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Esteri
Siria: due gruppi ribelli, "non lasciamo Aleppo, via i russi"

Almeno due delle fazioni insurrezionali asserragliate nei quartieri orientali di Aleppo hanno ribadito il loro totale rifiuto di ritirarsene, malgrado siano quelle zone ormai controllate dalle forze lealiste per oltre il 60 per cento della loro estensione. "Qualsiasi proposta in tal senso sarebbe inaccettabile", ha tagliato corto Yasser al-Youssef, portavoce di una delle frange piu' direttamente coinvolte nelle ostilita', gli islamisti di Noureddin al-Zenki, parte a loro volta del Consiglio del Comando della Rivoluzione che comprende una settantina di gruppi differenti.

"Sono i russi che se ne debbono andare da Aleppo, sono le milizie settarie", ha rincarato la dose, alludendo verosimilmente agli sciiti libanesi di Hezbollah che combattono anch'essi al fianco dei governativi, "a dover lasciare Aleppo e la Siria, e smetterla d'interferire negli affari interni del nostro popolo". Gli ha fatto eco Abu Abdel Rahman al-Hamawi in rappresentanza di Jaish al-Islam, formazione salafita sostenuta dall'Arabia Saudita.

"I rivoluzionari non abbandoneranno Aleppo e combatteranno l'occupazione russa e iraniana fino all'ultima goccia di sangue", ha ammonito. "Questa e' la nostra terra, la terra dei nostri antenati, e noi rimarremo a difenderla, ad Allah piacendo. La Rivoluzione", ha concluso, "continuera' fino alla vittoria".

Anche Youssef nei giorni scorsi aveva denunciato l'intervento di Mosca e dell'Iran al fianco del regime di Bashar al-Assad come vera ragione del progressivo soccombere dei ribelli, ormai in apparenza inarrestabile. Sia lui sia Hamawi oggi hanno ribadito di essere pronti ad accettare un piano delle Nazioni Unite per l'afflusso di aiuti umanitari di emergenza nel proprio settore, sotto assedio da luglio.

Mosca, storica alleata di Assad, punta invece a una ritirata preliminare di tutti gli insorti dal settore est dell'ex capitale economica della Siria, e al riguardo sta cercando di coinvolgere il piu' possibile gli stessi Usa, cosi' da concordare tempistica e modalita' dell'allontanamento, cui subordinare l'eventuale entrata in vigore di un cessate-il-fuoco.

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