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Esteri
Ucraina, Kiev: bombe su Zaporizhzhia. Price cap petrolio: G7-Australia con Ue

Guerra Russia Ucraina/ Le notizie di sabato 3 dicembre 

Continuano i bombardamenti attorno alla centrale ucraina di Zaporizhzhia nel 283esimo giorno di guerra. Secondo il numero uno dell'agenzia per l'energia atomica delle Nazioni Unite Rafael Grossi il pericolo di un "degenero nucleare" a Zaporizhzhia è "imminente". Intanto il segretario generale della Nato, Jens Stoltemberg ha affermato che "il compito più importante ora è quello di preservare l'Ucraina come Stato indipendente. Di un'adesione alla Nato si tratterà più tardi". I Paesi del G7 e l'Australia si sono accordati per unirsi all'Unione europea nell'imporre un price cap di 60 dollari al barile per il greggio russo. Il 13 dicembre a Parigi ci sarà una conferenza di pace. 

Ucraina, Mosca: "Non accetteremo il price cap al petrolio russo" 

Mosca non accetterà il price cap sul petrolio russo. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall'agenzia stampa russa Tass. "Stiamo valutando la situazione. Sono stati fatti certi preparativi per questo tetto. Non accetteremo un price cap e vi informeremo come verrà organizzato il lavoro una volta conclusa la valutazione", ha detto Peskov, dopo che la Ue ha deciso di imporre un tetto di 60 dollari al barile per il petrolio russo.

Ucraina, Kiev: "Bombardata tutta la notte l'area della centrale di Zaporizhzhia"

Bombardato per tutta la notte dall'esercito russo il distretto di Nikopol, nella regione orientale di Dnipropetrovsk, nella zona della centrale nucleare di Zaporizhzhia: danneggiati gasdotti e le reti elettriche. "I russi hanno bombardato il distretto di Nikopol per tutta la notte, ma il centro del distretto è stato il più colpito. Oltre 30 proiettili nemici sono caduti su Nikopol (di fronte alla centrale nucleare) ma fortunatamente le persone non sono rimaste ferite. Due dozzine di abitazioni, fabbricati agricoli, reti elettriche e gasdotti e 50 sono stati danneggiati", ha detto il capo militare regionale Valentin Reznichenko.

Anche G7 e Australia per price cap su petrolio russo

I Paesi del G7 e l'Australia si sono accordati per unirsi all'Unione europea nell'imporre un price cap di 60 dollari al barile per il greggio russo: lo scrive il consorzio dei 7 grandi in una nota. L'accordo di principio, si legge, era già stato adottato, ma per comunicare l'adesione il G7 ha voluto attendere che i 27 arrivassero all'accordo, raggiunto nel pomeriggio, che era rimasto appeso all'assenso della Polonia. Il meccanismo, si fa sapere, entrerà in vigore a partire da lunedì.

Stoltenberg: "Priorità ora è preservare indipendenza ucraina"

"Il compito più importante ora è quello di preservare l'Ucraina come stato indipendente. Di un'adesione alla Nato si tratterà più tardi. Stiamo già fornendo un sostegno senza precedenti all'Ucraina e stiamo rafforzando il nostro partenariato con questo Paese". Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un'intervista con la tedesca "Sueddeutsche Zeitung".

Guerra Ucraina, Aiea: "A Zaporizhzhia il pericolo è imminente"

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