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Esteri
Trump, due settimane di urla a vuoto anche la Pennsylvania rigetta la causa
(fonte Instagram)

Sono già passate due settimane dalle elezioni e l’ostinazione ( non comprensibile ma lecita) di Donald Trump di non riconoscere la vittoria del rivale e il suo perseverare nel mandare avanti azioni legali, al momento, sembrano non aver prodotto risultati concreti.

Anzi tra un’accusa di brogli e l’altra ( l’ultima è quella che si dovrebbero aspettare sorprese dalla Georgia) Trump sembra vivere in un’altra dimensione. Al G20 infatti in una veloce apparizione ha comunicato ai membri che avrà davanti molti anni ancora di lavoro con loro. Un rapido intervento, senza contraddittorio, prima di ritornare sui campi da golf.

Tutto questo ‘modus operandi’ e tutte le accuse di brogli, al momento senza alcun fondamento, stanno però bloccando i fondi dell’Amministrazione (milioni di dollari) riservati  al periodo di transizione del nuovo Presidente. Un fatto raramente accaduto nella storia americana.

L’ultimo dei tweet trumpiani che parlava di sorpresa in Georgia sembra andare in assoluta controtendenza con la realtà. La Georgia infatti, già venerdì, aveva certificato la vittoria di Biden e l’attribuzione dei conseguenti 16 voti del Collegio elettorale corrispondenti a questo Stato. Ed è curioso che a certificare la regolarità della votazione georgiana siano state proprio le autorità che appartengono allo stesso partito di Trump.

Anche in Michigan il tentativo di Trump di convincere due leaders repubblicani a concedere i delegati dello Stato sembra essere fallito. I due politici invitati alla Casa Bianca hanno confermato che, non vedendo alcun problema di legalità nel voto, non avrebbero potuto esaudire i desideri del tycoon. E anche questa presa di posizione chiude la porta a qualsiasi tentativo  di cambiare il risultato in Michigan dove Biden ha vinto con un margine di 157 mila voti. Ma Trump non sembra ancora convinto e fino all’ultimo giocherà anche in Michigan qualsiasi carta.

E pure in Pennsylvania, Arizona e in altri Stati chiave le porte si stanno chiudendo in faccia al Presidente. Senza altre novità Trump dovrà il 20 gennaio, e non un minuto di più, lasciare la Casa Bianca a Joe Biden.

Le speranze di Trump si chiuderanno definitivamente l’8 dicembre. In Pennsylvania il giudice Matthew Brann ha rigettato la causa del Presidente ma il team di legali, non si è dato per vinto e ha risposto che sono stati trovati voti illegali che potrebbero cambiare il risultato. Ma adesso lo Stato puo’ confermare ufficialmente Biden come vincitore.

E la guerra del tycoon contro contro più della metà degli americani continua senza tregua pure fuori dalle aule dei tribunali. Non si contano i tweet suoi e le email del suo team che continuano a gridare ai brogli.

Ma il tempo, anche per il repubblicano, sembra giungere al termine.

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