”. Scontri nelle strade

Si apre un nuovo fronte “caldo” in Africa. A traballare questa volta è uno dei paesi considerati più stabili politicamente dell’intero continente: il Senegal. La notizia del rinvio delle elezioni, previste per il prossimo 25 febbraio, addirittura al prossimo dicembre, ha provocato la rabbia dei senegalesi che si sono riversati nelle strade. Questa decisone – si legge su Repubblica – è considerata una sorta di golpe dell’attuale presidente Sall, in carica dal 2012 e rieletto nel 2019, una mossa per contrastare l’avanzata delle forze sovraniste. Secondo l’opposizione, la decisione di Sall è un “colpo di Stato costituzionale“, in un Paese dove le presidenziali sono state annullate e rinviate solo una volta, nel lontano 1967, e dove mai c’è stato un colpo di Stato militare – come, invece, praticamente ovunque nel resto del continente. Esempio di democrazia e a lungo anche con prospettive economiche incoraggianti, il Senegal è piombato negli ultimi anni in una nuova fase di crisi e incertezza, ritornando ad alimentare il flusso migratorio dall’Africa subsahariana verso l’Europa.

Leggi anche: Unicredit, risultati record e futuro. M&A no, ma una via ci sarebbe…

Leggi anche: Sanremo, la miniera d’oro della Rai. Raccolta pubblicitaria oltre i 50 mln

Domenica scorsa – prosegue Repubblica – sono iniziati a Dakar i cortei contro Sall. Le forze dell’ordine sono intervenute con i gas lacrimogeni e una certa brutalità. Non solo: Anta Babacar Ngom, anche lei candidata alle presidenziali, e Aminata Touré, già premier (ora all’opposizione) sono state arrestate e poi rilasciate nella notte tra domenica e lunedì. Il Governo ha bloccato le trasmissioni della tv privata Walf, accusata di fomentare i disordini dando spazio alle immagini della manifestazione. Ieri, di nuovo, alcune centinaia di manifestanti si sono radunati dinanzi all’Assemblea nazionale, mentre i deputati discutevano il provvedimento voluto da Sall, e sono stati dispersi con i lacrimogeni. Ieri mattina il Governo ha anche bloccato Internet sulla telefonia mobile in diversi quartieri di Dakar, come già aveva fatto nel giugno 2023. L’obiettivo è limitare le manifestazioni organizzate sui social.