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Ucraina, Modi e Xi Jinping pronti a mediare per la pace. Ma i raid non si fermano: colpiti Kiev, Odessa e raffinerie russe

Segnali diplomatici e scontri sul terreno corrono in parallelo: dal vertice dei Brics arriva l’offerta di mediazione di India e Cina, mentre la notte porta con sé nuovi raid incrociati

Ucraina, Modi e Xi Jinping pronti a mediare per la pace. Ma i raid non si fermano: colpiti Kiev, Odessa e raffinerie russe

Il presidente indiano Narendra Modi e quello cinese Xi Jinping hanno offerto a Vladimir Putin la propria disponibilità a mediare per trovare una soluzione al conflitto in Ucraina. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, secondo quanto ripreso dall’agenzia russa Tass. “Modi e Xi Jinping, nel corso dei loro contatti con Putin a margine del Brics, hanno attivamente offerto i propri servizi per favorire una soluzione della questione ucraina”, ha dichiarato Peskov, senza fornire dettagli su tempi o modalità di un’eventuale iniziativa diplomatica.

L’apertura arriva mentre sul campo la guerra prosegue senza sosta. Nella notte tra sabato e domenica la Russia ha lanciato un nuovo attacco con droni contro Kiev, provocando un incendio in un edificio residenziale della capitale, con raid segnalati anche sulla regione di Odessa e attacchi incrociati sul territorio russo di Samara. Il bilancio si aggiunge a quello, ben più pesante, della notte tra l’11 e il 12 settembre, quando almeno 11 persone erano morte e 96 erano rimaste ferite in raid russi su diverse regioni ucraine.

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Proprio nella zona di Odessa, il ministero della Difesa russo ha rivendicato oggi un ulteriore attacco contro una struttura logistica di Nova Poshta, il principale corriere privato ucraino, nell’insediamento di Nerubaiskoye: secondo Mosca il sito veniva utilizzato anche per lo stoccaggio e la distribuzione di equipaggiamento militare.

Sul fronte opposto, media russi riferiscono di nuovi attacchi ucraini con droni contro infrastrutture energetiche sul territorio della Federazione. A Slavyansk-na-Kubani, nella regione di Krasnodar, un raid ha causato un incendio in un’azienda locale e danni a un gasdotto in una zona residenziale, ferendo almeno una persona e danneggiando quattro abitazioni e una clinica. Attacchi sono stati segnalati anche contro raffinerie in Tatarstan, regione lontana dal fronte ma già colpita più volte da Kiev nell’ambito della strategia ucraina contro gli impianti che alimentano lo sforzo bellico russo.

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